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Atto a cui si riferisce:
C.1/01273    premesso che:     la violenza contro le donne sta assumendo, da diverso tempo, i connotati di una vera e propria emergenza a livello internazionale, rappresentando la...



Atto Camera

Mozione 1-01273presentato daMILANATO Lorenatesto diMartedì 17 maggio 2016, seduta n. 626

   La Camera,
   premesso che:
    la violenza contro le donne sta assumendo, da diverso tempo, i connotati di una vera e propria emergenza a livello internazionale, rappresentando la manifestazione più grave e più brutale della disparità storica nei rapporti di forza tra i generi, nonché una delle peggiori violazioni dei diritti umani;
    i numerosi casi che si verificano, non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo, denotano una realtà inquietante di violenza perpetrata nei confronti delle donne, che si trovano a vivere nella paura e nel disagio per le strade, nei mezzi pubblici, nelle proprie case;
    gli episodi di violenza verificatisi durante la notte di San Silvestro in 12 dei 14 Land tedeschi, quando gruppi di uomini di origine araba e mediorientale hanno circondato centinaia di donne per derubarle e molestarle sessualmente, sono di straordinaria gravità. La maggior parte delle denunce, 1.076 dalla data del 13 gennaio 2016, si riferiscono ad aggressioni nel Land del Nord Reno Vestfalia, in particolare a Colonia, Düsseldorf e Bielefeld. Altre 218 denunce sono state presentate ad Amburgo, 31 in Assia, 27 in Baviera, 25 nel Baden Wuerttemberg e 11 a Brema;
    la drammaticità di quanto sopra citato non ha precedenti, alla luce del fatto che quanto avvenuto non può essere considerato come un fenomeno spontaneo, poiché si tratta di un'azione organizzata da parte di un migliaio di uomini, tra i 15 e i 35 anni, che si sono prima radunati nella piazza della stazione centrale di Colonia, per poi dividersi in decine di gruppi e partire all'attacco di donne;
    le donne che si erano recate in strada a festeggiare, abituate per cultura e diritto alla certezza del rispetto della propria libertà e delle proprie scelte, sono improvvisamente diventate degli oggetti a cui potevano essere inflitte gravissime umiliazioni ritrovandosi dunque in un clima arcaico e selvaggio, dove i valori civili della nostra società non sono mai esistiti e dove solo il diritto del più forte e del più violento è la regola vincente;
    gli aggressori di Colonia identificati dalle autorità di pubblica sicurezza sono per lo più stranieri, richiedenti asilo o rifugiati che hanno dunque dimostrato di avversare nel profondo la nostra cultura e che portano con loro un'idea della donna ritenuta inferiore, non degna di godere di una piena libertà;
    nel nostro continente è in corso una crescita esponenziale di quella che i promotori dell'Islam radicale chiamano «Eurabia», una migrazione permanente che reca con sé i semi di una visione intollerante nei confronti non solo della donna ma, più in generale, di ciò che è altro rispetto alla cultura islamica, di cui la maggior parte dei migranti si ritiene parte;
    un fenomeno che sta portando ad un mutamento numerico, sociale e culturale dove si tende ad innestare la propria cultura su quella precedente, ritenuta obsoleta o peggio ancora sbagliata, sino ad imporla;
    in tali frangenti, prima di colpire le libertà di tutti e di omologare ciascuno in una unica modalità di pensiero, è il corpo delle donne il terreno dove inizia a morire la democrazia e dove è più facile e immediato per il patriarcato sferrare i propri attacchi;
    i dati lo confermano in maniera netta poiché, nell'ultima metà del Novecento, i musulmani sono cresciuti di oltre il 200 per cento e le percentuali sono aumentate inesorabilmente anche negli ultimi quindici anni, mentre la società europea tradizionale decresce insieme con il numero dei propri figli;
    secondo i dati Eurostat, se oggi la popolazione dell'Europa cresce è soprattutto per il contributo dell'immigrazione, con ben l'80 per cento dell'incremento demografico dovuto ai flussi migratori;
    un'operazione di molestie così vasta non si è però fermata ai fatti della notte di San Silvestro, ma si sono ripetuti anche durante il Carnevale di Colonia, uno dei più amati e popolari in Germania, dove si sono registrare ben 22 denunce di molestie sessuali e un caso di violenza e percosse. Tra i diversi casi, una ragazza di 22 anni sarebbe stata avvicinata da un profugo di 17 anni arrivato dall'Afghanistan che le avrebbe dapprima mostrato materiale pornografico dal proprio cellulare e successivamente, dopo averla colpita con un pugno sul viso, l'avrebbe violentata;
    i fatti citati, che duramente hanno colpita l'Europa, non possono che essere definiti un atto di terrorismo culturale a sfondo sessuale, compiuto nei confronti di donne che rappresentano la cultura e l'intero mondo occidentale, e impongono seri interrogativi sulle politiche di solidarietà e di accoglienza dell'Unione europea;
    l'Europa ha accolto quasi un milione di rifugiati nel 2015, ma deve adesso fronteggiare la sfida più importante, quella dell'integrazione di queste persone nel tessuto sociale dal continente, poiché l'attuale immigrazione non può considerarsi semplicemente come un flusso ordinato, ma il frutto di eventi multipli e contemporanei di guerre che hanno un'espansione globale o di lungo periodo;
    se da un lato non vanno tratte conclusioni razziste, quanto accaduto non può essere trattato nemmeno con una logica buonista, perché la donna è stata scelta come simbolo per colpire i valori occidentali, i diritti individuali, la parità tra uomo e donna, e, più in generale, la libertà in tutte le sue forme;
    in un momento storico, poi, in cui è necessario ed inevitabile confrontarsi con fenomeni migratori massicci, con la convivenza tra culture diverse, è fondamentale l'approccio alle gestione del fenomeno migratorio e dell'accoglienza. Se da un lato il continente europeo non può chiudere le porte davanti a coloro che scappano dalla guerra, dall'altro, è necessario che evitare che il processo di «integrazione» porti, anche per il crescente peso demografico dei musulmani, quasi ad un progressivo piegarsi, sino all'assoggettamento, della cultura di libertà occidentale, dove la libertà delle donne sarà progressivamente ridotta, nel livello e negli spazi di agibilità;
    è fondamentale dimostrare che non è così, anche per evitare possibili derive autoritarie e xenofobe, ponendo in essere opportune iniziative politiche, normative e di contrasto, necessarie a tutelare le donne e la loro libertà, che è un valore assoluto, dalla violenza e dai tentativi di oppressione. È fondamentale, dunque, chiarire che chi non riconosce la parità e la libertà delle donne non può essere integrato e che chi non ha diritto di restare in Italia e in Europa deve essere espulso e chi ha diritto di essere accolto deve rispettare le nostre leggi, le nostre regole, i nostri valori e la nostra cultura, accettando il ruolo delle donne, la loro evoluzione e la modernità che rappresentano;
    in un momento di grave crisi economica e sociale, come quello che sta attraversando l'Europa, bisogna quindi impedire che il corpo delle donne diventi teatro di scontro, oggetto di contesa tra diverse appropriazioni e occasione per inviare un segnale di sfida alla stessa Unione europea che ha accolto quegli stessi uomini autori di violenze;
    di fronte alle dimensioni sempre più imponenti assunte dal fenomeno migratorio, nonché ai recenti episodi di violenza, è necessario che nel nostro Paese, come nel resto d'Europa, si presti sempre più attenzione ai diritti delle donne e, più in generale, ai diritti delle persone, contro ogni discriminazione per la nostra cultura che garantisce ad ogni individuo piena libertà di espressione,

impegna il Governo:

   ad assumere le opportune iniziative, anche sul piano normativo, al fine di implementare il contrasto alla violenza di genere nel nostro Paese, e di promuovere realmente una cultura della soggettività femminile, contrastando la violenza di genere quale negazione dei diritti fondamentali e della dignità delle donne;
   ad agire sul piano della prevenzione e del contrasto della violenza, della promozione della soggettività femminile e della tutela delle vittime di violenza sessuale, individuando specifiche iniziative di competenza volte a potenziare i servizi e le misure di assistenza delle vittime di violenza, prevedendo un'organica risposta a livello territoriale e di rete e rendendo omogeneo lo sviluppo di servizi idonei all'assistenza, attraverso la collaborazione e la cooperazione tra i soggetti pubblici e privati (pronto soccorso, associazioni, sportelli antiviolenza, Forze dell'ordine, servizi sociali e comuni) che operano per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e che forniscono servizi di supporto ed assistenza;
   a promuovere, nell'ambito della gestione del fenomeno migratorio e dell'accoglienza per coloro che ne hanno diritto, politiche mirate, volte a sostenere con forza l'esigenza dell'adesione a valori e princìpi validi per tutti coloro che desiderano risiedere stabilmente nel nostro Paese, di qualsiasi gruppo o comunità facciano parte, di natura culturale, etnica o religiosa, quale atto necessario per avviare il processo di riconoscimento della condizione di profugo, di richiesta di cittadinanza, di stabilimento nel Paese, e ad assumere iniziative per favorire percorsi di integrazione rispettosi delle identità di ciascuno, che abbiano alla base la condivisione di un modello di società che veda uomini e donne godere degli stessi diritti, contro ogni violenza di genere.
(1-01273) «Milanato, Carfagna, Centemero, De Girolamo, Castiello, Giammanco, Gullo, Polidori, Elvira Savino, Sandra Savino».