• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05812 GIARRUSSO, MORONESE, DONNO, NUGNES, SCIBONA, PAGLINI, PUGLIA, CAPPELLETTI, SANTANGELO, CASTALDI, LEZZI, TAVERNA - Al Ministro dell'interno - Premesso che secondo quanto risulta agli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05812 presentata da MARIO MICHELE GIARRUSSO
martedì 17 maggio 2016, seduta n.627

GIARRUSSO, MORONESE, DONNO, NUGNES, SCIBONA, PAGLINI, PUGLIA, CAPPELLETTI, SANTANGELO, CASTALDI, LEZZI, TAVERNA - Al Ministro dell'interno - Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti:

da anni la Direzione investigativa antimafia (DIA) è oggetto di un lento ma costante depauperamento di risorse sia umane che economiche, le cui cause vanno ricercate soprattutto nella mancata attuazione delle legge istitutiva che sembra rispondere a logiche politiche più interessate al non funzionamento della stessa che a farne un'organizzazione autonoma, libera da condizionamenti esterni, come era nell'intento del giudice Giovanni Falcone;

tale deliberata mancata attuazione della normativa istitutiva, nella quale rientra anche la mancata previsione del ruolo unico, ha reso perfino difficoltoso il reperimento di personale qualificato anche per la resistenza delle forze di polizia a fornire operatori adeguati;

alla prevista selezione per concorso, che mirava ad assicurare alla struttura un elevato livello qualitativo del personale, non è stato più dato corso dopo il 1992: da allora si accede alla DIA solo per chiamata diretta, senza tenere conto dei titoli posseduti o delle pregresse esperienze di servizio dei neo arruolati;

risulta agli interroganti che le nuove immissioni rispondono a criteri clientelari, soprattutto nei ruoli apicali, come si sta constatando in questi giorni per la scelta dei vertici delle forze di polizia, dei servizi di sicurezza e delle forze armate. Gli interventi che, nel tempo, hanno interessato la struttura sono andati nella direzione di minarne l'autonomia facendola diventare oggetto di pressioni esercitate in primis dal Dipartimento di pubblica sicurezza, sia attraverso un controllo sull'attività operativa sia in termini di carriera, soprattutto del personale direttivo, penalizzato rispetto a chi opera in altri organismi; ciononostante sono state condotte delicate indagini sui rapporti tra politica e criminalità organizzata rese possibili dalla professionalità e dalla caparbietà di alcuni investigatori, sottrattisi alle pressioni e supportati dalla magistratura;

il personale è stato ripetutamente osteggiato nello svolgimento di attività esterne, quali convegni o lezioni universitarie, su temi connessi con la legalità che avrebbero dato visibilità e lustro alla struttura, oltre ad un congruo riconoscimento professionale ai relatori;

uno degli investigatori di punta della DIA era il tenente colonnello della Guardia di finanza Omar Pace che, la mattina dell'11 aprile 2016, si è suicidato nel suo ufficio; il giorno successivo avrebbe dovuto testimoniare a Reggio Calabria nel processo Matacena-Scajola fornendo dettagli importanti sull'ex Ministro dell'interno e su documenti finanziari ritrovati durante una perquisizione;

si apprende da "il velino" edizione on line del 15 aprile 2016 che il colonnello avrebbe lasciato una lettera di 3 pagine fitte di dati e fatti, in cui sembra denunciasse la situazione descritta e lo stato di "miopia dirigenziale" dei vertici della struttura;

considerato che ad avviso degli interroganti da tempo manifestano il proprio disagio gli operatori della DIA che per passione e convinzione personale, rinunciando alla carriera e ad ogni altra forma di riconoscimento professionale, hanno continuato a svolgere, nel colpevole silenzio delle istituzioni e del Ministero, il loro dovere fino in fondo in una struttura dolosamente oggetto di reiterati attacchi o inadempienze mirati a renderla inoffensiva,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se non intenda adottare iniziative di competenza per rilanciare la Direzione investigativa antimafia e salvaguardarla dalle pressioni esercitate in vario modo, anche considerando interventi sulle progressioni in carriera di alcuni direttori e dirigenti;

quali provvedimenti, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intenda assumere per porre fine allo stato di isolamento in cui versa la DIA nonché valorizzare e supportare l'attività svolta dall'unica struttura, in Italia, ad avere una competenza monofunzionale antimafia;

se non intenda, nell'ambito delle proprie competenze, fare chiarezza sulle pressioni subite dal tenente colonnello Pace nell'ambiente lavorativo, affinché questa morte non sia archiviata in fretta con banali motivazioni.

(4-05812)