• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08732    da tempo diverse organizzazioni sindacali segnala l'attività di somministrazione di lavoro interinale da parte di agenzie di lavoro di Paesi comunitari – principalmente la Romania ed...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08732presentato daRICCIATTI Laratesto diVenerdì 20 maggio 2016, seduta n. 628

   RICCIATTI, FERRARA, PLACIDO, AIRAUDO, MARTELLI, FOLINO, GREGORI, NICCHI, PIRAS, QUARANTA, FRANCO BORDO, MELILLA, DURANTI, SANNICANDRO e KRONBICHLER. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   da tempo diverse organizzazioni sindacali segnala l'attività di somministrazione di lavoro interinale da parte di agenzie di lavoro di Paesi comunitari – principalmente la Romania ed altri Paesi dell'area dell'Est Europa –, che promuovono i forti vantaggi economici per le aziende nell'assumere personale assunto con «contratti rumeni», in ordine alla maggiore flessibilità (leggi: minori tutele per i lavoratori) e al risparmio in termini di oneri retributivi (ad esempio tredicesima, quattordicesima, TFR, e altro);
   tali attività rappresentano un grave nocumento non solo per i lavoratori coinvolti in tali pratiche, ma anche per quelli italiani, che perdono «competitività» rispetto a questa forma di concorrenza basata esclusivamente sul « dumping» retributivo;
   la somministrazione di lavoro transnazionale è regolata dalla direttiva comunitaria 96/71/CE, recepita nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n. 72 del 2000, e dalla direttiva 2014/67/UE, che supera alcune incertezze interpretative della direttiva 96/71/CE, chiarendone la corretta applicazione;
   il Ministero interrogato ha già fornito indicazioni per attività di vigilanza e informazione in materia di somministrazione transnazionale di lavoro con la circolare n. 14 del 9 aprile 2015;
   in particolare, in merito alle tutele lavoristiche, la circolare rimarca come l'articolo 3 della direttiva 96/71/CE stabilisce, per i lavoratori inviati in distacco da uno Stato membro ad altro dell'Unione europea, l'applicazione del principio della lex loci laboris, vale a dire «l'applicazione dei livelli minimi di condizioni di lavoro e occupazione previsti dalla legge del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa». Alla luce di tale previsione, quindi, quando l'attività lavorativa è svolta in Italia la stessa deve essere sottoposta alle disposizioni di legge, amministrative e alla contrattazione collettiva in ordine ad una serie di elementi quali: i periodi massimi di lavoro e i turni di riposo; la durata delle ferie retribuite; le tariffe salariali e le tariffe per il lavoro straordinario; la salute, la sicurezza e l'igiene sui posti di lavoro, e altro;
   da ciò discende la garanzia della sostanziale parità di trattamento normativo e retributivo dei lavori «somministrati» a livello transnazionale e quelli italiani alle dipendenze della impresa utilizzatrice di lavoro interinale;
   nella circolare citata veniva espresso l'invito alle direzioni del lavoro operanti a livello territoriale ad informare la direzione generale per l'attività ispettiva «in ordine ad accertamenti o iniziative di particolare rilievo svolte sul territorio di competenza»;
   il fenomeno dell'aggiramento delle norme comunitarie in materia di somministrazione transnazionale colpisce in particolare modo il settore del trasporto su gomma –:
   se il Ministro interrogato sia in grado di riferire in merito alle attività effettivamente intraprese dalle direzioni territoriali del lavoro, sia sul piano ispettivo che sul piano informativo, in ordine al problema illustrato in premessa;
   se non intenda fornire i dati relativi agli interventi delle direzioni territoriali effettuati a seguito della citata circolare.
(5-08732)