• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02892 MORONESE, CIOFFI, PUGLIA, DONNO, CAPPELLETTI, PAGLINI, CRIMI, MONTEVECCHI, GIARRUSSO, BUCCARELLA, BERTOROTTA, LUCIDI, SANTANGELO, NUGNES, LEZZI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02892 presentata da VILMA MORONESE
giovedì 26 maggio 2016, seduta n.635

MORONESE, CIOFFI, PUGLIA, DONNO, CAPPELLETTI, PAGLINI, CRIMI, MONTEVECCHI, GIARRUSSO, BUCCARELLA, BERTOROTTA, LUCIDI, SANTANGELO, NUGNES, LEZZI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

in data 17 maggio 2016 è stato presentato a Roma il rapporto redatto da Legambiente dal titolo "Ecosistema rischio", che racchiude i risultati di un'indagine sulle attività realizzate dalle amministrazioni comunali di tutta Italia, ai fini della mitigazione del rischio idrogeologico;

dal suddetto rapporto è emerso che, nella sola città di Napoli, oltre 100.000 cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni e che, nell'intera Regione Campania, il numero di comuni, in cui sono presenti aree a pericolosità da frana e aree a pericolosità idraulica è pari a 504 (oltre il 91 per cento dei comuni campani), per una superficie complessiva di circa 3.338 chilometri quadrati, corrispondente al 24,4 per cento dell'intera Regione;

per la Campania i dati raccolti si riferiscono a soli 61 comuni, che hanno risposto al questionario oggetto dell'indagine, pari al 14 per cento circa dei comuni a rischio della Regione;

dei comuni intervistati, l'84 per cento ha risposto di avere sul proprio territorio abitazioni presenti in aree a rischio idrogeologico e il 44 per cento segnala, addirittura, la presenza di interi quartieri situati in tali aree; a tali risultanze bisogna associare il 30 per cento delle amministrazioni intervistate che ha evidenziato la presenza in zone esposte a rischio di frana o alluvione di strutture sensibili come scuole o ospedali;

considerato che:

i dati raccolti nel rapporto di Legambiente evidenziano che l'urbanizzazione delle aree a rischio non è un fenomeno che appartiene solo al passato, tanto che dall'indagine emerge che, nell'8 per cento dei comuni intervistati, sono stati realizzati edifici in aree a rischio anche nell'ultimo decennio, a fronte dei quali solo il 2 per cento delle amministrazioni ha avviato la delocalizzazione di edifici abitativi e il 3 per cento di fabbricati industriali;

la parte di indagine riguardante l'informazione dei cittadini sul rischio e i comportamenti da adottare in caso di emergenza, ha evidenziato che il 62 per cento dei comuni è dotato di un piano d'emergenza che contempla il rischio idrogeologico, ma solo il 44 per cento di essi lo ha aggiornato; soltanto nel 31 per cento dei comuni è stata svolta attività di informazione dei cittadini, e solo il 15 per cento ha realizzato esercitazioni della protezione civile;

secondo gli ultimi dati raccolti dall'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr nel "Rapporto Periodico sul Rischio posto alla Popolazione italiana da Frane e Inondazioni", pubblicato nel gennaio 2016, nel 2015, frane e alluvioni hanno causato sull'intero territorio nazionale 18 vittime (di cui 3 in Campania), 1 disperso, 25 feriti e 3.694 persone evacuate. Questi eventi hanno coinvolto 19 regioni, 56 province, 115 comuni e 133 località. Nel periodo dal 2010 al 2014 le vittime sono state 145, con 44.528 persone evacuate o senzatetto, con eventi che si sono verificati in tutte le regioni italiane;

a giudizio degli interroganti i dati emersi dalla ricerca confermerebbero l'urgenza di avviare, da parte dei comuni, una politica volta a ridurre il rischio, al quale sono sottoposti ogni giorno i cittadini;

considerato inoltre che a quanto risulta agli interroganti:

con delibera della Giunta regionale n. 146 del 27 maggio 2013 è stato deciso di attuare l'attività per il supporto finanziario alle province ed ai comuni, ai fini della predisposizione, applicazione e diffusione dei piani di protezione civile, attraverso un avviso pubblico, con il quale verrà assegnata in totale la somma di 15.000.000, euro nell'ambito del "POR Campania FESR 2007/2013 - Obiettivo Operativo 1.6" per interventi finalizzati alla predisposizione, applicazione e diffusione dei piani di protezione civile;

la Campania è stata tra le regioni più colpite dagli eventi meteo climatici di forte intensità verificatisi fra il 13 e il 15 ottobre 2015; i danni estremamente gravi alle abitazioni e alle attività industriali hanno interessato, sia la città di Benevento, che diverse aree della provincia beneventana, dove si sono verificate le piene di diversi corsi d'acqua, frane in centri abitati e lungo la viabilità, oltre a diffusi fenomeni di ruscellamento e flussi canalizzati di acqua e detriti;

con delibera del Consiglio dei ministri del 6 novembre 2015 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2015) è stato dichiarato, fino al centottantesimo giorno dalla data del medesimo provvedimento, lo stato d'emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici, che dal 14 al 20 ottobre 2015, hanno colpito il territorio della regione Campania, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5, commi 1 e 1-bis, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni e integrazioni;

con ordinanza del capo Dipartimento della protezione civile (Ocdpc) n. 298 del 17 novembre 2015 (Gazzetta Ufficiale n. 227 del 27 novembre 2015), per fronteggiare l'emergenza derivante dagli eventi calamitosi citati si è provveduto alla nomina del commissario delegato;

il Consiglio dei ministri del 16 maggio 2016 ha approvato la proroga dello stato d'emergenza, dichiarato il 6 novembre 2015, al fine di consentire il completamento delle operazioni di protezione civile, tese a contrastare i danni causati dagli eccezionali eventi meteorologici, che, nei giorni dal 14 al 20 ottobre 2015, hanno colpito il territorio della regione Campania;

considerato infine che:

ampie aree della regione Campania, nel corso degli anni, sono state interessate da numerosi interventi di edilizia selvaggia e abusivismo diffuso, che hanno realizzato un'intensa cementificazione e con essa una forte impermeabilizzazione dei suoli;

a giudizio degli interroganti, l'insorgere dei fenomeni evidenziati è stato favorito dalla scarsità dei controlli e dalla mancanza di un'adeguata politica di prevenzione e monitoraggio del territorio, che ha contribuito a determinare i disastri praticamente annunciati, ultimo dei quali proprio quello verificatosi nel beneventano nel mese di ottobre 2016,

si chiede di sapere:

quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo, in termini di attività di prevenzione del dissesto idrogeologico in Campania;

se ritenga opportuno avviare apposite campagne informative a livello nazionale e, in particolare, se intenda supportare la regione Campania nell'attivazione di apposite campagne informative, rivolte ai cittadini residenti nei territori a rischio;

quale sia lo stato dell'iter dell'erogazione del finanziamento "POR 2007-2013", ammontante a 15 milioni di euro, destinato ai comuni campani per la realizzazione di interventi finalizzati alla predisposizione, applicazione e diffusione dei piani di protezione civile;

alla luce dei dati contenuti nel citato rapporto pubblicato da Legambiente, se siano state programmate misure specifiche per limitare i fenomeni di abusivismo diffuso, che tendono a impermeabilizzare i suoli;

quali iniziative intenda intraprendere affinché sia garantito il rimboschimento e la ripiantumazione delle aree adiacenti ai fiumi, ovvero lungo i pendii, la cui stabilità è fondamentale per mitigare il rischio frane.

(3-02892)