• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13412    l'utilizzazione a scopo idroelettrico delle acque del bacino del fiume Spol di Livigno (Sondrio) ha natura internazionale ed è regolata di comune accordo fra la Repubblica italiana e la...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13412presentato daDE ROSA Massimo Felicetesto diMercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

   DE ROSA, BUSTO, DAGA, MANNINO, MICILLO, TERZONI e VIGNAROLI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   l'utilizzazione a scopo idroelettrico delle acque del bacino del fiume Spol di Livigno (Sondrio) ha natura internazionale ed è regolata di comune accordo fra la Repubblica italiana e la Confederazione elvetica con la convenzione di Berna, datata 27 maggio 1957, ratificata in Italia dalla legge 26 febbraio 1958 n. 215;
   per effetto della convenzione internazionale e della legge di ratifica, veniva concesso all’ex «azienda municipalizzata di Milano» (ora A2A s.p.a.) di derivare ad usi idroelettrici 90 milioni di metri cubi di acqua medi annui;
   il Ministero dei lavori pubblici regolava le concessioni idroelettriche, esercite ancor oggi da A2A s.p.a., con disciplinare di concessione nr. 4533 del 12 gennaio 1962;
   nonostante il disciplinare di concessione richiami la piena ed esatta osservanza di tutte le norme del testo unico delle leggi sulle acque ed impianti elettrici, approvato con R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, nonché di tutte le prescrizioni legislative e regolamentari concernenti il buon regime delle acque pubbliche, l'agricoltura, la pescicoltura, l'industria, l'igiene e la sicurezza pubblica, a valle delle opere di presa, a quanto risulta agli interroganti, non viene rilasciata la componente obbligatoria e tassativa di deflusso minimo vitale (DMV);
   per effetto del mancato rilascio del deflusso minimo vitale è tutt'oggi in atto un vero e proprio disastro ambientale, palese ed evidente per completo prosciugamento dei corsi d'acqua assentiti a valle delle opere di presa idroelettriche;
   l'aver sottratto il minimo deflusso vitale dai torrenti ha determinato l'effetto di naturale abbassamento della falda acquifera di Livigno, non più perfettamente funzionale ai preminenti usi dell'acqua per uso civico o agricolo per segnalate difficoltà di attingimento dai pozzi;
   in ordine temporale, la legge 183 del 1989, la direttiva 2000/60/CE ed il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, indicano gli adempimenti da attuarsi per assicurare il rilascio del deflusso minimo vitale anche in corsi d'acqua con natura internazionale;
   il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio — direzione per la qualità della vita — gestione integrata risorse idriche — divisione IV — già in data 26 luglio 2005, con f.n. 15169/QdV/DI(IV), si riservava di «impartire le opportune disposizioni per il rispetto dell'obbligo di rilascio del deflusso minimo vitale, riferito proprio alle concessioni di derivazione idroelettrica assentite, stabilito in modo tassativo dall'articolo 12, co. 9, del D.Lgs 16 marzo 1999 nr. 79 (oltre che, in via generale, dalle disposizioni recate dalla L. 36/1994 e dal D.Lgs 152/2006)»;
   a distanza di ben 11 anni dal sopra citato intervento ministeriale, che definisce il minimo deflusso vitale come «obbligatorio» e «tassativo», il disastro ambientale risulta evidentemente immutato;
   lo stato di prosciugamento dei corsi d'acqua non permette di esprimere appieno le proprie potenzialità di attrazione turistica a Livigno (Sondrio);
   numerose associazioni ambientaliste ed il comune monitorano continuamente lo stato dei corsi d'acqua e richiedono il ripristino dello stato naturale dei luoghi –:
   se il Ministro interrogato sia al corrente dei fatti indicati in premessa e se intenda assumere con urgenza le iniziative di competenza affinché venga ripristinato lo stato di diritto mediante il rilascio immediato della componente di deflusso minimo vitale (DMV) nei tratti di alveo prosciugati a valle delle derivazioni idroelettriche esercite da A2A s.p.a.;
   se intenda verificare quali provvedimenti siano stati adottati a seguito della comunicazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio — direzione per la qualità della vita — gestione integrata risorse idriche — divisione IV — già in data 26 luglio 2005, con f.n. 15169/QdV/DI(IV);
   se intenda dar corso alla diffida prevista dall'articolo 65 del decreto legislativo 152 del 2006, anche nell'ottica di prevenire all'approvazione di un piano di bacino sulla parte italiana del fiume Spol, adottando sin da subito, con ordinanza cautelare, le misure di salvaguardia utili ad assicurare il rilascio del deflusso minimo vitale in alveo, in assenza del quale, il territorio risulta essere gravemente danneggiato. (4-13412)