• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13409    entro il 31 dicembre 2014, cioè oltre un anno e 5 mesi fa, doveva essere emanato il decreto con i nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. Tra svariate bozze,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13409presentato daREALACCI Ermetetesto diMercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

   REALACCI. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   entro il 31 dicembre 2014, cioè oltre un anno e 5 mesi fa, doveva essere emanato il decreto con i nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. Tra svariate bozze, passaggi in Conferenza Stato-regioni e in Commissione europea, ad oggi ancora non si è giunti alla stesura finale;
   circa un mese fa dopo il via libera della Commissione europea, si sottolinea, Si era arrivati a un testo che si diceva pronto per la firma dei ministri competenti, del quale erano conosciuti i contenuti. Ma anche questa bozza adesso pare in stallo;
   questo ritardo ovviamente sta mettendo a rischio la stessa sopravvivenza degli operatori del settore;
   dalla lettura di un articolo pubblicato, il 6 giugno 2016, sulla rivista online «QualEnergia.it» Si è venuti a conoscenza che esisterebbe una lettera formale della direzione generale «concorrenza» della Commissione europea che chiede al Governo chiarimenti sugli incentivi alle biomasse elettriche, ex certificati verdi, presenti all'articolo 32 del decreto sulle fonti rinnovabili non fotovoltaiche visto che, si spiega, potrebbero essere la causa di una distorsione nel mercato di approvvigionamento dei combustibili legnosi;
   quindi potrebbe essere questa una causa per cui il decreto, rinviato dalla Commissione ai Ministeri competenti il 29 aprile, non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a distanza di oltre un mese dalla sua stesura;
   anche a seguito di tutto questo il nuovo Ministro dello sviluppo economico sembra che abbia voluto approfondire il riesame del decreto;
   il Presidente del Consiglio, nelle scorse settimane, aveva più volte affermato, di voler raggiungere nel 2018 la quota del 50 per cento di rinnovabili per la produzione di energia elettrica;
   proprio alla luce di queste dichiarazioni non bisogna lasciare un settore che si considera così strategico in questo stato di limbo normativo;
   il provvedimento, come è noto, cesserebbe i suoi effetti a fine anno, anche se venisse firmato oggi, con la conseguenza che i tempi sarebbero più che risicati per consentire agli operatori di settore di programmare gli investimenti;
   solo come esempi esplicativi, Si evidenzia che per la consegna di una turbina mini eolica ci vogliono almeno 4-5 mesi; pertanto l'accesso diretto agli incentivi sarebbe di fatto questi precluso, mentre, per quanto riguarda i registri che permettono di prenotare il diritto all'incentivo, questi sono già in overbooking e chiusi a tutti i nuovi progetti, dato che il criterio di precedenza è l'anteriorità nei titoli autorizzativi;
   una delle conseguenze finanziarie per gli operatori del settore è sotto gli occhi di tutti: basta pensare a quale banca scommetterebbe in nuovi progetti nelle rinnovabili elettriche in questo contesto;
   in Italia le rinnovabili (non fotovoltaiche) sono «al palo»: il know-how e i capitali che potrebbero essere valorizzati in Italia Si stanno riversando all'estero, in Paesi che hanno definito un percorso più chiaro per lo sviluppo delle rinnovabili, come emerge dall'ultimo Irex Report di Althesys. Tutto questo per il fatto di non essere riusciti, in oltre due anni di lavoro, a creare un quadro normativo stabile –:
   quali siano i motivi di questo ritardo nell'emanazione del decreto sugli incentivi;
   se tali motivi fossero da far risalire ai dubbi della Commissione europea sull'articolo 32, se non si debba procedere rispondendo urgentemente alla Commissione medesima che non si tratta di aiuti di Stato, o, se il Ministro interrogato condivida quei dubbi, se non ritenga opportuno semplicemente eliminare quel comma dalla versione finale del decreto;
   se non ritenga urgente, per non incappare negli stessi errori ma soprattutto per rimediare al danno subito dagli operatori del settore, assumere iniziative affinché venga predisposto ed emanato per tempo, anche attraverso un'ampia consultazione delle associazioni degli operatori del settore, il prossimo decreto, quello che dovrà definire i meccanismi incentivanti dal 2017 con un orizzonte almeno triennale affinché si possa guardare al futuro con più certezza e sicurezza. (4-13409)