• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08832    il settore vitivinicolo (con un fatturato complessivo nel 2015 di 9,7 miliardi di euro e 1 milione e 300 mila addetti considerando anche la filiera) riveste un ruolo strategico dal punto...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08832presentato daFIORIO Massimotesto diMercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

   FIORIO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   il settore vitivinicolo (con un fatturato complessivo nel 2015 di 9,7 miliardi di euro e 1 milione e 300 mila addetti considerando anche la filiera) riveste un ruolo strategico dal punto di vista economico ed occupazionale in vaste zone d'Italia;
   il regolamento (UE) n. 1308/2013 ha previsto l'avvio, dal 1o gennaio 2016, del nuovo sistema di «auto autorizzazioni» per gli impianti viticoli che prevede il rilascio, previa richiesta, di concessioni per l'impianto di nuovi vigneti nel limite massimo annuo dell'1 per cento della superficie vitata nazionale;
   con il nuovo sistema un'azienda che abbia in programma di accrescere la propria superficie vitata lo potrà fare solo se detiene una autorizzazione assegnata dalla pubblica amministrazione. Le autorizzazioni all'impianto saranno rilasciate in quattro casi:
    a) a seguito della partecipazione del richiedente ad un bando pubblico annuale per l'assegnazione di nuovi impianti;
    b) nel caso di «conversione di diritti di impianto» (acquisiti prima del 31 dicembre 2015);
    c) in caso di reimpianto a seguito di estirpo;
    d) in caso di reimpianto anticipato;
   il diritto al reimpianto, con la nuova normativa, non potrà quindi essere trasferito da un'azienda all'altra o da una regione ad un'altra. Coloro che hanno dei diritti al reimpianto non ancora utilizzati dovranno presentare alla regione, per via telematica, istanza di conversione del diritto in autorizzazione;
   l'Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, con circolare n. 2016.49, ha impartito le nuove disposizioni riguardanti il rilascio deve autorizzazioni per la realizzazione dei vigneti per le uve da vino. Tutte le istanze verranno presentate per via telematica nell'ambito delle applicazioni disponibili sul portale Sian, il sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo, agroalimentare e forestale messo a disposizione dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Per realizzare un nuovo impianto di vigneto si dovrà presentare istanza direttamente al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, attraverso il portale Sian, sino al 31 marzo di ogni anno;
   il passaggio dai diritti di impianto al sistema delle autorizzazioni avrà un grande impatto sul potenziale viticolo nazionale. Il diritto rappresentava, infatti, una sorta di paracadute per il vigneto: consentiva a chi intendeva smettere l'attività produttiva di cederlo ad altri soggetti intenzionati invece a espandere il proprio vigneto. Questo sistema non faceva crescere il potenziale produttivo, ma ne limitava il depauperamento;
   i diritti di impianto sono, inoltre, una garanzia della viticoltura di qualità legata al territorio, che ha accompagnato l'espansione delle vendite di vino, con una crescita regolare del vigneto che ha contribuito a mantenere l'equilibrio tra offerta e domanda. L'abolizione dei diritti d'impianto potrebbe quindi generare conseguenze economiche e sociali gravi per il nostro Paese con rischi di eccedenze di produzione e di delocalizzazione in zone a più alta resa per ettaro;
   la gestione degli impianti è infatti importante per tutte le tipologie di vino, sia dop e igp che quelle senza indicazione geografica; anzi, le criticità della liberalizzazione sono ancora più marcate per i vini senza indicazione, in particolare quelli varietali, ai quali non è possibile applicare strumenti aggiuntivi di regolamentazione;
   va aggiunto in questo contesto che si è registrato in Italia, negli ultimi anni, un costante arretramento della superficie agricola di vite da vino: i vigneti che attualmente si estendono su 650 mila ettari, hanno subito una riduzione del 15 per cento (circa 120 mila ettari) dal 2000;
   il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con nota prot. 3246 del 17 maggio 2016, ha trasmesso alle regioni i dati relativi alle superfici assegnate alle aziende che ne hanno fatto richiesta per l'annualità 2016;
   per il 2016 la superficie messa a disposizione per le richieste di autorizzazioni per nuovi impianti è pari a 6417,43 ettari (corrispondente all’ 1 per cento della superficie potenziale italiana dichiarata al 31 luglio 2015);
   secondo i dati resi noti dall'Unione italiana vini a inizio 2016 sono state presentate in Italia 12.528 istanze per realizzare complessivamente 66.197 nuovi ettari di vigneti;
   le richieste sono quindi il doppio rispetto al plafond disponibile per il 2016; solamente in Piemonte e nel Lazio le domande sono state inferiori alla disponibilità;
   appare quindi evidente che il plafond dell'1 per cento sia insufficiente rispetto alle richieste del settore –:
   quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato affinché nella ripartizione delle autorizzazioni vengano adeguatamente prese in considerazione quelle aree vocate alle produzioni viticole, che sanno esprimere al meglio le potenzialità delle viticulture autoctone che hanno ottenuto, in questi anni, vasti riconoscimenti commerciali nei mercati internazionali. (5-08832)