• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02296    in data 20 ottobre 2014, quando la I Commissione della Camera dei deputati stava ancora esaminando il testo della riforma costituzionale in sede referente, il Ministero dell'economia e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02296presentato daSCOTTO Arturotesto presentato Martedì 7 giugno 2016 modificato Mercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

   SCOTTO, QUARANTA, D'ATTORRE, COSTANTINO, AIRAUDO, FRANCO BORDO, DURANTI, DANIELE FARINA, FASSINA, FAVA, FERRARA, FOLINO, FRATOIANNI, CARLO GALLI, GIANCARLO GIORDANO, GREGORI, KRONBICHLER, MARCON, MARTELLI, MELILLA, NICCHI, PAGLIA, PALAZZOTTO, PANNARALE, PELLEGRINO, PIRAS, PLACIDO, RICCIATTI, SANNICANDRO, ZARATTI e ZACCAGNINI. — Al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. — Per sapere – premesso che:
   in data 20 ottobre 2014, quando la I Commissione della Camera dei deputati stava ancora esaminando il testo della riforma costituzionale in sede referente, il Ministero dell'economia e delle finanze (dipartimento della Ragioneria generale dello Stato) ha ricevuto una nota da parte del gabinetto del Ministro interrogato relativa all'atto Camera n. 2613, «Disposizioni per superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della seconda parte della Costituzione», nell'ambito della quale venivano richiesti elementi informativi relativi all'impatto economico del provvedimento in termini di risparmi per la finanza pubblica;
   il successivo 28 ottobre 2014, il Ragioniere generale dello Stato, con nota protocollo n.83572, ha rappresentato una serie di informazioni dalle quali si desume che, in termini di risparmi diretti e accertati, l'impatto economico del testo di riforma costituzionale poteva essere stimato in soli 57,7 milioni di euro;
   in particolare, il Ragioniere generale dello Stato ha evidenziato che, con riferimento alle modifiche derivanti dalla riduzione del numero dei componenti del Senato (esclusi quelli nominati dal Presidente della Repubblica) da 315 a 95 e dalla limitazione dell'attribuzione delle indennità solo ai componenti della Camera dei deputati, la minore spesa conseguente è stimabile in circa 49 milioni di euro;
   con riguardo alla prevista soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel) si legge che essa produrrebbe risparmi ulteriori pari a 8,7 milioni di euro, rispetto a quelli già previsti ed indicati nella relazione tecnica del disegno di legge di stabilità per il 2015 pari a euro 10.019.227 annui;
   circa la stima dei risparmi di spesa che deriverebbero alla finanza pubblica dalla soppressione delle province prevista dall'articolo 28, il Ragioniere generale dello Stato segnalava che gli stessi non erano allo stato quantificabili e che i risparmi di spesa in questione potranno essere quantificati solo a completa attuazione della legge n. 56 del 2014 con cui si prevede il riordino del comparto;
   e anche con riferimento ai possibili risparmi derivanti dalle disposizioni che intendono fissare l'indennità dei consiglieri regionali pari a quella prevista per i sindaci dei comuni capoluogo di regione e l'abolizione di rimborsi o analoghi trasferimenti monetari in favore dei gruppi politici presenti nei consigli regionali, ha rappresentato di non disporre di elementi utili da fornire in merito;
   nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016 è stato pubblicato il testo della legge costituzionale (C. 2613-D) approvato da entrambe le Camere, in seconda deliberazione, a maggioranza assoluta dei componenti –:
   se il Ministro interrogato confermi quanto descritto in premessa e sia in grado di fornire con la massima sollecitudine al Parlamento una nota evidentemente successiva ma in ogni caso asseverata dal Ragioniere generale dello Stato, dalla quale emerga in modo inconfutabile il dato, ribadito in più di una occasione alla stampa nazionale dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, di 1 miliardo di euro di risparmi ottenuti dalla riforma costituzionale.
(3-02296)