• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13380    il 12 ottobre 2015, in ossequio ai principi della spending review, con riferimento alla riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle agenzie fiscali (articolo...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13380presentato daMAESTRI Andreatesto presentato Martedì 7 giugno 2016 modificato Mercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

   ANDREA MAESTRI, CIVATI, BRIGNONE, MATARRELLI, PASTORINO, TURCO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   il 12 ottobre 2015, in ossequio ai principi della spending review, con riferimento alla riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle agenzie fiscali (articolo 23-quinquies del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135) e alla razionalizzazione della spesa prevista dal Governo attraverso il decreto legge 66 del 2014 articolo 24, l'Agenzia delle entrate ha varato un piano di razionalizzazione che prevede la soppressione di 53 uffici territoriali, di cui 8 in Sicilia: Canicattì, Taormina, Gela, Milazzo, Patti, Modica, Castelvetrano e Noto;
   la spending review applicata in questo ambito, oltre a rappresentare un risparmio irrisorio (circa 5 milioni di euro), provocherebbe l'abbandono del territorio e l'indebolimento della lotta all'evasione, oltre che pesanti ricadute sui dipendenti e i cittadini costretti a costosi trasferimenti;
   la chiusura dell'ufficio territoriale di Noto, ad esempio comporterebbe disagi enormi, dato che la sua sede serve l'intera zona sud della provincia e, in caso di chiusura, gli utenti sarebbero costretti a percorrere altri 40 chilometri per raggiungere il servizio centralizzato di Siracusa. La sua sostituzione, poi, con un semplice sportello di ricezione degli atti, umilia il territorio e i cittadini netini, poiché ogni tipo di contestazione e chiarimento su notifiche o cartelle fiscali andrebbe comunque discussa presso la sede provinciale di Siracusa;
   il 14 gennaio 2016 da notizie di stampa si apprendeva che, anche in virtù delle forti proteste di sindacati e forze politiche, il Governo aveva deciso di far slittare il piano nazionale di razionalizzazione della spesa e la chiusura dei 53 uffici territoriali;
   nonostante la notizia diffusa, il 25 gennaio 2016 è stato soppresso l'ufficio territoriale di Milazzo in provincia di Messina, per le sue «sfavorevoli condizioni di funzionalità operativa e carichi di lavoro esigui, tali da non giustificare gli oneri connessi al suo funzionamento». La chiusura non ha tenuto conto dei quasi due terzi degli abitanti della provincia (quasi 400.000 dei 650.000 circa) che si troverebbero costretti a rivolgersi al già sofferente ufficio territoriale di Messina;
   l'Agenzia delle entrate prosegue quindi nella deleteria programmazione di chiusura degli uffici territoriali siciliani, senza tener conto delle realtà territoriali;
   il 18 febbraio 2016, la Corte dei Conti, nella sua relazione annuale, ha certificato che la spending review è stata una grande operazione di taglio lineare della spesa pubblica e dei servizi per i cittadini che non ha portato nessuna efficienza e anzi con le esternalizzazioni di molti servizi pubblici spesso ha prodotto duplicazioni di spesa e riduzione di efficienza. Il suo presidente, Raffaele Squitieri, all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2016 della magistratura contabile, ha dichiarato che è stata finora «un parziale insuccesso», con ricadute negative per i servizi ai cittadini, che il taglio della spesa «non è più solo riconducibile a effettivi interventi di razionalizzazione e di efficientamento di strutture e servizi, quanto piuttosto a operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività» –:
   se il Governo, anche in seguito alle considerazioni della Corte dei Conti e alle forti proteste sollevate sul territorio siciliano, non ritenga opportuno assumere iniziative affinché l'Agenzia delle entrate interrompa l'attuazione del piano di razionalizzazione e la soppressione degli uffici territoriali siciliani;
   in particolare, se non si ritenga di rispondere positivamente alle più che legittime richieste di mantenere la presenza di quello di Noto, strategico per la zona sud della provincia di Siracusa. (4-13380)