• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13470    il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (di seguito MiBACT) con il decreto ministeriale 23 gennaio 2016, articolo 1, comma 2 (decreto adottato sulla base...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13470presentato daMANNINO Claudiatesto diLunedì 13 giugno 2016, seduta n. 636

   MANNINO e DI BENEDETTO. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
   il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (di seguito MiBACT) con il decreto ministeriale 23 gennaio 2016, articolo 1, comma 2 (decreto adottato sulla base dell'articolo 1, comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208), ha disposto la fusione fra la direzione generale «Archeologia» e la direzione generale «Belle arti e paesaggio», creando così la direzione generale «Archeologia, belle arti e paesaggio», alla quale è stato affidato il compito di coordinare ed indirizzare le attività di tutela dei beni culturali e paesaggistici sull'intero territorio nazionale;
   con il medesimo decreto ministeriale 23 gennaio 2016, articolo 6, ha istituito, quale ufficio dirigenziale generale periferico, il Museo nazionale romano;
   lo stesso Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con circolare n. 67 del 13 aprile 2016, ha dato avvio alla procedura di interpello volta al conferimento degli incarichi di livello dirigenziale generale di: direttore della direzione generale «Archeologia, belle arti e paesaggio», direttore del Museo Nazionale Romano;
   al detto interpello ha risposto, fra gli altri, la dottoressa Caterina Bon di Valsassina e Madrisio, direttrice generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, preposta alla direzione generale educazione e ricerca (non interessata dagli interventi riorganizzativi operati con il decreto ministeriale 23 gennaio 2016);
   la procedura selettiva, conseguente all'interpello, si sarebbe dovuta svolgere, secondo quanto disposto dalla medesima circolare n. 67/2016, secondo le modalità stabilite dall'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché «nel rispetto dei principi e dei criteri delle procedure delineati dal decreto ministeriale 27 novembre 2014»;
   l'articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001 (vedi comma 1, primo periodo) stabilisce che: «Ai fini del conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale si tiene conto, in relazione alla natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed alla complessità della struttura interessata, delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza nell'amministrazione di appartenenza e della relativa valutazione, delle specifiche competenze organizzative possedute...»;
   il decreto ministeriale 27 novembre 2014, all'articolo 4 [comma 1, lettera c)], ai fini della valutazione delle istanze pervenute a seguito dell'interpello, statuisce che: «Alla scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla (...) cosiddetta procedura di interpello, il Direttore della Direzione generale Organizzazione (...) invia (...) tutta la documentazione al Ministro per la valutazione comparativa delle domande ai fini del conferimento dell'incarico. In particolare (...) la valutazione comparativa delle domande e dei curricula dei candidati è condotta sulla base dei criteri di cui all'articolo 2 del presente decreto (natura degli obiettivi, complessità delle strutture, attitudini, capacità professionali e percorsi formativi dei dirigenti interessati, eccetera), tenendo presente sia l'interesse pubblico prioritario di individuare il dirigente avente le competenze e le capacità professionali più idonee a garantire l'ottimale ed efficace svolgimento delle funzioni connesse agli incarichi (...) sia l'esigenza di assicurare il buon andamento e la piena funzionalità dell'Amministrazione.»;
   le funzioni specifiche da svolgersi, presso la direzione generale «Archeologia, belle arti e paesaggio», da parte del direttore generale ad essa preposto sono distintamente individuate dall'articolo 2 del decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo del 23 gennaio 2016;
   le dette funzioni sono finalizzate alla tutela del patrimonio culturale (inteso come insieme di beni culturali e beni paesaggistici) e, in conformità a quanto disposto dall'articolo 3 del codice dei beni culturali e del paesaggio, l'attività di tutela si estrinseca essenzialmente nell'esercizio di funzioni indirizzate ad individuare i beni che costituiscono il patrimonio culturale e ad assicurarne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione, mediante l'adozione di provvedimenti atti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti i detti beni;
   la preferenza accordata alla dottoressa Bon di Valsassina e Madrisio rispetto agli altri concorrenti è stata motivata con la asserita necessità del potenziamento, presso le Soprintendenze, delle attività di educazione e ricerca e quindi, con l'esigenza di avere, quale direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio un dirigente generale esperto di educazione e ricerca;
   la Corte dei conti, in sede di registrazione del decreto di nomina della dottoressa Bon ha fatto rilievo avverso la preposizione della stessa alla direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, eccependo, per un verso, la singolarità delle scelte dell'amministrazione, che ha lasciato senza incarico due direttori generali di ruolo, pur avendo a disposizione due posti di funzione dirigenziale generale ancora da assegnare: il posto di direttore generale educazione e ricerca (lasciato libero per effetto della nomina della dottoressa Bon ad altro incarico) ed il posto di direttore del Museo nazionale romano (non assegnato all'esito dell'interpello di cui s’è detto), e richiedendo, per altro verso, all'amministrazione di dare contezza delle valutazioni effettuate nello scegliere la dottoressa Bon per il nuovo incarico, relativamente all'interesse di assicurare l'ottimale svolgimento delle nuove funzioni ed alla difficoltà che ciò potesse essere assicurato da parte di una dirigente prossima al pensionamento (che avverrà nel 2018) e quindi impossibilitata a portare a termine l'incarico affidatole;
   ad oggi il provvedimento di preposizione della dottoressa Bon di Valsassina e Madrisio alla nuova direzione non è stato ancora registrato, il che riverbera i suoi effetti sulla correttezza dell'azione amministrativa della tutela, funzione delicatissima e fondamentale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, oltre che sull'assetto organizzativo complessivo del Ministero (ove permangono due direzioni generali prive di titolare e le nuove Soprintendenze territoriali uniche prive dei nuovi dirigenti da preporre ad esse);
   risulta, dagli atti, che:
    a) la dottoressa Bon di Valsassina e Madrisio si è occupata, come dirigente di seconda fascia, quasi esclusivamente di funzioni afferenti al restauro del patrimonio storico-artistico, essendo stata preposta per molti anni (novembre 2002/aprile 2010) alla direzione dell'Istituto centrale per il restauro, mentre ha svolto per pochissimo tempo funzioni di tutela sul territorio, e peraltro limitata al solo settore storico-artistico, quale Soprintendente per il patrimonio storico artistico di Milano (dal febbraio al giugno del 2001 e poi, presumibilmente, dal giugno 2001 al novembre 2002);
    b) nessun provvedimento significativo in materia di tutela del patrimonio archeologico storico-artistico, paesaggistico è rinvenibile nel curriculum della dottoressa Bon di Valsassina e Madrisio con riguardo al periodo di tempo durante il quale essa ha svolto funzioni dirigenziali di prima fascia, dapprima come direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia (aprile 2010/dicembre 2014) e poi come direttore generale preposto alla direzione Educazione e ricerca, mentre abbondano, in detto curriculum i riferimenti ad accordi per la valorizzazione del patrimonio culturale, oltre ad attività connesse alla presentazione di libri, allo svolgimento di alcune gare d'appalto, a mostre e altro, tutte attività che con le funzioni di tutela, che il direttore preposto alla direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio è chiamato a svolgere, hanno poca attinenza e non possono servire ad avviso delle interroganti a integrare e giustificare il possesso di quelle attitudini che pure sono oggetto di specifica valutazione in sede di accertamento della coerenza e congruenza del profilo professionale posseduto dal partecipante all'interpello rispetto alle future funzioni da svolgere;
    c) dall'esame del curriculum della dottoressa Bon di Valsassina e Madrisio non è infine evincibile in modo evidente, a giudizio delle interroganti, lo svolgimento di attività di indirizzo nei confronti degli uffici dipendenti, benché una tale attività fosse comunque prevista anche con riguardo alla direzione generale Educazione e ricerca, quantomeno in ordine al coordinamento delle iniziative atte ad assicurare la catalogazione del patrimonio culturale, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (vedi articolo 13, comma 2, lettera l) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, recante il regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo);
   da quella che appare alle interroganti una mancata valutazione dei curricula e dalla conseguente nomina di una figura dirigenziale il cui percorso è fortemente incentrato sulla ricerca, può derivare il rischio di un lento ed inesorabile smantellamento della tutela pubblica e di una marginalizzazione dei ranghi tecnici della tutela stessa –:
   secondo quali criteri sia stata operata la scelta di preporre la dottoressa Bon di Valsassina e Madrisio alla direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio e, in particolare, se tale scelta sia stata fatta, come prescritto dalla legge, previo effettivo confronto fra i curricula dei vari candidati;
   se non si intenda procedere alla revoca del decreto di nomina della dottoressa Bon di Valsassina e Madrisio ed alla effettuazione ex novo del procedimento di comparazione fra i curricula dei candidati stessi, in ottemperanza ai principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell'azione amministrativa, a giudizio delle interroganti palesemente violati nel corso del procedimento, conclusosi con la preposizione della dottoressa Bon alla nuova direzione competente per la tutela unica del patrimonio culturale. (4-13470)