• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13509    le disposizioni della legge della provincia del 4 agosto 2015, n. 15, «Legge provinciale per il governo del territorio», all'articolo 9 «Commissione edilizia comunale» prevedono che:...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13509presentato daFRACCARO Riccardotesto diMercoledì 15 giugno 2016, seduta n. 638

   FRACCARO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:
   le disposizioni della legge della provincia del 4 agosto 2015, n. 15, «Legge provinciale per il governo del territorio», all'articolo 9 «Commissione edilizia comunale» prevedono che: «1. I comuni istituiscono la commissione edilizia comunale (CEC), quale organo tecnico-consultivo in materia edilizia. Il regolamento edilizio, fatte salve le previsioni espressamente dettate da questa legge, ne determina la composizione, le modalità di funzionamento e individua gli interventi di trasformazione edilizia e urbanistica soggetti al suo parere. La CEC esercita l'attività di consulenza tecnica con particolare attenzione al tema della qualità architettonica degli interventi, verificandone la coerenza con i caratteri del contesto in cui sono collocati. 2. Nel disciplinare la composizione della CEC il regolamento edilizio comunale rispetta le seguenti condizioni, in particolare: a) il sindaco o l'assessore all'urbanistica è componente della commissione e la presiede; (...) c) non possono essere nominati componenti della commissione consiglieri o assessori comunali, fatta eccezione per gli assessori competenti in materia di urbanistica ed edilizia;
   il Consiglio di Stato, con il parere n. 2447 del 13 giugno 2003, ha ritenuto che a seguito dell'evoluzione legislativa la presenza di organi politici nella commissione edilizia, deputata a pronunciarsi su richiesta di autorizzazioni e concessioni edilizie, non è più consentita dall'assetto normativo attuale e che, qualora tale presenza sia espressamente prevista da regolamenti comunali, gli enti locali dovranno provvedere alle necessarie modifiche;
   la circolare del 27 aprile 2005 n. 1/2005 prot. n. 1599/499/L.142/1 BIS/F del Ministero dell'interno, dipartimento per gli affari interni e territoriali – direzione centrale per le autonomie, avente per oggetto «quesiti in merito alla composizione della commissione edilizia comunale e all'organo competente a promuovere le liti e a costituirsi in giudizio per gli Enti Locali», ha rilevato che le incertezze interpretative in riferimento alla composizione della commissione edilizia possano ritenersi superate a seguito dell'orientamento assunto dalla commissione speciale del Consiglio di Stato con il citato parere n. 2447 del 2003 con il quale è stata finalmente chiarita l'inammissibilità e l'illegittimità della partecipazione ad organi tecnici di figure politiche, con il conseguente obbligo per gli enti locali di inserire nei rispettivi regolamenti, le necessarie modificazioni;
   il TAR, Piemonte, sez. I, con la sentenza 23 marzo 2005 n. 657 ha statuito che, seppure la commissione edilizia abbia perso, a seguito delle innovazioni introdotte dal decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001), il suo carattere di organo necessario ex lege – potendo oggi scegliere gli enti locali se conservarla o sopprimerla –, laddove si sia optato per la persistenza di tale organo, l'effettiva espressione di un parere da parte di una commissione illegittimamente composta da soggetti politici, in violazione del generale principio di separazione delle funzioni politiche da quelle amministrativo-gestionali (principio che ha portata generale ed è per ciò stesso insuscettibile di eccezioni che non siano espressamente previste dalla legge), inficia di conseguenza gli atti successivi del procedimento e travolge la legittimità del provvedimento finale;
   la legge della provincia autonoma di Trento sopra menzionata, a giudizio dell'interpellante introdurrebbe una norma in evidente contrasto con il principio generale della netta separazione fra le funzioni di indirizzo politico-amministrativo (proprie degli organi politici e di governo) e di quelle di gestione (proprie dei dirigenti) particolarmente utile e necessario proprio nei piccoli comuni, peculiari della provincia autonoma di Trento, dove l'ingerenza, se non la pressione, esercitata dai politici sui funzionari e dirigenti, è certamente più forte e frequente che altrove;
   la distinzione tra atti di indirizzo politico-amministrativo e atti di gestione costituisce un principio generale dell'ordinamento giuridico che, ad avviso dell'interpellante, appare ascrivibile alla materia di competenza esclusiva dello Stato, «ordinamento civile», di cui all'articolo 117, comma secondo, lettera l), della Costituzione;
   la citata legge provinciale, inoltre, con l'attribuire al sindaco e agli assessori le predette funzioni, nell'ambito della commissione edilizia comunale, a giudizio dell'interpellante invade altresì l'ambito riservato dall'articolo 117 della Costituzione, secondo comma, lettera p), alla legislazione esclusiva dello Stato in materia di «organi di Governo e funzioni fondamentali di Comuni, province e città metropolitane» –:
   se il Governo intenda deliberare l'impugnativa dell'articolo 9 della legge della provincia autonoma di Trento 4 agosto 2015, n. 15, con il quale è stata confermata la presenza dei sindaci a presiedere le commissioni edilizie e degli assessori competenti in materia di urbanistica ed edilizia in qualità di componenti della stessa. (4-13509)