• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13479    a Ravenna, presso la pineta della frazione di Classe, sono stati individuati oltre 200 daini, una popolazione considerata dall'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13479presentato daGAGNARLI Chiaratesto diMartedì 14 giugno 2016, seduta n. 637

   GAGNARLI e PAOLO BERNINI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   a Ravenna, presso la pineta della frazione di Classe, sono stati individuati oltre 200 daini, una popolazione considerata dall'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale in soprannumero e per gestire la quale la provincia ravennate ha deciso di procedere all'abbattimento di 67 capi e alla conseguente svendita degli animali ai cacciatori;
   il daino, in quanto esemplare di fauna selvatica, è considerato bene indisponibile dello Stato e per questo la sua esistenza sul nostro territorio è regolamentata dalla legge n. 157 del 1992;
   la legge n. 157 del 1992, alla quale gli organi competenti si sono appellati per giustificare la scelta dell'abbattimento, pone in essere, in maniera assolutamente prioritaria rispetto a metodologie cruente, l'applicazione dei metodi ecologici. Tali strumenti, anche particolarmente moderni come la sterilizzazione, oltre che quelli più tradizionali come le reti e i dossi utili per limitare l'alta velocità degli autoveicoli nelle zone dove i limiti imposti non sono assolutamente sufficienti, devono essere applicati caso per caso, valutati ogni volta e solo se non vi è altra possibilità, si possono coinvolgere alcune figure per gli abbattimenti;
   la stessa legge vieta la detenzione privata della fauna selvatica, che quindi non può possederla, ma allo stesso tempo non limita la possibilità che, anche al fine di tutelare gli animali, essi possano essere dati in affidamento a strutture che rispondano a particolari requisiti, e che abbiano tutte le autorizzazioni in regola per poter eventualmente ospitare questi animali che resterebbero comunque patrimonio dello Stato;
   giova ricordare come nel caso del soccorso fauna, molte associazioni e volontari si prendano cura della fauna selvatica poiché risultano essere molto carenti le strutture; la fauna spesso viene affidata dalle stesse forze dell'ordine e lo stesso dicasi per animali considerati irrecuperabili alla vita selvatica;
   è senza dubbio vero che il daino, essendo considerato un animale potenzialmente pericoloso è regolamentato anche dalla legge n. 150 del 1992, che ne stabilisce i metodi di detenzione presso centri specializzati e in grado di gestirne l'esistenza tutelandone il benessere;
   il diritto alla vita degli animali, sia secondo al normativa italiana che in base ai dettami comunitari, dovrebbe essere la priorità di uno Stato civile, e a dimostrazione di questo principio sono eloquenti le molte voci che in questi giorni si sono levate a difesa dei 67 daini; dalle associazioni animaliste e ambientaliste, fino ai comuni cittadini, con centinaia di email inviate, forti proteste, raccolte firme: tra tutte la bambina della frazione di Classe che, grazie al suo amore per gli animali e ai suo coraggio, è riuscita a lanciare una petizione popolare;
   la «svendita» di tale bene ai cacciatori – i quali potranno uccidere i daini e ricomprare per uso personale la carcassa – rappresenta una sorta di privilegio mentre la maggioranza dei cittadini italiani che hanno richiesto un fermo almeno per valutare tutte le possibili soluzioni che possano salvare la vita ai daini e al contempo risolvere il presunto problema dei danni, non sia neanche ascoltata –:
   se, nell'ambito delle proprie prerogative e al fine di garantire la tutela degli animali selvatici, quali beni indisponibili dello Stato, intenda valutare, in collaborazione con gli organi competenti quali provincia, prefettura e Corpo forestale dello Stato, la possibilità di prevedere tutte le soluzioni, alternative all'uccisione, per la gestione dei daini in sovrannumero presenti nella provincia di Ravenna, anche promuovendo soluzioni quali la cattura temporanea con sterilizzazione o il loro affidamento a oasi faunistiche o in generale altre proposte che rispondano a requisiti ben precisi;
   se non richieda opportuno, vista la situazione «emergenziale» relativamente ai presunti danni causati da animali selvatici e da ungulati, vietare con apposite iniziative normative tutti gli allevamenti e i ripopolamenti di questi animali. (4-13479)