• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13545    con il Consiglio dei ministri n. 116, del 10 maggio 2016, il Presidente Renzi ha comunicato la sua intenzione di attribuire la delega in materia di pari opportunità al Ministro per le...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13545presentato daMURER Deliatesto diMartedì 21 giugno 2016, seduta n. 639

   MURER. — Al Presidente del Consiglio dei ministri . — Per sapere – premesso che:
   con il Consiglio dei ministri n. 116, del 10 maggio 2016, il Presidente Renzi ha comunicato la sua intenzione di attribuire la delega in materia di pari opportunità al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi;
   l'attribuzione della delega alle pari opportunità ad un Ministro era chiesta da tempo da associazioni e forze politiche in ragione della necessità di una svolta sulle politiche di genere, soprattutto rispetto al drammatico tema del contrasto alla violenza sulle donne;
   il fenomeno continua a registrare numeri da vero e proprio allarme sociale; i casi di femminicidio che nelle ultime settimane sono esplosi riportano l'attenzione su un dramma costante;
   dall'inizio dell'anno sono già 50 le donne uccise da uomini – mariti, fidanzati o compagni – che rientrano nella tipologia del femminicidio, mentre sono 155 i casi accertati di violenza ai danni delle donne;
   nel 2015, in Italia, sono state 128 le donne uccise secondo la tipologia del femminicidio, vittime prevalentemente di mariti o ex mariti, di compagni o ex compagni; nello stesso anno – secondo i dati del Ministero dell'interno, in Italia si sono consumati 6.945 atti persecutori a danno delle donne, 3.086 casi di violenza sessuale e ben 6.154 casi di percosse;
   l'ultima ricerca dell'Istituto nazionale di statistica commissionata dal dipartimento delle pari opportunità sulla violenza contro le donne in Italia relativa al quinquennio 2009/2014 documenta che una donna su tre (circa 6 milioni e 788 mila persone) ha subìto violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della vita; la percentuale è del 31,5 per cento delle donne italiane fra i 16 e i 70 anni; Il 20,2 per cento a subìto violenza fisica, il 21 per cento violenza sessuale;
   le donne che subiscono più violenze fisiche o sessuali sono le separate e le divorziate; i casi più gravi di violenze vengono perpetrati dai partner attuali o ex compagni. Il 62,7 per cento degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli sconosciuti sono nella maggior parte dei casi autori di molestie sessuali (76,8 per cento);
   la durezza delle violenze è sempre più grave: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3 per cento al 40,2 per cento da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8 per cento del 2006 al 34,5 per cento del 2014); anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi. Il 16,1 per cento delle donne ha subìto stalking nel corso della vita;
   il 19 giugno 2013 il Parlamento italiano ha approvato, in via definitiva, la ratifica e l'esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa, nota come Convenzione di Istanbul, contro la violenza sulle donne e la violenza domestica;
   la Convenzione era stata approvata ad Istanbul l'11 maggio 2011 ed è il primo strumento giuridicamente vincolante di livello europeo contro la violenza, per la prevenzione, la tutela e il supporto alle vittime;
   nel testo della Convenzione – che definisce la violenza sulle donne come violazione dei diritti umani fondamentali – sono indicate una serie di misure che gli Stati devono adottare;
   l'11 ottobre 2013 il Senato della Repubblica ha approvato, in via definitiva, la legge 15 ottobre 2013, n. 119, di conversione del decreto 14 agosto 2013, n. 93 recante nuove «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere»; la legge ha raccolto gran parte delle indicazioni contenute nella convenzione di Istanbul;
   l'articolo 5 del citato decreto, convertito in legge parla dell'adozione di un «Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere», che il «Ministro delegato per le pari opportunità, anche avvalendosi del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità» elabora, con il contributo delle amministrazioni interessate, delle associazioni di donne impegnate nella lotta contro la violenza e dei centri antiviolenza, e adotta, previa intesa in sede di Conferenza unificata e in sinergia con la nuova programmazione dell'Unione europea per il periodo 2014-2020;
   il piano definito all'articolo 5 del suddetto decreto persegue le seguenti finalità: a) prevenire il fenomeno della violenza contro le donne attraverso l'informazione e la sensibilizzazione della collettività; b) sensibilizzare gli operatori dei settori dei media per la realizzazione di una comunicazione e informazione, anche commerciale, rispettosa della rappresentazione di genere; c) promuovere un'adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere; d) potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza; e) garantire la formazione di tutte le professionalità che entrano in contatto con fatti di violenza di genere o di stalking; f) accrescere la protezione delle vittime attraverso il rafforzamento della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte; g) promuovere lo sviluppo e l'attivazione, in tutto il territorio nazionale, di azioni basate su metodologie consolidate e coerenti con linee guida appositamente predisposte, di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, al fine di favorirne il recupero e di limitare i casi di recidiva; h) prevedere una raccolta strutturata e periodicamente aggiornata, con cadenza almeno annuale, dei dati del fenomeno; i) prevedere specifiche azioni positive che tengano anche conto delle competenze delle amministrazioni impegnate nella prevenzione, nel contrasto e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e di stalking e delle esperienze delle associazioni che svolgono assistenza nel settore; l) definire un sistema strutturato di governance tra tutti i livelli di Governo, che si basi anche sulle diverse esperienze e sulle buone pratiche già realizzate nelle reti locali e sul territorio;
   secondo lo stesso articolo, il Ministro delegato per le pari opportunità trasmette annualmente alle Camere una relazione sull'attuazione del piano;
   la legge ha previsto una dotazione economica incrementata di 10 milioni di euro sul Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per l'anno 2013, di 7 milioni di euro per l'anno 2014 e di 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015; la normativa stessa ha affidato al Ministro delegato per le pari opportunità, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il compito di provvedere annualmente a ripartire tra le regioni le risorse;
   le regioni destinatarie delle risorse oggetto di riparto presentano al Ministro delegato per le pari opportunità, entro il 30 marzo di ogni anno, una relazione concernente le iniziative adottate nell'anno precedente a valere sulle risorse medesime; sulla base delle informazioni fornite dalle regioni, il Ministro delegato per le pari opportunità presenta alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sullo stato di utilizzo delle risorse stanziate;
   con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 luglio 2015 e registrato alla Corte dei Conti il 25 agosto 2015 è stato adottato il piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere (ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge n. 93 del 14 agosto 2103, convertito nella legge n. 119/2013);
   il piano ha previsto una « governance multilivello» della questione, articolando tre livelli di intervento con tre soggetti, due centrali e uno multiplo, espressione del sistema dei territori; sono previsti: una Cabina di regia presieduta dal Dipartimento Pari Opportunità e composta da rappresentanti di vari Ministeri (Interno, Giustizia, Salute, Istruzione, Esteri, Sviluppo, Economico, Difesa, Economia, Lavoro), delle Regioni e degli enti locali; poi l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di un apposito Osservatorio nazionale sul fenomeno della violenza, con il compito di supportare il Tavolo interistituzionale; infine, a livello territoriale, un Tavolo di coordinamento degli interventi per il contrasto, il trattamento della violenza maschile contro le donne e il loro reinserimento lavorativo con Prefettura, Forze dell'Ordine, Procura, comuni, associazioni e organismi del privato sociale e ASL;
   il piano prevede anche alcune linee guida tematiche, un sistema di monitoraggio nazionale e di raccolta dati, e uno stanziamento complessivo di 30 milioni di euro in tre anni; è previsto infine, un meccanismo di revisione del piano ogni due anni;
   sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 marzo 2016 è stato pubblicato un avviso della Presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento per le pari opportunità, che prevede lo stanziamento di 12 milioni di euro finalizzati al «finanziamento di progetti volti a sviluppare la rete di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso il rafforzamento dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza, delle case rifugio e dei servizi di assistenza, prevenzione e contrasto che, a diverso titolo, entrano in relazione con le donne vittime di violenza –:
   a che punto sia l'attuazione, nei suoi vari livelli, del piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, di cui all'articolo 5 della legge n. 93 del 2013; quando si ritenga, come previsto dalla stessa legge, di trasmettere in Parlamento la relazione sullo stato di attuazione, e rispetto al riparto regionale; se il Governo ritenga di relazionare in tale sede sugli altri adempimenti del piano e con riferimento al programma di intervento sul tema; quali siano gli orientamenti del Governo sulla questione del femminicidio e se e quali iniziative il Governo intenda assumere per contrastare tale fenomeno che appare come una vera e propria emergenza sociale. (4-13545)