• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05972 PETRAGLIA - Al Ministro dell'interno - Premesso che: in data 21 maggio 2016 il comitato per il No per le riforme costituzionali di Agliana (Pistoia) ha presentato all'ufficio protocollo...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05972 presentata da ALESSIA PETRAGLIA
martedì 21 giugno 2016, seduta n.641

PETRAGLIA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

in data 21 maggio 2016 il comitato per il No per le riforme costituzionali di Agliana (Pistoia) ha presentato all'ufficio protocollo del Comune due richieste di occupazione del suolo pubblico per la raccolta delle firme a sostegno del referendum costituzionale; la prima relativa a piazza Bellucci per alcuni sabato mattina, durante il mercato, e la seconda relativa a piazza Gramsci per le sere del mese di giugno dalle ore 21.00 alle ore 23.00, durante gli eventi del "Giugno Aglianese";

dopo alcuni giorni al comitato viene richiesto telefonicamente dalla Polizia municipale di Agliana di andare a ritirare la concessione del suolo pubblico relativa alla sola piazza Bellucci, e lo si informa che del permesso relativo a piazza Gramsci si sta occupando direttamente il sindaco;

in data 8 giugno 2016 non avendo ancora ricevuto alcuna risposta, il comitato per il No di Agliana invia una mail di sollecito di risposta;

in data 10 giugno il comitato invia una e-mail tramite PEC di ulteriore sollecito;

in data 15 giugno, quasi un mese dopo la richiesta, quando ormai sono quasi giunti a termine i 3 mesi concessi per la campagna di raccolta firme, iniziata i primi di aprile 2016, viene rifiutata la richiesta per piazza Gramsci tramite lettera del sindaco Giacomo Mangoni, e non dal comandante della Polizia municipale come consuetudine e per norma, come del resto è avvenuto per la richiesta di occupazione del suolo pubblico in piazza Bellucci, presentata nella stessa data;

nella risposta di diniego il sindaco afferma che è stata ritenuta «inopportuna la concessione di suolo pubblico per un'iniziativa politica "di parte" tendenzialmente divisiva» durante le manifestazioni del Giugno aglianese volte a «incentivare le relazioni personali e rinsaldare l'identità territoriale dei cittadini»;

considerato che:

la raccolta firme è attività funzionale all'esercizio di un diritto politico di alto rilievo costituzionale: esprime non solo la libera opinione di chi desidera che il procedimento di revisione costituzionale venga sottoposto al vaglio della volontà popolare, dopo l'approvazione parlamentare, come consente l'art. 138 della Costituzione, ma suggella il procedimento stesso come garanzia di rigidità della Costituzione e superiorità rispetto alla produzione legislativa ordinaria, per cui rappresenta un vincolo di forma e di contenuto che non si può rimuovere se non raccogliendo ampio consenso nel Parlamento e nella popolazione, attraverso il referendum, quando si realizzano le condizioni per indirlo;

il diritto di raccogliere firme deve esercitarsi in forme legittime, ma l'ordinanza di un sindaco deve rispettare la legge, anzitutto la Costituzione e le leggi ordinarie dello Stato. Un limite che invochi la tutela di una festa e stigmatizzi attività "divisive" e "di parte" è del tutto estraneo all'ordinamento, perché introduce un limite a un diritto fondamentale ad opera di una fonte amministrativa (l'ordinanza del sindaco) che in uno Stato di diritto deve essere sottoposta alla legge; si consideri inoltre che il decreto legislativo n. 267 del 2000, all'art. 107 in combinato disposto con l'art. 50, riserva il potere di rilasciare queste autorizzazioni, ai funzionari preposti, escludendo che possa intervenire direttamente il sindaco,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e quali interventi, per quanto di competenza, intenda assumere al fine di garantire il rispetto del fondamentale e indisponibile esercizio del diritto politico dei cittadini e delle cittadine di Agliana, stante l'inaccettabile comportamento, ad avviso dell'interrogante, assunto dal sindaco Giacomo Mangoni;

se ed in quale forme intenda censurare il comportamento assunto;

se non intenda adottare ogni iniziativa utile, quale quella di predisporre una campagna informativa rivolta ai cittadini, agli eletti e ai funzionari pubblici italiani sul pieno esercizio dei diritti e doveri politici delle persone, affinché in futuro siano scongiurati altri casi simili durante le campagne di raccolta firme e referendarie.

(4-05972)