• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05966 PUGLIA, DONNO, MANGILI, SANTANGELO, GIARRUSSO, MORONESE, PAGLINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05966 presentata da SERGIO PUGLIA
martedì 21 giugno 2016, seduta n.641

PUGLIA, DONNO, MANGILI, SANTANGELO, GIARRUSSO, MORONESE, PAGLINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

nel 1979, il Comune di Somma Vesuviana (Napoli), nell'ambito del bando della Regione Campania per l'edilizia agevolata, assegnò alla So.Fi.Coop, in diritto di proprietà, i lotti a costruire siti in via Milano, approvando poi la relativa convenzione n. 2188 del 14 dicembre 1979;

l'obbligo del Comune di Somma Vesuviana era quello di vigilare sul corretto espletamento di realizzazione e vendita di tali abitazioni, ivi comprese tutte le procedure di esproprio e i successivi indennizzi ai proprietari dei fondi su cui si sarebbero costruite le nuove palazzine;

nel corso degli anni, la ditta costruttrice provvedeva a costruire gli appartamenti su terreni non espropriati, terreni quindi ancora di proprietà dei vecchi proprietari terrieri, i quali si sono visti spossessati delle loro proprietà senza aver ricevuto l'indennizzo dovuto per legge;

i vecchi proprietari dei fondi, non avendo ricevuto l'indennizzo dovuto per legge, che doveva essere elargito dalla So.Fi.Coop, hanno fatto causa al Comune di Somma Vesuviana, in quanto lo stesso aveva l'obbligo di vigilanza sull'intera vicenda; a seguito delle azioni giudiziarie, di cui alcune risultano essere ancora in corso, i proprietari hanno ottenuto risarcimenti per circa 3.000.000 euro. Tali importi sono stati forzosamente anticipati dal Comune di Somma Vesuviana, come da nota n. 12367/11, sia a titolo di prezzo di cessione, sia per la realizzazione di opere di urbanizzazione con interessi e rivalutazione. Il Comune dovrà recuperare la cifra dalla ex So.fi.coop SpA, oggi So.fi.coop Srl in liquidazione;

nel contempo, la So.fi.Coop ha iniziato a costruire le abitazioni e a stipulare contratti preliminari di compravendita tra la stessa e i promittenti acquirenti che, all'atto della stipula hanno erogato la cifra di circa 80.000.000 lire, con la promessa di remunerare la restante parte, di circa 60.000.000 lire, a mezzo mutuo bancario erogato dal Banco di Napoli a versarsi alla stipula del contratto definitivo. Il contratto definitivo non sarà mai stipulato, in quanto, non essendosi provveduto agli espropri, la So.fi.Coop non aveva alcun titolo per vendere appartamenti costruiti su un terreno che è rimasto di proprietà dei vecchi proprietari terrieri e ciò fino alle ultime sentenze di risarcimento che assegnano la proprietà degli stessi al Comune di Somma Vesuviana;

la restante parte relativa al prezzo di vendita (i rimanenti 60.000.000 lire relativi ad immobili che non potevano essere venduti) viene ceduta dal Banco di Napoli ad una società fiduciaria, la Sofir Fiduciaria, con sede legale a Bologna, che mette in atto tutte le procedure inerenti al recupero delle cifre anticipate, riuscendo ad ottenere lo sgombero delle 50 famiglie dagli appartamenti di cui avevano versato la caparra alla stipula del preliminare e la conseguente vendita all'asta giudiziale degli stessi. Le prime aste risalgono al mese di maggio 2016;

la procedura di recupero crediti incardinata presso il Tribunale di Nola sfocia nella vendita all'asta delle case, le prime vendite risultano essere state fissate in data 24 giugno e 29 luglio 2016;

considerato che, a giudizio degli interroganti:

sono molteplici le omissioni e connivenze di cui il Comune di Somma Vesuviana si sarebbe reso responsabile nel corso degli anni. Preme evidenziare che, nonostante nel mese di febbraio 2016 sia stato conferito l'incarico ad un professionista per il recupero del credito di circa 3.000.000 euro che il Comune vanta nei confronti di So.fi.Coop, ad oggi risulta che l'azione non sarebbe stata avviata;

è indispensabile che sia evitato lo sgombero delle 50 famiglie di Somma Vesuviana, anche in considerazione del fatto che quella che doveva essere un'opportunità di sviluppo per la città, con la costruzione di decine di appartamenti per famiglie, che avevano i requisiti per entrare nei bandi della cosiddetta edilizia agevolata e la conseguente creazione di un nuovo quartiere, si è trasformata in una paradossale vicenda giudiziaria civile e penale, che mette a repentaglio non solo il diritto alla casa delle 50 famiglie effettivamente coinvolte, ma di tutti i contribuenti sommersi,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non intendano adoperarsi, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, per sollecitare l'amministrazione interessata, affinché siano verificati i rapporti intercorrenti tra la società Sofir Fiduciaria di Bologna e la società costruttrice degli appartamenti (So.Fi.Coop), nonché vengano chiarite le motivazioni per cui non si sia provveduto alla revoca della convenzione citata;

quali iniziative di competenza intendano intraprendere, al fine di scongiurare il pericolo di disordini inerenti all'ordine pubblico, che potrebbero derivare dall'avvio dello sgombero di 50 famiglie che non saprebbero come far fronte all'insorgenza di un'ingiusta emergenza abitativa.

(4-05966)