• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02389/007/ ... premesso che: l'articolo 2, comma 3, del provvedimento in esame dispone l'autorizzazione, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, della spesa di euro 687.399 per...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2389/7/0304 presentato da ALDO DI BIAGIO
martedì 21 giugno 2016, seduta n. 019

Il Senato,
premesso che:
l'articolo 2, comma 3, del provvedimento in esame dispone l'autorizzazione, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, della spesa di euro 687.399 per l'impiego di personale della Croce Rossa italiana ausiliario delle Forze armate per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Medio Oriente e Asia;
sebbene la suddetta preveda un ridimensionamento delle risorse riservate al Corpo militare della Cri, rispetto a quanto sancito in provvedimenti di analoga materia, appare evidente la conferma da parte del Governo dell'attenzione riservata al Corpo medesimo e del suo carattere ancora indispensabile sul fronte delle esigenze di supporto in aree di crisi;
siffatto trend sembra stonare rispetto alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 marzo 2016 recante le tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento del personale già appartenente al Corpo militare e quelli previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della Associazione italiana della Croce Rossa (CRI) noto come provvedimento di "smilitarizzazione" adottato in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 178 del 2012, ai sensi del quale veniva rimessa all'autorità di Governo l'individuazione dei criteri e delle modalità di equiparazione "tra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della CRI e quelli del personale di cui all'articolo 5 già appartenente al Corpo militare, nonché tra i livelli delle due predette categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della Pubblica amministrazione";
il suddetto DPCM è stato oggetto di un procedimento di controllo preventivo di legittimità da parte della Corte dei conti che ha condotto a molteplici rilievi sia formali che sostanziali tali da compromettere al momento l'emanazione;
di contro, le disposizioni del decreto missioni confermano la rilevanza inderogabile del Corpo militare CRI, il cui rinnovato impegno come corpo ausiliario delle Forze armate consentirebbe al personale in servizio di continuare a prestare la propria opera in qualità di soccorritori alla luce anche degli impegni che l'Italia ha assunto nei teatri strategici internazionali e nei confronti europei per effetto degli adempimenti degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione;
in particolare, l'articolo 27 della legge n. 115 del 2015 (legge europea 2014) reca disposizioni concernenti la partecipazione italiana al meccanismo unionale di protezione civile, con relativo utilizzo dei fondi europei. In tale prospettiva, considerato l'accoglimento da parte del Governo di uno specifico ordine del giorno del primo firmatario del presente atto sul tema, l'interrogante ha presentato al Ministro della difesa un progetto di revisione della configurazione del Corpo militare di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 2015, con la finalità di realizzare quanto indicato ai sensi dell'articolo 27, comma 3, della legge n. 115, secondo cui: "Al fine della partecipazione dell'Italia alle attività di cui ai commi 1 e 2, il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri è autorizzato a intraprendere ogni utile iniziativa finalizzata ad attivare le misure rientranti nell'EERC anche stipulando appositi accordi e convenzioni con amministrazioni e organizzazioni, avvalendosi anche delle risorse finanziarie previste dalla decisione n. 1313/2013/UE";
impegna il Governo:
a valutare la sospensione della c.d. procedura di smilitarizzazione di cui in premessa, anche alla luce di rinnovati e potenziali impieghi del personale del Corpo militare della CRI, determinando eventuali soluzioni alternative per il coinvolgimento del Corpo militare della CRI, valutando l'ipotesi, in ottemperanza agli impegni già accolti dal Governo, di inquadrare l'operatività del Corpo militare CRI nell'ambito del meccanismo unionale di protezione civile europea.
(0/2389/7/0304)
DI BIAGIO