• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.9/01865-A/049 premesso che: anche questa manovra finanziaria prevede una decurtazione delle risorse per la politica estera del nostro Paese, anche se con un impatto minore rispetto alle ultime...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01865-A/049presentato daFARINA Giannitesto diVenerdì 20 dicembre 2013, seduta n. 142

La Camera,
premesso che:
anche questa manovra finanziaria prevede una decurtazione delle risorse per la politica estera del nostro Paese, anche se con un impatto minore rispetto alle ultime manovre finanziarie, avendo riguardo ad alcuni ambiti strategici per i quali si è riusciti a trovare una congrua compensazione in altre poste di bilancio (come per il capitolo relativo alla cooperazione allo sviluppo);
rispetto alle previsioni assestate per il 2013, gli stanziamenti di competenza iscritti nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri per il 2014 fanno registrare un decremento complessivo di 284,2 milioni di euro, dei quali 275,1 milioni di parte corrente, e 9,1 milioni nel conto capitale. Con la conseguenza che gli stanziamenti di competenza nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri per il 2013 (previsioni assestate) erano pari a 1.980,9 milioni di euro, di cui 1.956,3 milioni di euro per la parte corrente e 24,6 milioni di euro per il conto capitale;
si tratta di tagli che incidono purtroppo su ambiti di attività particolarmente strategici per il comparto Esteri, tra cui rilevano voci come lo sviluppo della rete diplomatico-consolare (-39,77 milioni, pari al 39,46 per cento rispetto allo scorso anno); i servizi ai cittadini ed alle imprese (-42,77 milioni, pari al 6,9 per cento), spese connesse alle esigenze di funzionamento e mantenimento delle sedi diplomatiche e consolari, degli istituti di cultura e delle scuole italiane all'estero;
la rete diplomatica italiana con 319 sedi estere tra ambasciate, rappresentanze permanenti, uffici consolari e istituti di cultura è oggetto di una profonda riorganizzazione per adeguarla non solo alle esigenze di spending review, ma anche ai cambiamenti geopolitici e rispondere ai nuovi scenari internazionali. La legge n. 135 del 2012 ha indicato alla Farnesina di riorganizzare la propria rete attuando una riduzione del 20 per cento del personale diplomatico e dirigenziale e il 10 per cento del restante personale di ruolo, appartenente alle aree funzionali;
è necessario, tuttavia, separare dal tema del piano di razionalizzazione della spesa pubblica quei capitoli virtuosi del sistema, in quanto proiezione strategica del sistema Italia nel mondo. In tale prospettiva, occorre considerare che gli Istituti Italiani di cultura ricevono 12 milioni di euro dal bilancio dello Stato ma generano circa 17 milioni con sponsorizzazioni e corsi. Ogni euro pubblico investito negli Istituti ne genera in media 1,4: 1,8 in Asia/Oceania o 2,32 in America latina, le aeree geografiche dove si registra più profitto. A Lima per ogni euro attribuito all'istituto se ne generano 10, a Rio 5, a Istanbul 3,3, a Beirut 2;
è evidente che la strada maestra non è quella della chiusura dei nostri Istituti, centri con bilanci in attivo e che non rappresentano un peso per il bilancio dello Stato;
l'Italia deve cogliere la nuova rilevanza strategica della cultura per rafforzare influenza e ruolo politico del Paese nel contesto europeo ed internazionale Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna hanno investito notevoli risorse nella promozione culturale all'estero e hanno operato una profonda revisione dei propri Istituti di Cultura, rendendoli da una parte più efficienti in Europa e dall'altra investendo in nuove aree di interesse strategico, come l'Africa e il Medio Oriente;
a fronte dei finanziamenti pubblici agli Istituti di cultura (IIC) di cui sopra, la Francia mette a disposizione della sua rete di lingua e cultura risorse per 760 milioni di euro, di cui 135 per spese di gestione e personale e 625 milioni per azioni di promozione. Il British Council dispone di 826 milioni di euro annui in finanziamento pubblico, il Goethe Institut ha 156 sedi in 93 paesi con 3.000 dipendenti di cui solo 250 distaccati dalla Germania e riceve complessivamente 218 milioni di contributi statali e 103 milioni da sponsorizzazioni. In Spagna la rete dei Cervantes è attiva in 150 paesi con 1.100 dipendenti e un bilancio di 97 milioni di euro, di cui 80 milioni di contributi pubblici;
il Presidente del Consiglio Enrico Letta, intervenendo all'assemblea generale dell'Onu, ha lanciato, nell'ambito del piano «Destinazione Italia», una serie di interventi che puntano ad attrarre investimenti esteri per favorire il rilancio della competitività quale «segnale forte che l'Italia lancia al mondo (...) perché l'Italia ha un drammatico bisogno di investimenti esteri, abbiamo scarsa capacità di attrazione»;
è necessaria la consapevolezza dell'importanza strategica della lingua e cultura italiana come volano della promozione del Sistema Paese e dell'esigenza di pervenire a una riforma organica degli Istituti italiani di cultura all'estero,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di intervenire per cancellare dalla riorganizzazione e dalle misure contenitive previste per la rete diplomatico consolare il sistema degli Istituti Italiani di Cultura, predisponendo misure specifiche volte a valorizzare la rete degli IIC, al fine di garantire la presenza della cultura italiana nel mondo, anche alla luce degli esiti dell'indagine conoscitiva sulla promozione della lingua e cultura italiana, avviata congiuntamente nel corso della XVI legislatura dalle Commissioni Esteri ed Istruzione della Camera.
9/1865-A/49. (Testo modificato nel corso della seduta) Gianni Farina.