• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02965 CAPPELLETTI, SANTANGELO, PUGLIA, COTTI, BERTOROTTA, GIROTTO, DONNO, SERRA, MORONESE, GIARRUSSO, PAGLINI, NUGNES, MORRA, TAVERNA - Al Ministro della giustizia - Premesso che: da fonti di...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02965 presentata da ENRICO CAPPELLETTI
lunedì 27 giugno 2016, seduta n.646

CAPPELLETTI, SANTANGELO, PUGLIA, COTTI, BERTOROTTA, GIROTTO, DONNO, SERRA, MORONESE, GIARRUSSO, PAGLINI, NUGNES, MORRA, TAVERNA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

da fonti di stampa, "la Repubblica" del 5 giugno e il "Corriere della sera" del 18 giugno 2016, si apprende che, secondo quanto dichiarato dal presidente della Corte d'appello di Napoli, ed ora all'attenzione del Consiglio superiore della magistratura, presso le cancellerie dei giudici del distretto vi sono 50.000 sentenze passate in giudicato di cui non viene data esecuzione "per carenza di mezzi, risorse e personale";

in particolare, 30.000 sono sentenze di condanna e, tra queste, almeno 12.000 prevedono la pena della reclusione e necessitano da parte della cancelleria l'emissione dell'estratto esecutivo da trasmettere al pubblico ministero "senza ritardo, e comunque entro cinque giorni" ai sensi dell'art. 28 del regolamento per l'esecuzione del codice di procedura penale. Pertanto, in mancanza dell'adempimento, necessario per azionare il procedimento esecutivo, migliaia di persone risultano ancora libere nonostante siano destinatarie di un provvedimento irrevocabile di condanna ad una pena detentiva;

la mancata esecuzione delle altre sentenze che non dispongono la condanna alla reclusione comporta, comunque, un notevole danno economico per lo Stato per il mancato incasso delle pene pecuniarie e delle spese di giustizia, mentre la mancata esecuzione degli ordini di confisca comporta che i beni sotto sequestro non solo non producono introiti dalle possibili vendite ma la loro gestione rimane a carico dello Stato;

considerato che:

dall'articolo del "Corriere della sera" citato si apprende che secondo il Consiglio superiore della magistratura la carenza di personale amministrativo non riguarda solo il distretto di Napoli ma tutti i tribunali italiani, con una stima del 20,7 per cento di personale mancante rispetto all'organico previsto;

risulta agli interroganti che le dotazioni organiche degli uffici giudiziari sono determinate in base al carico di lavoro antecedente all'entrata in vigore del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, recante "Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148", e del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, recante "Revisione delle circoscrizioni giudiziarie - Uffici dei giudici di pace, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148";

considerato infine che si apprende, ancora, che il Ministro in indirizzo ha disposto l'invio di ispettori presso le cancellerie del distretto di Napoli sul presupposto che distretti con uguali scoperture non hanno accumulato detto ritardo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno avviare un'ispezione presso tutti gli uffici giudiziari d'Italia;

se non ritenga appropriata una dettagliata verifica, al fine di avere un'ampia conoscenza degli effetti della revisione della geografia giudiziaria sull'organizzazione delle cancellerie;

se, alla luce delle recenti riforme sull'accorpamento degli uffici giudiziari, non ritenga necessaria una rivisitazione delle piante organiche degli uffici giudiziari;

quali misure d'urgenza intenda adottare per lo smaltimento del carico delle sentenze ineseguite.

(3-02965)