• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01428 MANCONI, COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che: sono trascorsi oltre 20 anni dalla dichiarazione di indipendenza del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01428 presentata da LUIGI MANCONI
lunedì 23 dicembre 2013, seduta n.157

MANCONI, COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

sono trascorsi oltre 20 anni dalla dichiarazione di indipendenza del Kazakhstan, distaccatosi dall'Unione sovietica il 16 dicembre 1991;

dall'acquisizione dell'indipendenza, il Kazakhstan ha visto Nursultan Nazarbayev svolgere ininterrottamente il ruolo di presidente della Repubblica;

l'OSCE ha eccepito sulla regolarità delle ultime elezioni politiche kazake svoltesi il 15 gennaio 2012, che hanno riconfermato il presidente Nazarbayev;

il Kazakhstan è dal 1° gennaio 2013 membro del Consiglio per i diritti umani dell'ONU e in quanto tale è tenuto a rispettare le norme internazionali di rispetto dei diritti umani;

il Kazakhstan, in quanto membro dell'OSCE, di cui ha esercitato la presidenza nel 2010, non può che attuare i principi fondamentali dell'organizzazione;

il Parlamento europeo ha negli ultimi anni adottato numerose risoluzioni sulla sempre più inquietante situazione dei diritti umani nel Paese (le ultime: il 18 aprile 2013, il 15 marzo 2012, il 15 dicembre 2011) ed ha criticato le azioni repressive ai danni dell'opposizione, dei media indipendenti e degli attivisti politici;

il Kazakhstan, oltre a fissare paletti sulla libertà di assemblea pacifica, di espressione e di religione, nel dicembre 2011 ha fatto tacere le proteste degli operai del settore petrolifero a Zhanaozen;

la rappresentante dell'OSCE per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, in un comunicato del 29 novembre 2012 ha espresso forte preoccupazione per il pluralismo e l'indipendenza dei media kazaki;

la maggior parte dei mezzi di comunicazione di massa in Kazakhstan sono, in maniera diretta o indiretta, controllati dal Governo ed i pochi mass media indipendenti, tra cui i giornali "Respublika" e "Vzglyad", sono stati dichiarati estremisti e chiusi nel mese di dicembre 2012;

il modo in cui le autorità kazake ostacolano il lavoro dei giornalisti in violazione del diritto alla libertà di espressione è bene esemplificato dal caso di Lukpan Akhmediarov, il quale, vittima nell'aprile 2012 di una aggressione i cui mandanti, malgrado la condanna degli esecutori materiali, non sono ancora stati individuati, a quanto risulta agli interroganti è stato condannato al pagamento di una penale altissima sulla base di accuse per diffamazione;

numerose organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty international con il suo ultimo rapporto dell'11 luglio 2013, hanno denunciato l'uso diffuso di torture e maltrattamenti fisici nei confronti di imputati, specialmente se rappresentanti dell'opposizione politica o attivisti sociali;

tanti attivisti, tra cui Roza Tuletayeva, una dei leader del movimento degli operai del settore petrolifero che nel 2011 avevano indetto lo sciopero contro le condizioni ingiuste di lavoro, arrestata nel dicembre 2011, hanno denunciato l'uso di torture e di intimidazioni durante gli interrogatori;

a Roza Tuletayeva, che sta scontando la pena di 5 anni di reclusione in una colonia penale per le donne ad Atyrau, non viene concessa l'assistenza medica indispensabile, visti i suoi numerosi problemi di salute (tumore al fegato, mal di schiena, problemi con la pressione);

Vladimir Kozlov, leader del partito non registrato d'opposizione «Alga! » è stato arrestato il 23 gennaio 2012, subito dopo il suo rientro da Bruxelles, dove si era recato per incontrare i rappresentanti delle istituzioni europee e parlare dei tragici avvenimenti del dicembre 2011 di Zhanaozen, è stato accusato di «incitare alla discordia sociale», «sollecitare il rovesciamento violento dell'ordine costituzionale» nonché «creare e guidare un gruppo organizzato con la finalità di perpetrare crimini» e condannato a 7 anni e mezzo di prigione con la confisca totale dei beni;

le autorità kazake hanno ritenuto Alyia Turusbekova, moglie di Vladimir Kozlov, personalmente responsabile di ogni attività legata al partito «Alga! »; alla donna, in stato di gravidanza, sono stati sottratti i mezzi di sostentamento, in seguito al sequestro totale dei beni della famiglia;

il 21 dicembre 2012, nell'ambito della causa avviata il 20 novembre 2012 dal procuratore generale del Kazakhstan, il tribunale distrettuale di Almaty ha dichiarato il partito non registrato d'opposizione «Alga! » estremista e ha ordinato la sua chiusura;

l'avvocato Zinaida Mukhortova, che aveva criticato il regime, dopo che le era stata diagnosticata un'infermità mentale, ha trascorso diversi mesi in ospedali psichiatrici ricevendo terapie coatte; nel mese di agosto 2013 l'avvocato Mukhortova è stata di nuovo ricoverata presso una struttura psichiatrica sebbene, in base ad una perizia effettuata da psichiatri indipendenti, la diagnosi di infermità mentale fosse risultata infondata; Zinaida Mukhortova è stata recentemente rilasciata ma sussiste tuttora il timore di una sua nuova detenzione;

come indicato nel rapporto del Collegio supremo degli avvocati polacchi, preparato a seguito di una missione conoscitiva dell'aprile 2013, il sistema giudiziario kazako non può essere ritenuto indipendente, i giudici sono controllati ed influenzati dalle autorità politiche, gli avvocati spesso non hanno né accesso alla documentazione né possibilità di contatto con il cliente molto limitate;

negli ultimi mesi, anche attraverso l'uso del mandato di cattura Interpol, il Kazakhstan ha rinforzato le azioni repressive contro i dissidenti politici residenti in Europa, richiedendo la loro estradizione in base ad accuse infondate o supportate da incerta documentazione (è il caso di Alexandr Pavlov in Spagna, Muratbek Ketebayev in Polonia, Tatiana Paraskevich in Repubblica ceca);

sul caso di Alexandr Pavlov, ex capo della sicurezza di Mukhtar Ablyazov, si è pronunciata di recente l'Audiencia nacional de Espana, che con una decisione adottata a maggioranza ha stabilito di concedere l'estradizione. Se la decisione della Corte suprema verrà confermata dal Governo il signor Pavlov verrà rimpatriato in Kazakhstan dove rischia di essere sottoposto a gravissimi maltrattamenti;

Tatiana Paraskevich, detenuta nella Repubblica ceca, rischia l'estradizione verso la Russia o l'Ucraina e sussistono serie preoccupazioni per la sua sicurezza ove dovesse essere rimandata in uno di quei due Paesi; la sua famiglia ha denunciato pressioni e intimidazioni di cui sono stati oggetto a Mosca; desta altresì allarme il fatto che il responsabile delle indagini di polizia sul caso di Tatiana Paraskevich sia lo stesso che ha gestito il caso Magnitsky, avvocato russo, a conoscenza di informazioni che riguardavano casi di corruzione di imprese russe, incriminato, arrestato e deceduto in carcere nel 2009 in circostanze sospette;

il caso di Alma Shalabayeva e sua figlia è stato seguito con estrema attenzione dalla Commissione straordinaria diritti umani del Senato,

si chiede di conoscere quali novità vi siano in ordine alla situazione di Alma Shalabayeva e della figlia e con quali strumenti e iniziative il nostro Paese possa far valere nei rapporti bilaterali ed in seno alla comunità internazionale la propria attenzione alla condizione dei diritti umani in Kazakhstan, sia rispetto al Paese asiatico sia rispetto ai Paesi, ad esempio Spagna, Repubblica ceca e Polonia, che potrebbero estradare cittadini kazaki.

(4-01428)