• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02371    per dispacciamento si intende la gestione dei flussi di energia elettrica necessaria a garantire la continuità e la sicurezza del servizio. I relativi oneri sono caricati sulle bollette...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02371presentato daLUPI Mauriziotesto diMercoledì 6 luglio 2016, seduta n. 648

   LUPI e VIGNALI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
   per dispacciamento si intende la gestione dei flussi di energia elettrica necessaria a garantire la continuità e la sicurezza del servizio. I relativi oneri sono caricati sulle bollette elettriche di cittadini e imprese. In tale ambito sussiste una voce di spesa denominata «sbilanciamenti» consistente in una serie di assestamenti che serve per mantenere in equilibrio il sistema elettrico nazionale rispetto a quello che si programma con l'anticipo di un giorno, tramite i negoziati che formano i prezzi base (mercato del giorno prima, MGP);
   recentemente il coordinamento consorzi di Confindustria ha inviato una lettera aperta al Ministero dello sviluppo economico, all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico e alle forze politiche, invitandoli ad indagare i motivi per i quali, nella gestione del dispacciamento, la voce sbilanciamenti abbia creato 300 milioni di euro di extra costi per le piccole e medie dimensioni e per i consorzi, una super-addizionale assolutamente non giustificata;
   secondo la denuncia, alcune centrali «(...) situate in posizioni strategiche per Terna (la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale), non offrono energia nel mercato del giorno prima costringendo Terna a chiamarle nel mercato di dispacciamento» a prezzi enormemente maggiori, 400 euro/MWh con punte di 600 euro, contro i 40 dell'MGP. In tal modo «(...) il maggior costo per il sistema è stato nel solo mese di aprile di 230 milioni» a cui si aggiungono «almeno 60 milioni dovuti alle speculazioni dei traders»;
   nei giorni scorsi l'Autorità ha annunciato un incremento del costo dell'energia elettrica del 4,3 per cento, specificando che questo aumento è dovuto soprattutto alla «crescita dei costi del dispacciamento». I consumatori hanno denunciato oneri aggiuntivi ingiustificati pari a 1 miliardo di euro;
   il mercato elettrico concorrenziale è nato con l'obiettivo di offrire a cittadini e imprese l'energia elettrica al miglior prezzo possibile, non per dare spazio a manovre speculative sulla formazione delle componenti del prezzo dell'energia, replicando il modello di quelle architettate dalla americana ENRON nei primi anni 2000, nelle quali ad una carenza energetica artificialmente creata, seguiva una impennata dei prezzi praticati agli utenti finali;
   è chiaro che la gestione della domanda e dell'offerta sul mercato elettrico funziona ancora male; il Coordinamento consorzi di Confindustria dà atto a Terna di aver attuato un intervento correttivo, ma manca ancora una soluzione definitiva. Nuovi maggiori oneri stanno per essere scaricati sulle imprese nell'aggiornamento del corrispettivo unitario (uplift) di luglio –:
   se il ministro interrogato non ritenga opportuno approfondire le verifiche, anche per il tramite di Terna, sulla vicenda esposta in premessa, adottando le iniziative di competenza urgenti necessarie e se non ritenga di avviare con celerità l'auspicata riforma del mercato elettrico, sì da ridurre i conti per i cittadini e le imprese. (3-02371)