• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.7/01040    premesso che:     in data 15 aprile 2015, la multinazionale finlandese Nokia, produttrice di apparecchiature per telecomunicazioni, ha annunciato di aver acquisito, per 15,6...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01040presentato daTRIPIEDI Davidetesto diMartedì 5 luglio 2016, seduta n. 647

   La XI Commissione,
   premesso che:
    in data 15 aprile 2015, la multinazionale finlandese Nokia, produttrice di apparecchiature per telecomunicazioni, ha annunciato di aver acquisito, per 15,6 miliardi di euro, l'azienda franco-americana Alcatel-Lucent. L'operazione è stata strutturata per far nascere un gruppo in grado di competere, nei settori delle infrastrutture di rete, delle centraline e delle antenne per le comunicazioni cellulari a livello mondiale, con il colosso cinese Huawei e con quello svedese Ericsson;
    in Italia, l'azienda ha la sua sede principale a Vimercate (MB), dove sono ospitati gli headquarter e i principali laboratori relativi agli apparati di trasmissione radio a microonde, e altri centri di ricerca e sviluppo a Battipaglia (SA) e Rieti, mentre a Trieste è attivo uno stabilimento di produzione;
    in una nota del 21 giugno 2016 della Fiom nazionale pervenuta agli interroganti, lo stesso sindacato dichiarava che:
     Nokia e Alcatel-Lucent, da gennaio 2016 operano con un'unica organizzazione, seppure ancora con entità legali distinte;
     il 6 aprile 2016, ai comitati aziendali europei, il vertice della multinazionale ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede circa 219 esuberi in Italia su 1.400 addetti complessivi;
     complessivamente, a livello europeo gli esuberi annunciati sono circa 4.300 su un totale di 34.400 addetti;
     la gran parte degli addetti italiani è concentrata nelle sedi di Vimercate (MB) e Cassina de Pecchi (MI), che quindi vedranno la gran parte degli esuberi; nei prossimi mesi è previsto il trasferimento degli addetti di Cassina de Pecchi a Vimercate;
     gran parte degli esuberi annunciati per l'Italia non derivano da sovrapposizioni di funzioni tra le due società che si stanno unificando, ma dalla decisione di delocalizzare in Paesi a basso costo, sia europei che extra-europei, tutte le attività «remotizzabili», siano esse di supporto ai clienti, gestionali, o di altro tipo;
     entrambe le aziende, Alcatel-Lucent Italia e Nokia Italia, hanno svolto negli scorsi anni pesanti piani di ridimensionamento, prima con uscite volontarie e cassa integrazione per i dipendenti e cessioni di rami d'azienda, e poi con licenziamenti;
     in particolare, Alcatel-Lucent ha effettuato 19 licenziamenti a ottobre 2015, al termine di un periodo di cassa integrazione in deroga. L'azienda si è mostrata irremovibile anche rispetto all'intervento dell'onorevole Bellanova, allora sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
     la realtà italiana dell'azienda non è ad oggi in stato di crisi, per quanto attiene ai dati di bilancio dichiarati;
     sono in fase di approvazione o già approvati finanziamenti ad Alcatel-Lucent da parte della regione Lombardia (1,6 milioni di euro) e da parte del Ministero dello sviluppo economico, a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo, attività che riguardano in Italia circa 250 addetti della sede di Vimercate;
     va tenuto conto che l'azienda, operando nel campo delle telecomunicazioni, potrebbe, direttamente o indirettamente, beneficiare dei bandi pubblici per la banda ultra-larga recentemente avviati;
    la nota sopraindicata della Fiom, continua indicando lo stato della trattativa tra azienda, istituzioni e sindacati, indicando che:
     si sono svolti tre incontri presso il Ministero dello sviluppo economico, in cui finora  l'azienda non ha fornito alcun piano industriale ma ha confermato sostanzialmente il numero degli esuberi e che un nuovo incontro era programmato per il 28 giugno 2016;
     pur non essendo ancora entrati nel merito specifico dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali, il sindacato Fiom ha fondati motivi di ritenere che l'azienda intenda ripercorrere la strada del recente passato, e cioè quella di individuare nominalmente i lavoratori da espellere, sottoponendoli a lunghi periodi di cassa integrazione a zero ore (quindi con l'allontanamento dall'attività professionale svolta) e successivamente l'uscita del lavoratore con l'accettazione della collocazione in mobilità o con il licenziamento vero e proprio. Infatti, la direzione aziendale ribadisce e conferma ad ogni occasione il rifiuto dell'utilizzo degli strumenti che dovrebbero essere prioritari, quali i contratti di solidarietà e la cassa integrazione a rotazione;
    in una nota del 10 giugno 2016 della Fim Cisl di Monza e Brianza, riguardante l'incontro tenutosi al Ministero dello sviluppo economico il 17 giugno 2016 sulla situazione degli esuberi Nokia/Alcatel-Lucent, veniva ribadita la necessità di un intervento diretto e più incisivo del Governo sulla vicenda. Si sottolineava che il rappresentante del Ministero avesse dichiarato che il Ministro Calenda, stava cercando di incontrare il CEO di Nokia ed era disposto, se necessario, ad andare in Finlandia per velocizzare i tempi dell'incontro. Il sindacato riteneva inoltre che fosse importante l'intervento del Governo sui vertici della multinazionale per contribuire alla riduzione degli esuberi in Italia, magari portando nuove attività anche a fronte degli investimenti sulla banda larga. La nota proseguiva ritenendo contraddittorio il fatto che, pur avendo ricevuto finanziamenti pubblici dalla regione e dal Ministero dello sviluppo economico, l'azienda avesse presentato una dichiarazione di esuberi, considerando che i fondi elargiti dalle istituzioni avrebbero dovuto essere finalizzati anche a ridurre l'impatto sulle eccedenze annunciate;
    dalla Fim veniva poi ricordato come si era chiuso l'ultimo piano di ristrutturazione di Alcatel-Lucent, che ha visto il licenziamento unilaterale di 19 persone rimaste in eccedenza. Tra questi, due lavoratori, la cui vicenda viene indicata nei paragrafi sottostanti, che nonostante abbiano impugnato il licenziamento ottenendo il reintegro, sono state nuovamente licenziate;
    in data 6 ottobre 2015, tramite lettera sono stati licenziati da Alcatel-Lucent Italia S.p.a. una lavoratrice ed un lavoratore dell'azienda, con la motivazione che le attività cui erano addetti non erano più previste all'interno della società e che non sussistevano, nell'attuale organizzazione aziendale, altre posizioni ove potessero essere impiegati, nemmeno in mansioni e livello inferiore di inquadramento. I lavoratori in oggetto hanno presentato ricorso legale accolto per il primo lavoratore in data 30 marzo 2016 e per la seconda lavoratrice in data 22 aprile 2016, entrambi con sentenze sostanzialmente identiche;
    nel dettaglio, per il primo lavoratore veniva dichiarato illegittimo il licenziamento intimato dall'azienda nei suoi confronti; condannava Alcatel-Lucent a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro e a corrispondergli, a titolo risarcitorio, un'indennità pari alla retribuzione globale di fatto dal licenziamento alla effettiva reintegrazione e comunque nel limite di dodici mensilità; condannava l'azienda al versamento dei relativi contributi previdenziali ed assistenziali; condannava l'azienda a rimborsare al lavoratore le spese di lite, liquidate in complessive euro 3.000,00;
    per la seconda lavoratrice veniva dichiarata l'illegittimità del licenziamento intimato da Alcatel-Lucent Italia S.p.a. nei suoi confronti e si ordinava all'azienda la sua immediata reintegra nel posto di lavoro con il medesimo inquadramento, le stesse mansioni o in mansioni equivalenti; era inoltre condannata l'azienda a risarcire alla lavoratrice il danno determinato nell'indennità mensile di euro 2.681,75, da corrispondere dalla data del licenziamento a quella di effettiva reintegra, oltre interessi e rivalutazione dal licenziamento al saldo effettivo, nonché a versare i contributi di legge per l'intero periodo di avvenuta interruzione del rapporto di lavoro; si condannava anche l'azienda a rimborsare alla lavoratrice le spese di lite che si liquidavano in complessivi euro 5.000,00 oltre accessori;
    in data 4 maggio 2016, Alcatel-Lucent inviava alla lavoratrice una raccomandata dove l'azienda indicava che stava provvedendo a trasmettere presso l'abitazione della signora i fogli paga in via di elaborazione e a corrispondere la retribuzione a lei spettante. Veniva indicato anche che, avverso l'ordinanza in oggetto, l'azienda si accingeva a proporre ricorso, depositato poi in data 23 maggio 2016 per entrambe le sentenze in oggetto;
    in data 6 maggio 2016, Alcatel-Lucent inviava ai due lavoratori una raccomandata dove indicava che manifestava l'intenzione di risolvere comunque il rapporto di lavoro dei suddetti signori per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 604 del 1966. L'azienda si dichiarava disponibile da subito a ricercare eventuali misure di assistenza in favore dei dipendenti e precisava di essere disponibile ad offrire, in ipotesi di non opposizione al licenziamento, un importa titolo di incentivo all'esodo, chiedendo che venisse attivata la procedura innanzi alla commissione di conciliazione di cui all'articolo 410 del codice di procedura civile. Sempre l'azienda, specificava poi che, salvo diverso esplicito accordo scritto, la comunicazione del licenziamento avrebbe prodotto effetti dalla ricezione della raccomandata in oggetto come previsto dall'articolo 1, comma 41, della legge n. 92 del 2012, considerando il periodo dalla ricezione della missiva fino alla definizione della procedura, come preavviso di licenziamento;
    i lavoratori in oggetto, hanno da subito rigettato ogni proposta alternativa dell'azienda, chiedendo che fossero applicate, nella totalità, le sentenze emesse dal  tribunale di Milano nei loro confronti;
    vi sarebbero, a quanto risulta agli interroganti, altri 5 lavoratori di Alcatel-Lucent che, per il licenziamento da loro ritenuto per ingiusta causa, che avrebbero fatto ricorso e che allo stato attuale avrebbero in attesa di sentenza,

impegna il Governo:

   ad assumere iniziative urgenti, per quanto di competenza, affinché la società Nokia/Alcatel-Lucent non attui la riduzione di personale annunciata con misure traumatiche e contemporaneamente non benefici di erogazioni pubbliche a fondo perduto;
   ad assumere ogni iniziativa di competenza, nell'ambito degli interventi tesi a salvaguardare i livelli occupazionali, volta a ridurre i motivi di conflittualità tra azienda e dipendenti e ad evitare che si possano ripetere casi come quelli dei lavoratori indicati in premessa.
(7-01040) «Tripiedi, Dall'Osso, Cominardi, Ciprini, Lombardi, Chimienti, Pesco, Alberti, Paolo Nicolò Romano, Toninelli, Villarosa, De Rosa, Baroni, Micillo, Mannino, Massimiliano Bernini, Mantero, Grillo, Silvia Giordano, Gagnarli, Busto».