• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13731    è di poche settimane fa la notizia del sequestro dei depuratori nei comuni di Amalfi, Praiano, Maiori, Ravello, Atrani e Cetara;    secondo quanto riferito dalla procura, i...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13731presentato daCIRIELLI Edmondotesto diGiovedì 7 luglio 2016, seduta n. 649

   CIRIELLI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
   è di poche settimane fa la notizia del sequestro dei depuratori nei comuni di Amalfi, Praiano, Maiori, Ravello, Atrani e Cetara;
   secondo quanto riferito dalla procura, i depuratori della Costiera amalfitana non effettuerebbero una vera e propria forma di depurazione, bensì sverserebbero in mare i reflui urbani, immettendo così nelle acque sostanze tossiche superiori a quanto consentito;
   tutti gli impianti di depurazione sottoposti a sequestro sarebbero risultati, infatti, privi di autorizzazione per lo scarico in mare e le analisi successive effettuate su ordine della procura avrebbero evidenziato l'inefficienza della depurazione;
   secondo quanto verificato nel corso delle indagini, ad esempio, i reflui prodotti dal comune di Atrani avrebbero comportato il deturpamento del vicino torrente Dragone e gli specchi d'acqua antistanti il litorale di Atrani, così come analoga situazione per i sistemi di Ravello e Cetara;
   in particolare, è emerso dalle indagini che, nel caso dei tre impianti di Ravello, la presenza di fanghi e residui solidi vari, confluendo essi nel torrente Sambuco che poi confluisce con il Regina Minor, avrebbe causato problemi al litorale di Minori;
   a far scattare le indagini, in tutti i casi, sono state le relazioni dell'Arpac che hanno notato la presenza negli scarichi a mare di chiazze marroni, residui schiumosi, solidi e la presenza di batteri pericolosi per la salute umana: di qui le indagini delegate prima ai carabinieri del nucleo ecologico e poi alla guardia costiera e l'individuazione delle singole responsabilità;
   a carico degli indagati, tra cui compaiono gli amministratori e i tecnici della Ausino, società affidataria della gestione degli impianti, le accuse sono di danneggiamento di beni pubblici, getto pericoloso, deturpamento di bellezze naturali, nonché, con riferimento all'impianto di Ravello, il deposito incontrollato dei rifiuti;
   tra gli indagati ci sono anche sindaci e dirigenti pubblici, a carico dei quali è stato contestato il reato di omissione di atti di ufficio, per avere violato gli obblighi normativi e funzionali connessi alle loro cariche; mentre i gestori degli impianti dovranno rispondere di frode in pubbliche forniture per avere omesso di assicurare i lavori di manutenzione alle reti idriche e fognarie;
   il lavoro portato avanti dalle forze dell'ordine e dalla magistratura accende inevitabilmente i riflettori sulla necessità di controlli sull'intero territorio provinciale, a partire dal capoluogo, e, in particolare, sull'opportunità di far luce sulle spese effettuate dai comuni in tema di depurazione;
   cinque anni fa, la provincia di Salerno, grazie anche all'allora assessore regionale all'ambiente, Giovanni Romano, era riuscita ad ottenere 89 milioni di euro di fondi del CIPE per la depurazione di tutto il territorio –:
   se i Ministri siano a conoscenza di fatti esposti in premessa e, quali urgenti iniziative, per quanto di competenza, ritengano opportuno adottare per verificare come siano stati spesi fondi statali ottenuti, dal momento che le acque del territorio campano risultano ancora inquinate;
   se si intenda promuovere un monitoraggio della situazione ambientale e dell'inquinamento complessivo dalle coste e del mare in Campania, anche ai fini dell'individuazione delle cause che stanno alla base delle inefficienze amministrative descritte in premessa. (4-13731)