• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13725    l'articolo 1, comma 117, della legge n. 190 del 2014 dispone che: «In deroga a quanto disposto dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13725presentato daD'AGOSTINO Angelo Antoniotesto diGiovedì 7 luglio 2016, seduta n. 649

   D'AGOSTINO e DI LELLO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   l'articolo 1, comma 117, della legge n. 190 del 2014 dispone che: «In deroga a quanto disposto dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, si applicano ai fini del conseguimento del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso dell'anno 2015, senza la corresponsione di ratei arretrati, sulla base della normativa vigente prima dell'entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, anche agli ex lavoratori occupati nelle imprese che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica, che hanno cessato il loro rapporto di lavoro per effetto della chiusura, dismissione o fallimento dell'impresa presso cui erano occupati e il cui sito è interessato da piano di bonifica da parte dell'ente territoriale, che non hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente, che risultano ammalati con patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta ai sensi dell'articolo 13, comma 7, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni»;
   l'articolo 1, comma 276, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, fa espressamente riferimento all'istituzione di un fondo «finalizzato all'accompagnamento alla quiescenza, entro l'anno 2018, dei lavoratori di cui all'articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, che non maturino i requisiti previsti da tale disposizione; le risorse del fondo sono ripartite tra i lavoratori di cui al presente comma sulla base di criteri e modalità stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge»;
   le norme contenute nelle due ultime leggi di stabilità erano finalizzate a risolvere il problema dei lavoratori che hanno contratto patologie legate all'inalazione di fibre di amianto che diversamente non avrebbero maturato i requisiti nemmeno con la norma «pre Fornero»;
   il contenuto del decreto ministeriale, invece, nei fatti esclude tutti quelli che non maturano i requisiti nei prossimi tre anni e quelli che svolgono attività lavorativa. Di fatto, si esclude anche la possibilità dei tre anni di contribuzione figurativa per gli esclusi, solo per il fatto di non perfezionare i requisiti nel 2016, 2017, 2018;
   si ripresenta esattamente la circostanza verificatasi con la legge stabilità 2014 grazie alla quale solo pochi lavoratori poterono usufruire dei relativi benefici;
   proprio per tale circostanza, il legislatore ha ritenuto di creare il fondo di cui all'articolo 1, comma 276, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
   il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 29 aprile 2016, «Benefici previdenziali riconosciuti a ex lavoratori occupati nelle imprese che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica, affetti da patologia asbesto-correlata, derivante da esposizione all'amianto, ai sensi dell'articolo 1, comma 276, legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016)», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – serie generale n. 134 del 10 giugno 2016, reca il regolamento del citato Fondo, individuando all'articolo 2 come «destinatari» dei benefici i soggetti che: – non svolgono alcuna attività lavorativa alla data di presentazione della domanda di cui all'articolo 4; – perfezionano i requisiti pensionistici utili a comportare la decorrenza della pensione di anzianità di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto, negli anni 2016, 2017 e 2018;
   ad avviso degli interroganti la previsione di un fondo con una sua dotazione finanziaria non può essere evasa dalla previsione del decreto ministeriale che nei «considerato» esplicita la finalità, stabilendo che «è necessario provvedere a stabilire i criteri e le modalità di ripartizione del suddetto fondo tra i lavoratori di cui al medesimo comma» –:
   come si concili il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 29 aprile 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale – serie generale 134 del 10 giugno 2016 con il dettato legislativo che prevede l'istituzione di un fondo e non già la regolazione di «benefici previdenziali»;
   sulla base di quali presupposti i soggetti con i requisiti previsti dalla norma del 2014 (articolo 1, comma 117, legge n. 190 del 2014) e richiamata dalla normativa del 2015 (articolo 1, comma 2776, della legge n. 208 del 2015), siano stati esclusi dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (articolo 2 «destinatari») perché non perfezionano i requisiti per essere posti in quiescenza negli anni 2016-2017-2018 (articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali);
   come si giustifichi l'impossibilità di presentazione della domanda di accesso al fondo per i soggetti che svolgono attività lavorativa alla luce della normativa approvata. (4-13725)