• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/09110    il 6 giugno 2011 le Società scientifiche italiane che operano nel campo della contraccezione, ovvero la Società Italiana della contraccezione (SIC) e la Società medica italiana per la...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09110presentato daPINI Giudittatesto diGiovedì 7 luglio 2016, seduta n. 649

   GIUDITTA PINI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
   il 6 giugno 2011 le Società scientifiche italiane che operano nel campo della contraccezione, ovvero la Società Italiana della contraccezione (SIC) e la Società medica italiana per la contraccezione (SMIC), hanno redatto un documento comune, «Position paper sulla contraccezione d'emergenza per via orale», che parte dalla definizione di contraccezione d'emergenza fornita dall'Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui la contraccezione d'emergenza è una «metodica contraccettiva», poiché «può solo prevenire e non interrompere una gravidanza». Come tale la legislazione nazionale non prevede l'obiezione di coscienza di medici, farmacisti e personale sanitario;
   l'11 maggio 2015 HRA Pharma Italia ha annunciato la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'8 maggio 2015 della determina con cui l'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha dato la possibilità di ottenere direttamente in farmacia la pillola per la contraccezione d'emergenza ellaOne, senza più la necessità di prescrizione. Inoltre, è stata abolita l'obbligatorietà del test di gravidanza che era prevista precedentemente;
   sulla base del riconoscimento da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP), il quale ha dichiarato il contraccettivo d'emergenza ellaOne più efficace rispetto alla «pillola del giorno dopo», se usato durante le prime 24 ore, e sicuro anche senza prescrizione, la delibera dell'AIFA ha recepito la decisione della Commissione europea di consentire l'accesso a ellaOne direttamente in farmacia in tutti gli Stati membri dell'Unione europea;
   con la determina dell'AIFA n. 219 del 1o febbraio 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo 2016, è stato soppresso l'obbligo di prescrizione per il farmaco Norlevo per le donne maggiorenni, mentre per quanto riguarda le ragazze minorenni è ancora necessaria la prescrizione e si applica l'articolo 2 della legge n. 194 del 1978;
   il regio decreto n. 1706 del 1938, tuttora vigente, all'articolo 38 sancisce che: «i farmacisti non possono rifiutarsi di vendere le specialità medicinali di cui siano provvisti e di spedire ricette firmate da un medico per medicinali esistenti nella farmacia. I farmacisti richiesti di specialità medicinali nazionali, di cui non siano provvisti, sono tenuti a procurarle nel più breve tempo possibile, purché il richiedente anticipi l'ammontare delle spese di porto»;
   il 25 febbraio 2011 il Comitato nazionale per la bioetica rilasciava un parere non vincolante dal titolo «Nota in merito alla obiezione di coscienza del farmacista alla vendita di contraccettivi d'emergenza» che, al punto 3, «diritto all'ottenimento del farmaco», scrive: «A fronte dell'ipotesi che il legislatore riconosca il diritto all'obiezione di coscienza del farmacista e degli ausiliari di farmacia, i componenti del CNB si sono trovati d'accordo che nel rispetto dei principi costituzionali, già richiamati in premessa, si debbano considerare e garantire gli interessi di tutti soggetti coinvolti. L'obiezione di coscienza deve essere esercitata in modo responsabile in maniera tale da non interrompere l’iter che conduce alla libera risoluzione del paziente, alle sue successive opzioni di assumere un farmaco, sotto la responsabilità morale e giuridica del medico. Presupposto necessario e indispensabile per l'eventuale riconoscimento legale dell'obiezione di coscienza è, dunque, l'affermazione del diritto di ognuno ad ottenere le prestazioni dovute per legge: solo se tale presupposto viene stabilito in via prioritaria e con le indicazioni delle misure idonee affinché non venga di fatto vanificato, si creano le condizioni per evitare un conflitto di coscienza che potrebbe essere dannoso per l'ordinato svolgimento della vita sociale»;
   in conclusione il CNB dichiara che «la donna debba avere in ogni caso la possibilità di ottenere comunque il farmaco prescritto e che spetti al legislatore prevedere i sistemi più adeguati nell'esplicitazione degli strumenti necessari e delle figure responsabili per l'attuazione di questo diritto. Il CNB raccomanda che le Istituzioni e le Autorità competenti, sentiti gli organi professionali coinvolti, anche ai sensi dell'articolo 117, lettera m) della nostra Carta costituzionale, a fronte di uno specifico intervento normativo che preveda il diritto all'obiezione di coscienza per i farmacisti e gli ausiliari, adottino le necessarie disposizioni per fornire una corretta e completa informazione agli utenti e garantiscano, a tutela dei cittadini, la dispensa dei farmaci prescritti da ricetta medica in tempi utili in relazione alla loro efficacia»;
   in Parlamento è stata depositata da poco una proposta di legge (A.C. 3805) assegnata alla Commissione affari sociali della Camera dei deputati che chiede il riconoscimento della facoltà di obiettare per i farmacisti –:
   quali iniziative il Ministro interrogato abbia intrapreso per garantire l'accesso ai farmaci in tutte le farmacie nel territorio nazionale;
   se il Ministro interrogato ritenga opportuno assumere iniziative, anche attraverso circolari ministeriali, per chiarire, ribadire e rafforzare il diritto dei richiedenti all'accesso ai farmaci. (5-09110)