• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13779    a Gifflenga, comune della provincia di Biella, l'azienda Premar (che ha già una sede nel comune e opera nel campo rifiuti industriali e speciali) ha presentato all'amministrazione locale...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13779presentato daBUSTO Mirkotesto diMercoledì 13 luglio 2016, seduta n. 653

   BUSTO, DAGA, DE ROSA, MANNINO, MICILLO, TERZONI e ZOLEZZI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   a Gifflenga, comune della provincia di Biella, l'azienda Premar (che ha già una sede nel comune e opera nel campo rifiuti industriali e speciali) ha presentato all'amministrazione locale il progetto di un impianto sperimentale che tratterebbe materie plastiche per ricavarne olio minerale;
   l'impianto andrebbe a insediarsi in un'area interessata dalla coltivazione del «riso di Baraggia Biellese e Vercellese» a cui, nell'agosto 2007, a livello europeo, è stato riconosciuto il marchio denominazione di origine protetta (DOP) e la cui zona di coltivazione comprende anche il comune stesso di Gifflenga;
   dieci associazioni ambientaliste hanno scritto una lettera aperta al sindaco del predetto comune per ricevere maggiori informazioni in merito al progetto senza ricevere esaurienti risposte, come si ricava dall'articolo «Gifflenga: Premar, dieci tra associazioni e movimenti scrivono al sindaco» del 17 maggio 2016, pubblicato dal quotidiano online NewsBiella.it;
   da altro articolo stampa in data 20 maggio 2016 e dal titolo «No degli ambientalisti all'impianto di pirolisi» si apprende che l'azienda Premar, in merito all'autorizzazione richiesta, si è rivolta al Ministero dello sviluppo economico per il riconoscimento del brevetto per detto impianto che sarà di tipo sperimentale. Per la precisione il quotidiano online Biella Cronaca cita che: «la ditta in questione di Gifflenga ha inviato al Ministero dello Sviluppo economico un'istanza per ottenere l'autorizzazione e il brevetto per un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti» e che tale istanza è stata inviata in copia al Comune interessato nel mese di marzo 2016;
   il sindaco ha convocato un incontro pubblico dove i cittadini hanno avanzato numerosi dubbi e preoccupazioni per il nuovo eventuale insediamento, come si evince dal resoconto stampa del 12 giugno 16 «È guerra sulla pirolisi: «Troppi rischi» Medici e comitati critici, ma il sindaco assicura: «Tutelerò la salute dei cittadini», pubblicato sul quotidiano nazionale «La Stampa» edizione di Biella;
   negli ultimi 2-3 anni in Piemonte sono stati presentati, senza ottenere la finale autorizzazione, 7-8 analoghi impianti (pirolisi e/o pirogassificazione di rifiuti o biomasse con tecnologia del cracking catalitico), in particolare vi è stato un caso molto simile nel vicino comune di Arborio (provincia di Vercelli, ma anche in questo caso territorio di coltura del riso DOP di Baraggia, vedasi notizia stampa del 25 settembre 2015 dal titolo "La Conferenza dei servizi in Provincia «stoppa» il progetto per l'impianto di pirolisi ad Arborio" dal quotidiano nazionale «La Stampa» edizione di Vercelli);
   come si apprende dall'articolo stampa de Il Biellese del 24 giugno 2016 «Premar, Roma chiede le integrazioni», il giorno 15 giugno 2016 si è svolta presso il Ministero dello sviluppo economico e per la precisione presso la direzione generale sicurezza dell'approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche – Divisione IV «Mercato e logistica dei prodotti petroliferi e dei carburanti», una conferenza servizi preliminare;
   sempre dal sopra citato articolo stampa si apprende che «la pratica è di diretta competenza ministeriale» e «che sarà il Ministero dello Sviluppo Economico a rilasciare l'autorizzazione finale» –:
   se il Governo, nel valutare la sussistenza dei presupposti per la realizzazione dell'impianto di trattamento dei rifiuti e gli impatti sul sistema ambientale, sociale e produttivo, intenda favorire, per quanto di competenza, l'accoglimento della richiesta proveniente da più soggetti e associazioni di valutare la cosiddetta «opzione zero» o attivarsi per individuare soluzioni alternative;
   considerato che il progetto di cui in premessa è soggetto a brevetto e coperto da clausole di riservate, quali iniziative di competenza intenda intraprendere per garantire che con riguardo alla realizzazione dell'intervento siano previsti strumenti informativi utili e idonee forme di partecipazione della popolazione e delle organizzazioni sociali che hanno espresso contrarietà alla realizzazione dell'impianto;
   se non si ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, promuovere una valutazione d'impatto sanitario (VIS) per conoscere la reale condizione di salute dei cittadini e valutare l'incidenza, nel tempo, dell'impatto dell'impianto.
(4-13779)