• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/09295    una recente indagine della Guardia di finanza denominata «operazione Labirinto», che si è conclusa con l'arresto di 24 persone, ha portato alla luce una oscura vicenda di corruzione e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09295presentato daSPESSOTTO Ariannatesto diMercoledì 27 luglio 2016, seduta n. 663

   SPESSOTTO, LIUZZI, NICOLA BIANCHI, CARINELLI e DELL'ORCO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   una recente indagine della Guardia di finanza denominata «operazione Labirinto», che si è conclusa con l'arresto di 24 persone, ha portato alla luce una oscura vicenda di corruzione e consulenze fittizie pagate in cambio dell'ottenimento di canali privilegiati con la pubblica amministrazione per l'aggiudicazione di appalti milionari;
   nelle carte delle indagini, che hanno portato agli arresti domiciliari, tra gli altri, di Giuseppe Dal Cortivo, presidente e amministratore delegato della multinazionale di Verona Cad it, è emerso un coinvolgimento diretto nella vicenda della società veronese, la quale si è aggiudicata, tra il 2008 e il 2014, appalti e lavori con Poste Italiane, per oltre 47 milioni di euro;
   in particolare, a seguito della partecipazione alla gara indetta da Poste, il 7 ottobre del 2008, Cad it, società specializzata nella fornitura di software al settore creditizio e all'impresa, si è aggiudicata l'appalto di una piattaforma informatica per un valore di oltre 13 milioni di euro;
   in occasione del suddetto bando europeo milionario, per la fornitura della piattaforma applicativa per la gestione dell'operatività nel settore dei «servizi di investimento presso terzi» è altresì emersa dalle indagini una consulenza da 420 mila euro che la multinazionale veronese avrebbe affidato l'anno prima alla Piao Snc, società di consulenza riferibile ad Alberto Orsini, uno dei personaggi chiave dell'operazione «Labirinto», proprio in vista del bando di gara europeo;
   nello sviluppo delle indagini è inoltre emerso che, già prima dell'ottobre del 2008, la Cad aveva fornito servizi alle Poste Italiane (affidati direttamente) per 47 mila euro (12 maggio dello stesso anno), e si era aggiudicata due gare sottosoglia comunitaria per 370 mila euro il 28 maggio e per 176.990 euro il 24 giugno;
   altre 4 gare Cad It se le sarebbe aggiudicate tra il 2013 e il 2014, ma la polizia giudiziaria avrebbe accertato che tra le prime e le successive, a partire dal 2013, si collocherebbero numerose altre forniture affidate con il sistema diretto – in totale sarebbero 51 – per un importo complessivo di oltre 34 milioni di euro;
   tra i facilitatori degli appalti ci sarebbe anche il faccendiere Raffaele Pizza – fratello dell'ex sottosegretario nel Governo Berlusconi Giuseppe Pizza – che avrebbe sfruttato le sue conoscenze in ambito politico per favorire le aziende che pagavano per ottenere l'aggiudicazione degli appalti;
   secondo gli inquirenti, dunque, «grazie ai legami stabiliti già allora con organi di vertice delle Poste, in particolare con Massimo Sarmi», Pizza, nell'ambito del suo ruolo di mediatore, avrebbe introdotto Cad it in questo settore e poi favorito i contatti tra i referenti della società e Alberto Orsini;
   in particolare, nel gennaio 2015, parlando con Roberto Boggio (anch'egli indagato) Pizza sottolinea di essere in «rapporti di amicizia con Sarmi (Poste Italiane) e con i proprietari di Cad It, di averli aiutati più volte in passato e di aver ricevuto all'epoca sollecitazioni da parte di alcuni referenti della società per un suo ulteriore intervento in vista della partecipazione di Cad It ad una gara di appalto dell'Inps (da 180 milioni di euro)»;
   secondo quanto riportato da organi di stampa, dal febbraio 2008 al 2013 la società veronese Cad It avrebbe versato, per delle consulenze aziendali fittizie, quasi 800 mila euro a favore della Piao snc, fondi che in realtà sarebbero serviti per aiutare in maniera illecita la ditta, veronese nell'aggiudicazione degli appalti con Poste Italiane;
   Massimo Sarmi, ex «numero uno» di Poste italiane, avrebbe negato il suo coinvolgimento personale per favorire l'assegnazione di commesse o agevolare procedure di appalto in favore della Cad It –:
   se il Governo sia al corrente della grave vicenda esposta in premessa e se non intenda chiedere chiarimenti a Poste italiane in merito alle procedure di affidamento degli appalti, aggiudicati tra il 2008 e il 2013, nell'ambito della fornitura delle piattaforme informatiche per la gestione dell'operatività nei servizi di investimento, nel rispetto dei principi di correttezza e trasparenza. (5-09295)