• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/09287    il 14 luglio 2016, a due anni dalle «Disposizioni urgenti per il rilancio del turismo» varate dal Governo Renzi e che trasformarono Enit in ente pubblico economico, il soggetto che...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-09287presentato daRICCIATTI Laratesto diMercoledì 27 luglio 2016, seduta n. 663

   RICCIATTI, FERRARA, COSTANTINO, PANNARALE, GIANCARLO GIORDANO, FRATOIANNI, SCOTTO, PIRAS, QUARANTA, MELILLA, DURANTI, SANNICANDRO e FAVA. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che:
   il 14 luglio 2016, a due anni dalle «Disposizioni urgenti per il rilancio del turismo» varate dal Governo Renzi e che trasformarono Enit in ente pubblico economico, il soggetto che dovrebbe occuparsi di promozione del brand Italia sui mercati internazionali del turismo, ha presentato il piano strategico 2016-2018 (un piano di promo-commercializzazione turistica), presso l'Auditorium del Parco della Musica, a Roma;
   il documento, relativo al piano triennale di Enit da 84 milioni di euro fino al 2018, composto da circa sessanta pagine, presenta per gli interroganti una serie di criticità: 1) non c’è traccia di pianificazione strategica; 2) non è presente alcuna linea di azione in termini di mercati a cui tendere, segmenti da aggredire, leve industriali e finanziarie da utilizzare; 3) mancano gli obiettivi economici finali e intermedi da far conseguire al settore, gli step temporali di realizzazione e l'indicazione precisa dell'utilizzo risorse sui macro-programmi;
   le «linee guida della programmazione triennale» contengono una serie di capitoli, su alcuni punti chiave, come il «presidio sui mercati avanzati», il «rafforzamento nei mercati in rapido sviluppo», i nuovi collegamenti», il «turismo domestico», ma per ognuno degli ambiti non si riscontra alcuna indicazione operativa;
   nel documento figurano anche una quindicina di pagine di inquadramento sul: turismo nel mondo, sul turismo in Europa, sulla ricettività ed economia turistica italiana, sulle caratteristiche quantitative del turismo incoming, ma senza alcuna specifica;
   il piano enuncia anche il capitolo digitale, Italia.it e social media. Il piano di intervento, si legge nelle relative pagine, su Italia.it, prevede due fasi: la riorganizzazione e l'ottimizzazione della versione attuale del sito, nel breve termine, e la progettazione/realizzazione di un nuovo sito che superi le rigidità strutturali e i limiti di quello attuale, nel medio termine;
   le ultime ventiquattro pagine del piano con grande genericità, riguardano una serie di ambiti promozionali, come «natura e paesaggi rurali», «borghi e patrimonio immateriale», «cultura diffusa e poli museali minori», «cammini e itinerari religiosi», «food e itinerari del gusto» e «lusso»;
   ognuno degli ultimi tre Ministri competenti in materia di turismo hanno elaborato un suo piano di promozione e valorizzazione dei giacimenti culturali della penisola: piani pensati ma mai realizzati: dal famoso progetto di rilancio del Ministro pro tempore Piero Gnudi con le sue 62 azioni guida a quello del Ministro pro tempore Massimo Bray, fino al laboratorio digitale del turismo voluto dal Ministro Dario Franceschini, ma senza riuscire a dare la scossa necessaria al turismo italiano. In aggiunta sono state progressivamente stravolte le strutture di promozione turistica, cambiati i dirigenti e bloccati gli enti che lo dovevano gestire;
   l'Enit dovrebbe avere come compito quello di tentare, l'ennesimo, rilancio del turismo italiano ma dovrebbe diventare un ente più articolato, una struttura capace di promuovere efficacemente il made in Italy nel turismo, ma anche la promozione e lo sviluppo del turismo congressuale e fieristico; cosa che da anni puntualmente non avviene e nonostante la presentazione periodica di piani non riesce ad assumere il sostegno al turismo in Italia come una attività strategica, tenuto conto, anche, dello stato di abbandono in cui versano, ad esempio, le strutture dell'Enit all'estero;
   da più parti si paventa l'accorpamento dell'Enit nell'Istituto per il commercio estero (Ice), con la contestuale assegnazione al Ministero dello sviluppo economico della direzione generale del turismo, ora incardinata presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo –:
   tenuto conto di quanto esposto in premessa e dell'importanza di un'attività strategica continuativa ed efficace per lo sviluppo del turismo interno e dall'estero, se il Governo non ritenga, al fine di dare 9 impulso ad un settore importante anche in termini di risposta alla crisi economica, di valutare iniziative per l'accorpamento dell'Enit all'Ice e il contestuale passaggio della direzione generale del turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo al Ministero dello sviluppo economico. (5-09287)