• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.1/01332    premesso che:     il trasporto sanitario d'urgenza con mezzo aereo di Stato è regolato dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 25 luglio 2008...



Atto Camera

Mozione 1-01332presentato daVARGIU Pierpaolotesto diMartedì 26 luglio 2016, seduta n. 662

   La Camera,
   premesso che:
    il trasporto sanitario d'urgenza con mezzo aereo di Stato è regolato dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 25 luglio 2008 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 196 del 27 agosto 2008 che, all'articolo 2, dispone che: «Il trasporto aereo di Stato per motivi sanitari di urgenza è disposto in favore di cittadini italiani gravemente ammalati o traumatizzati, nei casi di imminente pericolo di vita, quando non sono trasportabili con altri mezzi e non esiste nel luogo ove si trovano La possibilità di assisterli adeguatamente. Può essere autorizzato il trasporto sanitario d'urgenza anche quando debbono essere eseguiti interventi sanitari entro limiti di tempo determinati ed improrogabili, come nel caso di trapianti di organi, per il trasporto di organi da trapianto o di personale sanitario per l'esecuzione dei trapianti stessi»;
    secondo tale direttiva, le richieste di trasporto sanitario d'urgenza sono rivolte dalle prefetture ovvero dalle rappresentanze diplomatiche competenti all'Aeronautica militare che provvede direttamente alla loro trattazione secondo le procedure già in uso, impiegando gli appositi aeromobili acquisiti e gestiti dall'Aeronautica e delle relative strutture. L'Ufficio preposto al «Servizio per i voli di Stato, di governo e umanitari» è direttamente gestito dal segretario generale di Palazzo Chigi con autonomia funzionale ed operativa;
    da un punto di vista pratico, la richiesta di trasporto sanitario d'urgenza deve essere preventivamente rivolta alla prefettura ovvero alla Rappresentanza diplomatica da una struttura sanitaria. L'ufficio preposto di Palazzo Chigi deve poi verificare l'effettiva necessità del volo, assicurarsi che il paziente sia adeguatamente accompagnato (da medici, infermieri, familiari, eccetera), acquisire l'indicazione di eventuali apparecchiature mediche da utilizzare in volo, acquisire la documentazione relativa al trasporto (generalmente effettuato dal Servizio 118) da e per l'aeroporto e la struttura sanitaria e conoscere le esigenze relative ai tempi dell'operazione;
    per attivare il trasporto aereo di Stato è necessaria la seguente documentazione:
    certificazione a cura della struttura sanitaria che dichiari, oltre alla diagnosi, che il paziente è trasportabile con aeromobile, è/non è barellato, non è affetto da malattie contagiose, necessita/non necessita di assistenza a bordo con medico e/o infermiere, i cui nominativi verranno indicati tempestivamente non appena individuati, ha/non ha bisogno di strumentazione sanitaria a bordo (tale strumentazione deve essere fornita dalla struttura sanitaria richiedente, deve essere auto alimentata e di piccole dimensioni);
    dichiarazione dell'interessato di esonero dell'equipaggio e della pubblica amministrazione da qualsiasi responsabilità in via diretta o di rivalsa. Detta dichiarazione deve essere firmata dal paziente o, se minore, dall'esercente la patria potestà, oppure, se impossibilitato, dal più stretto familiare;
    attestazione della struttura sanitaria richiedente che provvederà al trasporto fino all'aeromobile e attestazione, da parte della struttura sanitaria richiedente o del medico curante, delle necessarie intese con la struttura sanitaria ricevente per il trasporto e il ricovero del paziente;
    per i voli sanitari d'urgenza, l'Aeronautica militare mette generalmente a disposizione il 31o stormo, composto da due gruppi di volo, il 306o e il 93o. Il 306o gruppo ha in carico i velivoli Dassault Falcon 50 e gli Airbus A319CJ, mentre il 93o Gruppo ha in carico i Dassault Falcon 900EX, 900EASy e gli elicotteri SH3D/TS;
    il 31o stormo assicura un adeguato livello di prontezza operativa, garantendo generalmente la copertura su tutto il territorio nazionale e anche all'estero, qualora richiesto dalla missione. A rotazione, i reparti mantengono un equipaggio ed un aereo in allerta per decollare entro le due ore dalla chiamata ed un secondo equipaggio di scorta pronto al decollo entro le sei ore dalla chiamata. Ogni equipaggio è formato da due piloti, uno specialista di volo ed un assistente di bordo. I due piloti hanno la responsabilità della condotta del velivolo, mentre lo specialista e l'assistente di bordo si limitano a coordinare le operazioni di terra (trasbordo dei pazienti e delle attrezzature medico-sanitarie). La med-crew non è mai ricompresa nell'equipaggio del volo militare;
    sebbene i voli (nazionali, internazionali ed intercontinentali) sanitari d'urgenza effettuati con velivoli militari siano in costante diminuzione (51 voli nel 2014 per un totale di circa 300 ore di volo; 30 nel 2015 per quasi 177 ore di volo; 14 voli al giugno 2016, pari a circa 96 ore di volo), il loro costo medio rimane comunque altissimo: circa 9.000 euro/h, escluso il personale medico e l'attrezzatura sanitaria. Il costo annuale si stima sia stato di circa 2,7 milioni di euro nel 2014; di 1,6 milioni di euro nel 2015 e di quasi 1 milione di euro fino al giugno 2016; costo che, coinvolgendo flotte e apparati militari, va ragionevolmente moltiplicato per tre, per un onere a carico dello Stato intorno agli 8 milioni di euro nel 2014; a 4,8 milioni di euro nel 2016 e a 2,6 milioni di euro fino al giugno 2016 (ovvero, quasi 160.000 ad personam);
    al di fuori dal trasporto sanitario d'urgenza tradizionalmente inteso, si stima che siano circa 800 mila i pazienti «migranti» costretti ogni anno a stressanti e costosi trasferimenti da una regione ad un'altra (generalmente dal sud al nord) per sottoporsi a visite, esami ed interventi. Tra questi, vi sono anche i trasferimenti più strazianti che coinvolgono malati terminali che decidono di trascorrere gli ultimi giorni di vita, assistiti dai congiunti, nelle proprie abitazioni, piuttosto che in strutture assistenziali lontane dalla propria abituale residenza;
    seguendo il modello statunitense, il nostro Paese sta consolidando la prassi che vede numerosi ospedali (soprattutto pediatrici) stipulare convenzioni con strutture alberghiere, residence, case accoglienza, ma anche compagnie aeree, allo scopo di alleviare difficoltà e costi logistici e di trasporto per i pazienti e per le loro famiglie. Appare evidente che le procedure previste dalla normativa vigente in materia di trasporto sanitario d'urgenza fatichino a rispondere adeguatamente ad una domanda sempre più diversificata di servizi sanitari e al contempo fornire alti standard qualitativi a costi sostenibili. Quest'ultimo aspetto presenta le maggiori criticità, soprattutto alla luce del dato economico che evidenzia come il costo di un'ora su un velivolo militare superi di quasi 4 volte il costo orario su un aereo ambulanza privata;
    da diversi anni, in molti Paesi dell'Unione europea (Ue) ed extra Ue il servizio di aero ambulanza viene gestito da compagnie private accreditate e certificate che, grazie a convenzioni con società assicurative, ospedali nazionali ed internazionali, centri di cura di eccellenza, consolati e ambasciate, riescono a rendere il proprio servizio fruibile ad un, ampio bacino di utenza. Anche per effetto della sostanziale disattenzione da parte delle istituzioni statali, rispetto agli altri Paesi, il servizio privato di voli ambulanza in Italia è adora un settore di nicchia in una fase pionieristica. Di fatto, esiste un unico operatore che offre un servizio di air ambulance certificato da Eurami, la più importante società di accreditamento sanitaria europea in grado di coprire, su scala nazionale ed internazionale, qualsiasi tipo di trasporto aereo d'urgenza, ivi comprese le innumerevoli necessità di rimpatrio per malattia improvvisa o grave infortunio, specie all'estero. Le sette compagnie italiane di aerotaxi riconosciute da Enac non sono incentivate a praticare servizi sanitari e ultimamente molte di loro hanno deciso di trasferire le proprie flotte all'estero;
    ogni aereo ambulanza privata (Cessna Citation e Piper Cheyenne) offre una disponibilità h 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni l'anno, osserva le procedure internazionali del settore, è equipaggiato permanentemente come centro terapia intensiva (full ICU) e dispone di tecnologie e strumentistica di ultima generazione (barelle Spectrum Aeromed, riserva di 02 per 3.600 lt, inverter, 4 prese elettriche da 220 W, impianto aspirazione fisso, erogazione di 02, Mortara monitor multiparametrico Corpuls-3, Draeger ventilatore Polmonare Oxylog 3000 Plus, Fresenius agilia pompe infusione, Vidacare ez-10 sistema infusione intraossea, Laerdal aspiratore, Esaote eco-cardio mylab sat a colori, Abbott emogas analizzatore I-Statt, acls-Ferrino zaini e scorta farmaci, e altro). Ogni volo speciale è assistito da med-crew specializzata e addestrata composta da un medico anestesista rianimatore e da un infermiere di cure intensive e/o di pronto soccorso;
    a fronte di una richiesta annua domestica che si aggira intorno alle 3000 unità, i voli speciali di aereo ambulanza privata effettuati da aeromobili posizionati in Italia sono mediamente 200-300, equivalenti a circa 1000 ore di volo, per costi medi di 10/15 mila euro per singolo volo assistito e sempre comprensivo di med-crew e attrezzatura sanitaria;
    pur disponendo di flotte, tecnologie all'avanguardia e risorse umane d'eccellenza, il trasporto sanitario d'urgenza privato è escluso dai livelli essenziali di assistenza del nostro servizio sanitario nazionale. Tale limitazione non solo preclude ad un vastissimo bacino di utenza l'accesso ad un servizio di tutela della salute del cittadino, ma impedisce interessanti prospettive di crescita del mercato aereo sanitario nazionale;
    la crescente domanda di servizi sanitari pone la necessità di ottimizzare le prestazioni d'eccellenza offerte, dal servizio di aereo ambulanza privato e di metterle a disposizione del servizio sanitario nazionale, rendendole fruibili ad una platea sempre più vasta;
    il 25 marzo 2015 l'accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, riguardante «revisione e aggiornamento dell'accordo CSR del 21 dicembre 2006 sul coordinamento dei trasporti con le attività trapiantologiche» (Rep. Atti n. 55/CSR), ha introdotto rilevanti novità in tema di trasporti sanitari d'urgenza ed ha stabilito che siano le regioni e le province autonome a farsi carico di tutti i trasporti effettuati nell'ambito della attività di prelievo e trapianto, compreso, quando necessario, il trasporto dei trapiantandi;
    allo scopo di redigere le nuove «Procedure operative per l'organizzazione del trasporto di pazienti per trapianto», il Centro nazionale trapianti ha commissionato al dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dell'Università di Bologna il monitoraggio del sistema dei trasporti aerei connessi alle attività trapiantologiche, al fine di ottenere la loro mappatura scientifica sull'intero territorio nazionale. Tale studio è stato condotto con un duplice scopo: razionalizzare il sistema dei trasporti in termini di efficacia ed efficienza e fissare le misure di sicurezza necessarie, nonché i requisiti indispensabili ai quali devono rispondere i trapianti. Dalla ricerca è emerso che in sei mesi (dal giugno al dicembre del 2015) sono stati effettuati 339 voli per il trasporto di materiale biologico, dell’équipe trapiantologiche e degli organi. Sono stati, inoltre, trasportati 121 pazienti con 30 voli effettuati dalla Aeronautica militare. I chilometri percorsi in volo dagli organi sono rispettivamente: 161.640 per il rene; 144.929 per il fegato; 39.030 per il polmone; 50.352 per il cuore e 7.153 per il pancreas. I tempi complessivi di trasporto (dal momento del prelievo a quello del trapianto) in funzione della percentuale «consumata» di tempo di ischemia è, per i trasporti aerei, in un range compreso tra il 26,3 e il 52,1 per cento. Tali tempi, dunque, sono compatibili con la qualità dell'organo e possono ulteriormente essere migliorati;
    con il suddetto accordo Stato-regioni del 25 marzo 2016, i trasferimenti sanitari d'urgenza riguarderanno non solo i trasporti di materiale biologico, delle équipe trapiantologiche e degli organi, ma anche quello dei trapiantandi, prima eseguito esclusivamente da mezzi dell'aeronautica militare. Il Cnt sarà, infatti, chiamato praticamente a contattare il paziente, ad informarlo sulla logistica e ad attivare tutti mezzi necessari nel caso di trasferimento (anche aereo) del medesimo. Il paziente sarà, dunque, preso totalmente in carico dalla rete trapiantologia sia dal punto di vista clinico, che dal punto di vista logistico. I centri trapianto e i centri regionali coinvolti saranno tenuti ad uno stretto coordinamento sotto la supervisione del Centro nazionale trapianti operativo;
    il nuovo regime mira a limitare l'impiego della flotta di Stato dell'aeronautica militare per il trasporto dei trapiantandi ai soli casi imprevedibili ed in presenza di circostanze eccezionali per le quali è stata prevista una particolare «procedura d'urgenza», in base alla quale il Centro nazionale dei trapianti – nei casi in cui le normali disposizioni messe in atto dalle regioni non fossero in grado di effettuare il trasporto – potrà richiedere l'intervento dei velivoli militari in estrema sintesi, l'accordo Stato-regioni del 25 marzo 2016 riconfigura l'intera organizzazione dei trasferimenti aerei collegati alle attività trapiantologiche e la complessiva attribuzione di competenze in materia, per effetto delle quali il trasporto dei trapiantandi non sarà più attribuito all'aviazione militare, ma posto a carico del Servizio sanitario nazionale. Conseguentemente, il Ministero della salute sarà chiamato a stabilire nuove facilitazioni per i pazienti, nonché nuove certificazioni di qualità per i vettori,

impegna il Governo:

   a monitorare la effettiva necessità di voli sanitari dedicati, mappando adeguatamente tutte le emergenze sanitarie che richiedono intervento immediato (emergenze chirurgiche e rianimatorie, trasporto di neonati e bambini nei centri specializzati, grandi ustionati), al di lì di quelle strettamente correlate al settore trapiantologico;
   a quantificare la dimensione dei voli sanitari attualmente effettuati da privati, a totale carico dei richiedenti (trasferimento di pazienti terminali e di intrasportabili);
   a calcolare, conseguentemente, i costi economici che deriverebbero dall'inserimento nei livelli essenziali di assistenza del trasporto aereo quando indispensabile per il rischio di vita del paziente, ovvero per necessità di trasferimento ineludibili legate alla terapia e impossibili da soddisfare attraverso i normali voli di linea (pazienti infetti, pazienti intrasportabili, pazienti che necessitino di speciale assistenza con macchinari);
   ad assumere iniziative per prevedere tale inserimento nei livelli essenziali di assistenza garantendo convenzioni-quadro nazionali con gli operatori del trasporto aereo sanitario alle quali possano aderire le regioni.
(1-01332) «Vargiu, Catalano, Dambruoso, Baradello, Fauttilli, Matarrese, Mongiello, Vezzali, Capua, Capelli».