• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02495/040/ ... premesso che; i commi 3-septies e 3-octies dell'articolo 24 del disegno di legge in esame intervengono in materia di concessioni demaniali marittime, sia sotto il profilo della proroga delle...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2495/40/05 presentato da ANDREA CIOFFI
giovedì 28 luglio 2016, seduta n. 617

Il Senato,
premesso che;
i commi 3-septies e 3-octies dell'articolo 24 del disegno di legge in esame intervengono in materia di concessioni demaniali marittime, sia sotto il profilo della proroga delle concessioni, che relativamente ai procedimenti pendenti per il pagamento dei canoni demaniali ed al termine per il riordino complessivo della materia;
a livello comunitario la Direttiva 2006/t23/CE "Bolkestein c.d. Direttiva Servizi" ha previsto che dal 1º gennaio 2016 le concessioni demaniali non potranno più essere rinnovate automaticamente, ma dovranno essere oggetto di un bando con procedura pubblica alla scadenza di ogni concessione. Infatti l'articolo 12 della direttiva servizi disciplina l'ipotesi specifica in cui, tenuto conto della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato. In tale contesto, essa prevede che gli Stati membri possano subordinare un'attività di sfruttamento economico a un regime di autorizzazione;
la normativa nazionale ha disposto una proroga automatica e generalizzata della data di scadenza delle concessioni rilasciate, anche senza previa procedura di selezione, per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi e lacustri (spiagge in particolare). La scadenza è stata da ultimo rinviata al 31 dicembre 2020;
la Corte di Giustizia dell'Unione europea si è recentemente pronunciata, con sentenza del 14 luglio 2016 sulle cause riunite C-4S8/14), sulla questione della proroga delle concessioni demaniali marittime e lacuali prevista dal diritto italiano, stabilendo che il diritto comunitario (articolo 49 TFUE) non consente che le concessioni per l'esercizio delle attività turistico-ricreative nelle aree demaniali marittime e lacustri siano prorogate in modo automatico in assenza di qualsiasi procedura di selezione dei potenziali candidati;
la Corte ha stabilito che il rilascio di autorizzazioni relative allo sfruttamento economico del demanio marittimo e lacustre deve essere soggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e di trasparenza (in particolare un'adeguata pubblicità). Ne deriva che la proroga automatica delle autorizzazioni non consente di organizzare una siffatta procedura di selezione;
l'articolo 12 della direttiva osta, pertanto, a una misura nazionale che, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, prevede la proroga automatica delle autorizzazioni di sfruttamento del demanio marittimo e lacustre per attività turistico-ricreative;
secondo la Corte il principio della certezza del diritto, che mira a consentire ai concessionari di ammortizzare i loro investimenti, non può essere invocato per giustificare una siffatta disparità di trattamento, dal momento che le concessioni sono state attribuite quando già era stato stabilito che tale tipo di contratto (che presenta un interesse transfrontaliero certo) doveva essere soggetto a un obbligo di trasparenza;
impegna, quindi, il Governo
al fine di chiarire il quadro giuridico in materia per il settore balneare, che vive da anni un'inaccettabile situazione di incertezza, a predisporre di concerto con le Regioni, le amministrazioni interessate, gli operatori di settore e gli utenti del servizio spiaggia, una nuova disciplina organica delle concessioni demaniali che contempli da un lato la necessità di incrementare l'efficienza del sistema turistico italiano, riqualificando e rilanciando l'offerta turistica balneare e dall'altro garantendo la pianificazione e gestione delle coste in un'ottica di tutela ambientale con precisi limiti nella determinazione delle aree concedibili per attività di carattere economico salvaguardando la più ampia fruizione da parte dei cittadini delle aree non soggette a pagamento;
al fine di valorizzate le aree demaniali in concessione, a prevedere una nuova rimodulazione delle tariffe dei canoni concessori, aumentando la classificazione delle aree dalle attuali due vigenti al fine di potere meglio rappresentare le differenze delle diverse realtà italiane, tenendo conto di diversi fattori tra cui la redditività dell'area demaniale e le potenzialità di sviluppo della stessa;
a predisporre un sistema di evidenza pubblica per l'assegnazione delle concessioni demaniali a fini turistico ricreativi con una durata ragionevole delle stesse che possa da un lato permettere gli investimenti strettamente necessari nel settore balneare e dall'altro garantire l'accesso al mercato, prevedendo apposite clausole sociali, nonché evitando possibili fenomeni di concentrazione da parte dei partecipanti alle gare e pertanto a prevedere precisi limiti (soprattutto per le società di capitale) al numero di concessioni ottenibili su tutto il territorio nazionale, prevedendo un numero limitato di concessioni per Regione per ogni impresa o gruppo di imprese tra loro collegate e gestite dalla stessa società o gruppo societario con la stessa o parziale coincidenza della compagine sociale;
a disporre che le nuove gare pubbliche siano realizzate con criteri chiari e trasparenti, prevedendo a cura delle amministrazioni interessate sia la pubblicazione tempestiva online dei risultati, sia dei punteggi raggiunti.
(0/2495/40/5)
CIOFFI, GIROTTO, CASTALDI, CATALFO