• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/09361    gli operatori del comparto del restauro dei beni artistici e culturali stanno vivendo una situazione problematica;    in particolare, preme evidenziare che la procedura pubblica...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09361presentato daCAROCCI Maratesto diMercoledì 3 agosto 2016, seduta n. 667

   CAROCCI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che:
   gli operatori del comparto del restauro dei beni artistici e culturali stanno vivendo una situazione problematica;
   in particolare, preme evidenziare che la procedura pubblica prevista dall'articolo 182 del decreto legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42, noto come codice dei beni culturali e del paesaggio, per la verifica dei requisiti utili per il riconoscimento della qualifica di restauratore di beni artistici culturali, non è ancora terminata nonostante la commissione verificatrice abbia richiesto ed ottenuto più proroghe dei termini previsti, ultimo dei quali fissato al 31 luglio del corrente anno;
   il riconoscimento di detta qualifica dà luogo all'inserimento in un apposito elenco, la cui gestione è a cura del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Risulta, inoltre, che tale proroga ottenuta dalla Commissione non sarà sufficiente per il completamento delle valutazioni e che una ulteriore proroga protrarrà almeno per un altro anno la grave situazione venutasi a creare;
   in tale contesto, si inserisce l'emanazione da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di un bando per l'assunzione a tempo indeterminato di cinquecento funzionari tra cui ottanta restauratori di beni artistici e culturali, bando che ha visto l'inizio delle prove lo scorso 26 luglio;
   ad oggi, i restauratori presenti nell'elenco di cui sopra, quelli cioè ammessi al concorso, sono solo 800 in tutta Italia;
   in merito al bando per la selezione degli ottanta restauratori serve ricordare che i requisiti previsti per l'ammissione sono quelli summenzionati, ciò quelli previsti dal succitato articolo 182;
   non essendo ancora terminata la procedura di verifica dei requisiti utili per il riconoscimento della qualifica di restauratore di beni artistici e culturali a cura della commissione interna al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, lo stesso Ministero, con decreto dirigenziale del 21 luglio 2016 n. 77, dispone ugualmente la pubblicazione di un elenco parziale di quanti hanno i requisiti utili per il riconoscimento della qualifica, individuandoli unicamente nei soggetti che hanno il requisito del diploma delle scuole di alta formazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ignorando dunque tutti gli altri soggetti che hanno requisiti che, per legge, come i diplomi delle SAF, danno diritto al riconoscimento della qualifica;
   in tal modo, potranno accedere al concorso i soli soggetti che avranno il riconoscimento della qualifica tramite il requisito delle scuole del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, cioè dei propri diplomati, mentre la norma non fa distinzione alcuna tra i requisiti individuati come utili per il riconoscimento della qualifica;
   inoltre, per l'affidamento dei futuri lavori, non essendoci un elenco certo, la discrezionalità dei funzionari della Soprintendenza appare evidente: essi possono decidere in totale autonomia se un restauratore può o meno eseguire un lavoro e se invitarlo alle gare per i lavori pubblici;
   ciò può dare vita a situazioni poco chiare soprattutto in affido diretto, cioè sotto i 40000 euro, in cui non è necessario fare il bando;
   di fatto, si rischia che i restauratori non formati dal Ministero, attraverso l'Opificio delle pietre dure, Istituto centrale per il restauro e Venaria reale, che formano circa 15 restauratori all'anno ciascuno, non abbiano accesso alle opere sotto tutela –:
   come intenda intervenire per sostenere i lavoratori del settore e, soprattutto, per impedire quella che appare una disparità di trattamento tra eguali operatori di uno stesso settore. (5-09361)