• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14060    l'area del comprensorio del Mela ha un'estensione di 184,88 chilometri quadrati, una popolazione di 55.286 abitanti (ISTAT, aprile 2014), una densità di 299 abitanti per chilometro...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14060presentato daVILLAROSA Alessio Mattiatesto diVenerdì 5 agosto 2016, seduta n. 668

   VILLAROSA, PESCO, ALBERTI e TOFALO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   l'area del comprensorio del Mela ha un'estensione di 184,88 chilometri quadrati, una popolazione di 55.286 abitanti (ISTAT, aprile 2014), una densità di 299 abitanti per chilometro quadrato. Nel comprensorio è stata istituita l'area ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) nel 2002;
   nel 2006 il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha istituito l'area industriale di Milazzo (Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, San Filippo del Mela, San Pier Niceto) quale sito di interesse nazionale (SIN). L'articolo 252 del decreto legislativo n. 152 del 2006 afferma che «i siti di interesse nazionale, ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali»; inoltre, riporta che: «All'individuazione dei siti di interesse nazionale si provvede con Decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, d'intesa con le regioni interessate». Tali aree devono essere sottoposte ad interventi di caratterizzazione, di messa in sicurezza d'emergenza, bonifica, ripristino ambientale ed attività di monitoraggio;
   il «nucleo industriale di Milazzo – Valle del Mela», realizzato nel periodo 1958-1971, presenta numerosi impianti ad elevato rischio di incidenti rilevanti. La Raffineria di Milazzo (oggi ENI/Q8), entrata in funzione il 23 agosto 1961, consta oggi di tre impianti a idrogeno (HGU1, HGU2 e l'HMU3, avviato nel 2013), oltre al cogeneratore a idrogeno LC Fining presente in pochissimi siti mondiali e in aree semidesertiche, realizzato all'indomani dell'incidente del 3 giugno 1993, che con 7 morti e 16 feriti rappresenta il più grande incidente industriale italiano per numero di vittime;
   adiacente alla raffineria sorge anche la centrale termoelettrica dell'ENEL (Edipower dal 2002, oggi Edipower/A2A), sita in contrada Archi a San Filippo del Mela, costruita nel periodo 1968-1969 ed entrata in funzione nel 1971 alimentata attualmente a olio combustibile denso – OCD, ma per alcuni anni a orimulsion, il noto combustibile fossile a base di bitume;
   nell'area è stato realizzato recentemente un nuovo Terna a 380 KV i cui cavi sono totalmente aerei e nessun tratto è stato realizzato in galleria schermata. Nella vicinissima area industriale di Giammoro (Pace del Mela) esistono anche altre industrie ad elevato impatto ambientale come l'impianto per il riciclaggio di accumulatori al piombo (Ecological Scrap Industry – ESI), entrato in attività il 18 ottobre 1999;
   allo stato attuale delle conoscenze scientifiche sono alquanto evidenti e preoccupanti i risultati che emergono dagli studi effettuati nel comprensorio del Mela sin dagli anni ’80; tra i più recenti:
    studio dell'Organizzazione mondiale della sanità sui disturbi respiratori dei bambini della Valle del Mela (WHO Europe – European Center for Environment and Health, dipartimento di Statistica «G. Parenti» – Unità di Biostatistica – università di Firenze, dottor Annibale Biggeri, I disturbi respiratori e l'indagine epidemiologica sui bambini della Valle del Mela, 30 aprile 2009), effettuato su 2506 bambini tra i 6 e i 10 anni delle scuole primarie dell'area di Milazzo-Valle del Mela, in cui sono state dimostrate le associazioni tra i livelli degli inquinanti nell'aria e i disturbi respiratori dei bambini (in particolare cronicizzazione dell'asma);
    studio sulla metilazione del DNA delle cellule nasali che provocano infiammazioni e l'asma nei bambini (Andrea Baccarelli, Franca Rusconi, Valentina Bollati, Dolores Catelan, Gabriele Accetta, Lifang Hou, Fabio Barbone, Pier Alberto Bertazzi, Annibale Biggeri, Nasal cell DNA methylation, inflammation, lung function and wheezing in children with asthma, Epigenomics, febbraio 2012, Vol. 4, No. 1, pp. 91-100). I fattori che determinano cambiamenti di metilazione del DNA sono associati con l'infiammazione asmatica e sono prodotti dagli inquinanti dell'area di Milazzo, i cui effetti non si fermano all'apparato respiratorio ma coinvolgono anche il sistema cardiocircolatorio (aumentando di fatto il rischio di incidenti cardiovascolari come trombosi, ictus e infarti);
    studio di Legambiente Sicilia sull'inquinamento industriale nel 2010 (Mal'aria industriale 2012 – L'aria di Sicilia: Augusta/Melilli/Priolo, Gela e Milazzo, 20 dicembre 2012) mette in risalto alcuni record di emissione di determinati inquinati a livello nazionale, la raffineria di Milazzo è 8a a livello nazionale per i valori di SOx S02, è 1a a livello nazionale per i valori di composti organici volatili non metanici – NMVOC, è 5a a livello nazionale per i valori di benzene, è 2a a livello nazionale per i valori di nichel. La Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela è 7a a livello nazionale per i valori di cromo;
    studio del professor Francesco Squadrito sul biomonitoraggio dell'area di Milazzo – Valle del Mela (iniziativa per la tutela della salute e per la protezione delle popolazioni delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale esposte a «distruttori endocrini» quali i metalli pesanti: area di Milazzo – Valle del Mela, dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell'università degli studi di Messina, Istituto superiore della sanità, OMS – Organizzazione mondiale della sanità, regione Sicilia, 2013, pp. 22), che ha analizzato i campioni biologici di 200 bambini tra 12 e i 14 anni della Valle del Mela, rilevando valori abbondantemente superiori al limite umano per alcuni metalli pesanti che potrebbero avere ripercussioni sul sistema endocrino e riproduttivo (nichel a San Filippo del Mela; cromo a San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e Milazzo; cadmio a Santa Lucia del Mela, San Filippo del Mela, Milazzo, Gualtieri Sicaminò, San Pier Niceto, Pace del Mela);
    studio di Legambiente sulle aree inquinate italiane (a cura di Stefano Ciafani, Andrea Minutolo, Giorgio Zampetti, Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà? Risanare l'ambiente, tutelare la salute, riconvertire l'industria alla green economy, 28 gennaio 2014), in cui vengono riportate analisi per eccesso di mortalità per malformazioni congenite nel SIN di Milazzo associate ad emissioni di determinati inquinanti della Raffineria di Milazzo;
    terzo rapporto «S.E.N.T.I.E.R.I.» – (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento. Mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri; epidemiologia & prevenzione, supplemento 1, marzo-aprile 2014), in cui si evidenziano eccessi, rispetto ai dati nazionali, di patologie del sistema urinario, di malattie respiratorie e di tumori della tiroide nel SIN di Milazzo (nel quale vengono considerati soltanto tre comuni: Milazzo, San Filippo del Mela e Pace del Mela), mentre risultano messi in evidenza gli eccessi per tutti i tumori nelle donne, di tumori alla tiroide e malattie nefrosiche negli uomini, malattie respiratorie croniche per entrambi i generi, nell'intera area ad elevato rischio di crisi ambientale del comprensorio del Mela;
    un'indagine epidemiologica sulla patologia prevalente condotta presso i medici di base del comune di Santa Lucia del Mela nel quinquennio 2008-2012 (promotori dottor Rosario Torre e Sindaco Antonino Campo), nella quale sono stati registrati tutti i pazienti con le seguenti malattie: tumori (dato complessivo); malattie onco-ematologiche (leucemia, mieloma multiplo, linfomi); patologie della tiroide (dato complessivo) e tumori della tiroide (dato già inserito nella categoria tumori); patologie delle vie respiratorie. I dati saranno allargati al periodo 2013-2014 e confrontati con quelli provenienti da altri comuni della Valle del Mela e con un'area di confronto posta al di fuori dell'area a rischio ambientale;
   già in passato sono stati registrati cali di produttività che interessano soprattutto determinate colture, un fenomeno che è stato analizzato soltanto per gli effetti prodotti al suolo da due agenti inquinanti, l'ozono (O3) e l'anidride solforosa (SO2) [ENEA, Uno strumento per valutare gli effetti ambientali e sanitari degli inquinanti aeriformi emessi da insediamenti produttivi e per indirizzare la scelta di nuovi siti. Applicazione all'area di Milazzo, 2003]. Nei comuni del comprensorio di Milazzo si registra, infatti, un calo di resa per le patate (23 per cento a Milazzo, 27 per cento a Santa Lucia del Mela, 28 per cento a Pace del Mela, 30 per cento a San Pier Niceto, per quanto riguarda l'O3; 1 per cento a Milazzo, 6 per cento a Santa Lucia del Mela, per quanto riguarda l'SO2), per i pomodori (11 per cento a Milazzo, 14 per cento a Santa Lucia del Mela, 16 per cento a San Filippo del Mela e San Pier Niceto, per l'O3), per gli aranci (24 per cento a Milazzo, 28 per cento a Santa Lucia del Mela, 38 per cento a Merì, per l'O3; 4 per cento a Pace del Mela, 7 per cento a Merì, 8 per cento a Santa Lucia del Mela, per l'SO2) e per il grano (40 per cento a Santa Lucia del Mela, 48 per cento a Castroreale, per l'O3; 4 per cento a Castroreale, 6 per cento a Santa Lucia del Mela, per l'SO2);
   il monitoraggio ambientale nell'area ad elevato rischio è quasi del tutto assente già in regime di ordinaria attività, poiché alcune centraline, principalmente quelle installate dalla provincia di Messina, risultano non funzionanti e perché, quelle funzionanti, monitorano soltanto pochissimi agenti inquinanti;
   il CTR (Comitato tecnico regionale, composto dalle amministrazioni interessate, dall'Arpa, dall'Inail e dai vigili del fuoco), nella delibera del 17 maggio 2012, aveva dato parere negativo sul rapporto di sicurezza degli impianti della raffineria di Milazzo e diffidato il gestore ad adottare, entro 60 giorni, le necessarie misure e richiedendo ben undici chiarimenti, riguardanti soprattutto il rischio sismico e il rischio idrogeologico;
   la società Edipower spa in data 18 settembre 2015, ha presentato per la procedura VIA-AIA un progetto per un impianto di valorizzazione energetica alimentato a CSS (combustibile solido secondario) da realizzarsi nella centrale termoelettrica esistente di San Filippo del Mela (ME);
   nelle vicinanze ed all'interno della CTE di San Filippo del Mela sono presenti le seguenti aree tutelate: area di interesse archeologico, tutelata ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modificazioni e integrazioni, articolo 142, comma 1, lettera m), distante circa 300 metri in direzione ovest dal progetto, formata da due siti archeologici identificati come insediamenti-necropoli ed insediamento identificato-ville e casali, corsi d'acqua tutelati ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modificazioni e integrazioni, articolo 142, comma 1, lettera c) per i territori compresi nei 150 metri dalla loro sponda situato ad est rispetto al sito di progetto, a circa 100 metri di distanza, la fascia di rispetto è apposta al Rio Cucigliata mentre ad ovest, a circa 1 chilometro di distanza, è apposta al Torrente Corriolo;
   recentissimi saggi effettuati dalla soprintendenza di Messina all'interno della centrale Edipower hanno evidenziato in una delle aree libere (non trasformate da scavi per costruzioni) la ulteriore presenza di antiche strutture rurali. L'impianto del CSS della centrale di San Filippo del Mela dovrebbe essere realizzato in un'altra di queste aree non trasformate ma non ancora indagate a fini archeologici;
   l'impianto di valorizzazione energetica del CSS in progetto ricade quasi interamente nell'area soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modificazioni e integrazioni, articolo 142, comma 1, lettera a), corrispondente ai territori costieri compresi nei 300 metri dalla linea di battigia;
   l'area naturale più vicina al sito di intervento è il SIC ITA030032 denominato «Capo Milazzo», localizzato a circa 6,2 chilometri in direzione Nord Ovest rispetto al TMV. La legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), al comma 116, ha inserito le zone di Grotte di Ripalta-Torre Calderina e di Capo Milazzo tra le aree marine di reperimento di cui all'articolo 36, comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, alle lettere ee-quinquies ed ee-sexies, istituendo di fatto un'Area Marina Protetta intorno al Capo Milazzo e distante qualche chilometro;
   le giunte comunali dei comuni di Condrò, Pace del Mela, Roccavaldina, Monforte San Giorgio e San Pier Niceto hanno già emanato delibere contro l'utilizzo del CSS nella centrale termoelettrica di San Filippo del Mela. Ad oggi circa 20 consigli comunali dei comuni dell’hinterland hanno già deliberato contro l'utilizzo del css nella centrale Edipower di San Filippo del Mela;
   i cittadini dei comuni di San Filippo del Mela, Gualtieri Sicaminò e Pace del Mela hanno espresso un loro forte dissenso alla realizzazione del progetto presentato da Edipower con un referendum consultivo. Nei comuni di Gualtieri Sicaminò e di Pace del Mela la percentuale del «NO» ha superato abbondantemente il 90 per cento. Nel comune di San Filippo del Mela invece, non è stato raggiunto il quorum previsto (ha votato il 42 per cento degli aventi diritto) ma la percentuale dei «NO» è stata comunque molto alta superando il 95 per cento dei votanti;
   il progetto Edipower non è compatibile con il piano rifiuti della regione siciliana;
   la regione siciliana ha dichiarato ripetutamente di essere interessata non alla costruzione di grandi inceneritori come quello Edipower (510.000 tonnellate/anno) ma solo a piccoli inceneritori;
   il Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo pronunciandosi sulla compatibilità ambientale, ai sensi dell'articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (con nota prot. n. 34.19.04 del 2 dicembre 2015) ha espresso parere contrario all'intervento concernente il progetto «Centrale termoelettrica di San Filippo del Mela», presentato dalla società Edipower spa, per le motivazioni di incompatibilità paesaggistica e di contrasto con le prescrizioni, le direttive e gli obiettivi indicati dal piano territoriale paesaggistico dell'ambito 9, in conformità al parere espresso dalla soprintendenza ai beni culturali e ambientali della provincia di Messina;
   le previsioni dei piani paesaggistici non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 145 del decreto legislativo n. 42 del 2004);
   dalla data di adozione del piano (4 dicembre 2009) non sono consentiti interventi in contrasto con le prescrizioni di tutela del piano stesso, ai sensi del comma 9 dell'articolo 143 del decreto legislativo n. 42 del 2004;
   il pronunciamento negativo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo comunicato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nell'ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale comporta la conclusione negativa della valutazione di impatto ambientale;
   le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe ai principi del citato decreto legislativo se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni, ai sensi dell'articolo 183 del decreto legislativo n. 42 del 2004;
   non risultano emanate leggi che prevedano espressa modificazione alle disposizioni ed ai principi del decreto legislativo n. 42 del 2004;
   risultano ampiamente superati i 150 giorni previsti per la conclusione della valutazione di impatto ambientale dall'articolo 26 del decreto legislativo n. 152 del 2006, e decorrenti dalla data di presentazione dell'istanza (18 settembre 2015) –:
   se il Ministro non ritenga opportuno rispettare le disposizioni normative citate e rilasciare immediatamente parere negativo nell'ambito dell'istruttoria della procedura valutazione di impatto ambientale con effetti negativi anche sulla procedura di autorizzazione integrata ambientale, avviata da Edipower, con l'istanza del 18 settembre 2015. (4-14060)