• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06271 MAZZONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che: ai sensi del Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 gli appartenenti alle forze dell'ordine con la qualifica di agenti di pubblica...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06271 presentata da RICCARDO MAZZONI
giovedì 4 agosto 2016, seduta n.675

MAZZONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

ai sensi del Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 gli appartenenti alle forze dell'ordine con la qualifica di agenti di pubblica sicurezza "portano, senza licenza, le armi di cui sono muniti, a termini dei rispettivi regolamenti", precisando altresì che "La facoltà di portare le armi senza licenza è attribuita soltanto ai fini della difesa personale";

allo stato attuale, dunque, agli agenti di pubblica sicurezza, come ad altri cittadini, può essere riconosciuta la facoltà di portare armi per difesa personale, ai sensi dell'art. 42 del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), in presenza dei requisiti previsti dalla medesima disposizione, ovvero "in caso di dimostrato bisogno";

il Consiglio di Stato, Sez. I, con i pareri n. 121/99 del 16 giugno 1999 e n. 1705/02 del 12 giugno 2002, nonché, con il parere n. 162/13, del 18 gennaio 2013, ha ritenuto, in assenza di particolari situazioni di pericolo, legittimi i dinieghi alle istanze di rilascio della licenza, ex art. 42 del TULPS, poiché, "pur in presenza di eventuali situazioni di pericolo, l'interessato può far fronte alle stesse con la pistola d'ordinanza, la quale, oltre ad essere a sua disposizione permanentemente, è anche pienamente adeguata, per caratteristiche tecnico balistiche, alle esigenze di difesa personale";

considerato che:

alla luce di quanto esposto, i prefetti sono stati sensibilizzati a non concedere il porto d'armi agli appartenenti delle forze di Polizia in servizio, pur facilitandone la concessione a determinate categorie, ritenute a rischio, quali, ad esempio, gioiellieri e benzinai;

le forze di Polizia hanno in dotazione una pistola di ordinanza, con 2 caricatori contenenti quindici colpi totali. Il secondo caricatore viene fornito di fatto vuoto e viene, dunque, dato in dotazione, soltanto al fine di alleggerire la molla interna della pistola, attraverso un passaggio periodico dei proiettili da un caricatore all'altro;

le pistole di ordinanza, viste le dimensioni, sono eccessivamente visibili in caso di trasporto delle stesse da parte degli agenti fuori servizio, allorché questi non indossano, quindi, le divise di ordinanza. Tale circostanza induce, spesso, gli appartenenti alle forze dell'ordine fuori servizio ad essere disarmati per evitare allarme di carattere sociale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce del particolare momento storico che vede un sempre più elevato allarme terrorismo, non ritenga opportuno agevolare la concessione del porto d'armi agli appartenenti alle forze dell'ordine liberi dal servizio, facilitando, in tal modo, la possibilità che questi siano, eventualmente, sempre armati asservendo, all'occorrenza, alle loro funzioni, anche al di fuori dell'orario di lavoro.

(4-06271)