• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14123    la normativa vigente in materia di concessione del porto d'armi limita ad alcune categorie di persone il riconoscimento del diritto a portare liberamente armi per la difesa...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14123presentato daFEDRIGA Massimilianotesto diLunedì 12 settembre 2016, seduta n. 670

   FEDRIGA. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   la normativa vigente in materia di concessione del porto d'armi limita ad alcune categorie di persone il riconoscimento del diritto a portare liberamente armi per la difesa personale;
   di tali categorie fanno parte, in primo luogo, il capo della polizia, i prefetti, i vice-prefetti, i questori e tutti gli ufficiali di pubblica sicurezza: ovvero i funzionari della polizia di Stato e gli ufficiali dei carabinieri;
   sono altresì ammessi al beneficio i magistrati, sia pubblici ministri che giudici, nonché i magistrati onorari, compresi i giudici di pace, peraltro senza che siano richiesti l'accertamento di requisiti psicofisici particolari o della capacità tecnica di usare e maneggiare armi;
   possono altresì circolare armate le guardie particolari giurate, se munite di apposita licenza di porto d'armi, e i titolari di licenza di porto d'armi per difesa personale;
   nell'elenco sono infine inseriti gli ufficiali in servizio permanente delle Forze armate, che non sono obbligati ad utilizzare le armi in dotazione e vengono provvisti, a richiesta, della licenza di porto d'armi;
   all'atto pratico, tuttavia, il rilascio del porto d'armi si rivela molto discrezionale, dando luogo a situazioni particolari, spesso oggetto di ricorsi alla magistratura amministrativa;
   fondamento del vigente regime in materia sono le norme di cui all'articolo 42, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e all'articolo 73 del regolamento di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, quest'ultimo articolo dispone che gli agenti di pubblica sicurezza possano portare senza licenza le armi di cui sono muniti solo durante il servizio o per recarsi al luogo in cui esercitano le proprie mansioni;
   è evidente però che, a rischiare maggiormente per la loro incolumità personale, sono proprio gli operatori delle forze di polizia impegnati in attività investigative e di contrasto alla malavita e non di certo alti funzionari, magistrati od alti ufficiali che, pressoché abitualmente, vengono tutelati da appositi servizi di scorta;
   in seguito all'aggravarsi dell'allarme legato al rischio accresciuto di attentati terroristici nel nostro Paese, il Ministro dell'interno ha recentemente invitato il personale delle forze dell'ordine a girare armato anche al di fuori dell'orario di servizio, presumibilmente servendosi allo scopo delle armi d'ordinanza;
   il porto occulto delle armi d'ordinanza risulta tuttavia impossibile, a causa del loro peso e relativo ingombro, circostanza che dovrebbe imporre una riconsiderazione dell'attuale orientamento delle prefetture a negare il porto d'armi agli agenti di pubblica sicurezza;
   in assenza di interventi correttivi, il personale delle forze di polizia risulta spesso impossibilitato ad intervenire quando fuori dal servizio, con conseguente riduzione della sua capacità di concorrere al mantenimento dell'ordine pubblico –:
   quali iniziative il Governo intenda assumere per permettere al personale delle forze di polizia di poter effettivamente circolare armato fuori dall'orario di servizio, come prospettato dallo stesso Governo, dotandosi allo scopo di armi differenti da quelle d'ordinanza ed idonee al porto occulto. (4-14123)