• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14159    il 31 agosto 2016, a Khartoum, presso il Ministero della difesa della Repubblica del Sudan, si è tenuta una conferenza stampa in cui rappresentanti sudanesi dell'esercito, della sicurezza...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14159presentato daSPADONI Maria Ederatesto diMartedì 13 settembre 2016, seduta n. 671

   SPADONI, DI BATTISTA, GRANDE, SIBILIA, SCAGLIUSI, MANLIO DI STEFANO e DEL GROSSO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che:
   il 31 agosto 2016, a Khartoum, presso il Ministero della difesa della Repubblica del Sudan, si è tenuta una conferenza stampa in cui rappresentanti sudanesi dell'esercito, della sicurezza nazionale e della polizia hanno reso pubblico il loro contributo nel controllo dei flussi migratori, avanzando nuove richieste, per poter svolgere al meglio il controllo delle frontiere;
   Yasser Arman, segretario del Sudan People's Liberation Movement-North (SPLMN), il gruppo ribelle che opera in Sud Kordofan, regione meridionale del Sudan ma contesa dal Sud Sudan, sostiene che ci sono «accurate informazioni secondo cui esiste un piano dell'Unione europea per finanziare le Rapid Support Forces (RSF, il nome ufficiale dei gruppi janjaweed, ovvero gli appartenenti alle truppe irregolari islamiche che dal 2004 sostengono il governo sudanese nella guerra civile in Darfur). In particolare, la Germania metterebbe a disposizione il denaro necessario mentre all'Italia è stato affidato il supporto logistico»;
   tale accusa è stata confermata ad Africa ExPress da fonti diplomatiche delle Nazioni Unite a Khartoum;
   Yasser Arman sostiene anche che la messa in opera del piano è cominciata tre mesi fa: «Affida ufficialmente ai janjaweed di proteggere i confini del Sudan con il pretesto che occorre combattere l'immigrazione illegale verso l'Europa, oltre al traffico di essere umani e al terrorismo»;
   durante la citata conferenza, il comandante delle Rapid Support Forces (RSF), di fatto i tristemente noti janjaweed, al diretto comando de National Intelligence Security Services (NISS), ha dichiarato che i suoi uomini sono impegnati nel contrasto delle migrazioni irregolari e del traffico degli esseri umani per conto dell'Europa, chiedendo maggiori mezzi e riconoscimenti da parte dell'Unione europea;
   la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio COM(2016)447 del 5 luglio 2016 che modifica il regolamento (UE) n. 230/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014 inserisce un nuovo articolo nel titolo II del regolamento (UE) n. 230/2014 al fine di estendere l'assistenza dell'Unione, in circostanze eccezionali, al potenziamento delle capacità degli operatori militari nei Paesi partner, al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile e in particolare all'instaurazione di società pacifiche e inclusive;
   ai sensi dell'articolo 3 (ex articolo 2 del TUE), «L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli»; inoltre «L'Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l'asilo, l'immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest'ultima» e «Nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite»;
   il network Africa Monitors, che dall'Uganda monitora i movimenti dei rifugiati nel continente, ha pubblicato una serie di documenti basati su testimonianze di prima mano: secondo l'organizzazione, il governo del Sudan sta utilizzando quei miliziani contro i rifugiati eritrei che cercano di muoversi verso il Mediterraneo;
   durante la conferenza del 31 agosto 2016 ha preso la parola anche il capo delle citate RSF, il generale Hametti (il suo vero nome è Mohammed Hamadan Dagalo) il quale ha ribadito che il mandato del suo lavoro (controllare il confine) gli è stato conferito in base agli accordi del suo Paese con l'Europa;
   durante la conferenza stampa il portavoce delle RSF ha fornito alcuni dati: 25 suoi uomini sono stati uccisi e 315 feriti. Inoltre, 151 auto sono andate distrutte. Oltre 800 migranti sono stati arrestati, assieme a 9 organizzatori dei traffici. È stato poi rivelato che una commissione dell'Unione europea è stata accompagnata dalle RSF al confine con la Libia;
   dalla stampa si apprende che, in un prossimo futuro, è atteso in Italia un gruppo di janjaweed per l'addestramento necessario e inoltre l'accordo non è stato ancora reso operativo e i tempi non sono stati fissati, ma a Khartoum sembra stiano già discutendo su chi mandare in missione nel nostro Paese –:
   di quali elementi disponga il Governo circa i fondi dell'Unione europea o del Fondo europeo di sviluppo utilizzati per finanziare il rafforzamento dei controlli delle frontiere sudanesi;
   se non ritenga di voler fornire precise informazioni circa il supporto fornito al Ministro della difesa sudanese e sulle notizie relative all'addestramento dei janjaweed;
   come ritenga, con riferimento alle iniziative europee di cui in premessa, che sia stato rispettato l'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea per quanto concerne gli obiettivi dell'Unione europea per la tutela dei diritti umani. (4-14159)