• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06302 CENTINAIO - Al Ministro dell'interno - Premesso che : nell'ambito dei progetti di accoglienza dei rifugiati del Ministero dell'interno gestiti tramite appalto, il prefetto di Monza ha...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06302 presentata da GIAN MARCO CENTINAIO
martedì 13 settembre 2016, seduta n.676

CENTINAIO - Al Ministro dell'interno - Premesso che :

nell'ambito dei progetti di accoglienza dei rifugiati del Ministero dell'interno gestiti tramite appalto, il prefetto di Monza ha assegnato alla "Trattoria Mercato srl" per i servizi di vitto e alloggio, e, per la parte sociale, alla "Madre Santina di Lecce" onlus la presa in carico di 126 richiedenti asilo;

costoro sono ospitati in 14 appartamenti, tutti di metrature inferiori ai 90 metri quadrati, in una palazzina sita in via Asiago 8 a Monza, in cui risiedono anche 30 cittadini italiani;

l'individuazione del sito si è rivelata fin da subito assolutamente inopportuna per il grave impatto sociale che ha provocato e, stando alle informazioni dirette assunte dall'interrogante, priva dei requisiti minimi in materia di agibilità e abitabilità e rispetto delle norme igienico sanitarie. Si ritiene, quindi, che sarebbe opportuno un sopralluogo da parte dell'Unità regionale che ha competenza per valutare se sussistano i presupposti per l'abitabilità e se sussistano le condizioni igieniche adeguate per evitare il rischio della diffusione di malattie infettive;

i cittadini italiani residenti nello stabile denunciano i gravi disagi di ordine pubblico e sicurezza dovuti alla presenza di un numero così rilevante di cittadini extracomunitari, oltre alla situazione di degrado degli immobili e alla loro conseguente svalutazione economica;

è inaccettabile constatare come, anche in questa occasione, dopo quanto già emerso dall'indagine "Mafia capitale", la fallimentare politica di gestione e controllo dei flussi migratori debba essere associata ad azioni mirate ad un profitto semplice ed immediato da parte di società, cooperative ed associazioni che, di fatto, si arricchiscono con il nuovo "business dell'immigrazione";

diverse inchieste, a partire da quella relativa al Cara di Mineo (Catania), mostrano una fotografia dai contorni ben definiti, dalla quale emergono i rapporti tra politici corrotti, cooperative e associazioni criminali per la spartizione del nuovo business dell'immigrazione;

le cooperative sociali, pur se nate con l' obiettivo nobile di assorbire il gap di intervento statale sulle questioni di impatto sociale, sono state utilizzate impropriamente, anche per la loro specifica natura giuridica, come strumento di congiunzione tra politica corrotta e criminalità organizzata;

visto e considerato quanto emerge dalle recenti inchieste giudiziarie, è opportuno chiarire le dimensioni del fenomeno di commistione tra il malaffare e le cooperative, le associazioni e le società che gestiscono i progetti ministeriali di accoglienza. Anche in questo caso, infatti, sono stati sollevati molti dubbi in merito al rispetto della qualità di erogazione del servizio previsti dal bando;

pur se la questione dei flussi migratori verso il nostro Paese è oramai da anni una realtà acquisita, la gestione delle connesse problematiche viene affrontata come situazione emergenziale, senza quindi una politica governativa di medio o lungo periodo;

è manifesta l'incapacità del Governo di mettere in atto azioni dirette a contrastare il continuo flusso di immigrati che sbarcano sulle coste italiane;

a giudizio dell'interrogante non è più accettabile l'atteggiamento ipocrita del Governo, il quale continua a non voler attuare una corretta gestione dei flussi migratori verso il nostro Paese e si limita a scaricare le proprie responsabilità sugli enti locali che, già fortemente penalizzati dai tagli di risorse provocate dalla perdurante crisi economica e dalla mancata attuazione del federalismo fiscale, devono, in aggiunta, accollarsi spese enormi per l'erogazione di tali servizi socio assistenziali, a scapito dei cittadini residenti;

secondo i dati resi noti dal Ministero, la Lombardia è la terza regione italiana come percentuale di presenze degli immigrati nelle strutture di accoglienza. In Lombardia, inoltre, vive già oltre un quinto degli immigrati regolari presenti in Italia,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, al fine di prevedere il trasferimento immediato degli extracomunitari alloggiati nella palazzina di via Asiago a Monza presso una struttura idonea all'accoglienza, considerato il grave impatto sociale che questa decisione ha comportato;

a livello nazionale, quante siano le cooperative impegnate nella gestione dell'impatto sociale connesso ai flussi migratori e a quanto ammonti complessivamente l'entità economica degli appalti o delle assegnazioni dirette gestite dalle cooperative;

se, alla luce delle numerose criticità emerse nell'ambito del progetto di accoglienza, ritenga opportuno fornire dettagliate informazioni circa l'idoneità del sito scelto e i requisiti in possesso delle società aggiudicatarie del bando, al fine di valutare la loro reale capacità di fornire un servizio efficiente.

(4-06302)