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Atto a cui si riferisce:
C.1/00319 premesso che: la Carta europea dei diritti delle donne nello sport è stata proposta per la prima volta dalla UISP nel 1985 e trasformata nella risoluzione delle donne nello sport...



Atto Camera

Mozione 1-00319presentato daVEZZALI Maria Valentinatesto diLunedì 20 gennaio 2014, seduta n. 155

La Camera,
premesso che:
la Carta europea dei diritti delle donne nello sport è stata proposta per la prima volta dalla UISP nel 1985 e trasformata nella risoluzione delle donne nello sport nel 1987 dal Parlamento europeo;
la Carta rappresenta il primo tentativo per il riconoscimento e la rivendicazione delle pari opportunità di uomini e donne nello sport in ambito europeo;
la Carta del 1985 evidenziava una grave disparità numerica tra uomini e donne impiegate in questo settore e sottolineava la necessità di rimuovere le enormi barriere culturali che impedivano il reale coinvolgimento delle donne nello sport;
a distanza di quasi 30 anni, nonostante i progressi e l'incremento della partecipazione femminile al mondo dello sport, permangono delle differenze in termini di pari opportunità: sia per quanto riguarda il coinvolgimento delle donne in ruoli e posizioni di vertice e leadership all'interno di enti, federazioni e società sportive, sia per la persistenza di stereotipi di genere nella stessa pratica sportiva;
la Carta è articolata in capitoli tematici: la pratica dello sport; la leadership; il mondo dell'educazione; ricerca e comunità scientifiche; donne, sport e media; spettatori e tifosi;
la Uisp ha messo a punto una nuova «Carta europea dei diritti delle donne nello sport», dove il documento dell’’85 è stato rivisitato e aggiornato con una particolare attenzione al superamento di tutte le forme di discriminazione culturali, religiose e relative all'orientamento sessuale, al tema della multiculturalità e della disabilità;
nella risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 2 febbraio 2012 sulla dimensione europea dello sport si invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere gli organismi europei per la promozione e l'attuazione delle raccomandazioni della Carta europea dei diritti delle donne nello sport;
una nuova risoluzione, approvata dal Parlamento europeo il 12 marzo 2013, individua inoltre nell'attività motoria e sportiva un'importante risorsa per la promozione della salute, nonché il superamento degli stereotipi di genere;
ognuno ha il diritto di praticate sport in ambienti sani che garantiscano la dignità umana. Donne e uomini di età differenti e diverse provenienze sociali e culturali devono avere le stesse opportunità di praticare sport;
le donne devono avere le stesse opportunità degli uomini di partecipare ai processi decisionali a tutti i livelli e nell'intero sistema sportivo e devono essere rappresentate con la pari eguaglianza nei diversi organismi dirigenziali e in tutte le posizioni di potere;
le donne devono avere le stesse possibilità degli uomini di diventare membri delle comunità scientifiche e influenzare teorie, metodi e sistemi di ricerca, nonché avere un uguale trattamento a tutti i livelli e in ogni campo delle scienze sportive;
l'Italia deve avvertire la stessa necessità dell'Europa a votare una risoluzione al fine di superare le barriere culturali e stereotipi che ancora dominano il mondo dello sport e al superamento di preconcetti oggi ancora esistenti nei confronti del giornalismo sportivo femminile,

impegna il Governo:

a valorizzare la pratica dello sport da parte delle donne;
ad adottare ogni iniziativa di competenza finalizzata a favorire una equilibrata rappresentanza di genere in seno agli organismi dirigenziali e decisionali delle organizzazioni sportive;
a coordinare, insieme agli Stati membri, una campagna per la promozione e l'adozione della Carta europea dei diritti delle donne nello sport;
a promuovere iniziative al fine di incoraggiare maggiormente la partecipazione delle donne alla pratica sportiva, garantendo la parità di accesso alle attività sportive, in particolare per le ragazze e le donne, inclusi i gruppi svantaggiati;
a promuovere iniziative per far sì che alle donne, lo stesso trattamento economico degli uomini, sia negli organismi dirigenziali e decisionali di enti e organizzazioni sportive, sia nelle discipline sportive praticate.
(1-00319) «Vezzali, Balduzzi, D'Agostino, Galgano, Matarrese, Mazziotti Di Celso, Monchiero, Oliaro, Sottanelli, Vargiu, Vecchio, Adornato, Binetti, Bonaccorsi, Bossa, Buttiglione, Carocci, Carrescia, Coppola, Costantino, Coccia, D'Ottavio, Cinzia Maria Fontana, Lodolini, Moscatt, Narduolo, Pastorino, Porta, Quintarelli, Raciti, Rampi, Rocchi, Rossi, Sanga, Francesco Sanna, Giovanna Sanna, Santerini, Sbrollini».