• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01920 gli operatori che operano nel settore dell'installazione e manutenzione di impianti di raffreddamento, climatizzazione e pompe di calore sono sottoposti al Regolamento CE 303/2008 in cui si...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01920presentato daBINI Caterinatesto diMartedì 21 gennaio 2014, seduta n. 156

BINI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
gli operatori che operano nel settore dell'installazione e manutenzione di impianti di raffreddamento, climatizzazione e pompe di calore sono sottoposti al Regolamento CE 303/2008 in cui si stabilisce l'obbligo di formazione certificata per installare e manutenere gli impianti di condizionamento, introducendo l'obbligatorietà di formare il personale che opera su impianti di refrigerazione o che manipola i gas flurorati ad effetto serra (refrigeranti appunto) e di certificare le aziende che operano nello stesso settore;
l'Italia ha recepito il citato Regolamento con ritardo, con il decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43, e successivamente con il decreto legislativo 5 marzo 2013, n. 26, recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra;
a seguito dell'entrata in vigore di tale normativa, nel periodo marzo 2013-giugno 2013, gli impiantisti si sono dovuti iscrivere ad un Registro telematico nazionale, che esiste solo in Italia, istituito presso le camere di commercio in seno ai capoluoghi di regione;
tale iscrizione permette agli impiantisti, in un periodo di 6 mesi, di espletare i seguenti obblighi:
a) formare il personale attraverso corsi specifici con esame finale tenuto da ente di certificazione accreditato da Accredia;
b) certificare le aziende stesse;
per quanto attiene la formazione del personale, le organizzazioni di categoria ed altri enti si sono adoperate per fornire tutti gli strumenti necessari alle imprese, per compiere il percorso al meglio, ma il tempo impiegato e le risorse necessarie sono stati veramente pesanti, migliaia di euro per addetto «patentato»;
quanto, invece alla certificazione delle aziende il problema è grave, i sei mesi sono scaduti per quasi tutti gli operatori e le imprese certificate sono veramente poche, in virtù del fatto che gli enti di certificazione sono in estremo ritardo;
inoltre i regolamenti che disciplinano le modalità di certificazione che le imprese devono seguire, sono in continuo cambiamento;
nella situazione caotica che si è andata creando l'unica certezza è il citato decreto legislativo che istituisce le sanzioni a carico delle imprese, già operativo –:
quali iniziative intenda assumere per prorogare il termine di sei mesi previsto per la certificazione delle aziende di cui in premessa. (5-01920)