• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14246    il 12 settembre 2016 la Consulta provinciale antifascista di Ravenna ha reso pubblica una ricerca condotta sul più grande social network esistente al mondo, Facebook, riguardante la...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14246presentato daMAESTRI Andreatesto diMartedì 20 settembre 2016, seduta n. 676

   ANDREA MAESTRI e PAGLIA. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   il 12 settembre 2016 la Consulta provinciale antifascista di Ravenna ha reso pubblica una ricerca condotta sul più grande social network esistente al mondo, Facebook, riguardante la presenza al suo interno di 94 pagine (ma potrebbe con molta probabilità essere superiore) pubbliche apologetiche del fascismo e istigatrici, con nomi di gerarchi fascisti, ed evidenti richiami al fascismo italiano, e con contenuti apologetici del fascismo ex lege n. 645 del 1952 e/o richiami razzisti e altro ex lege n. 205 del 1993;
   nel 2008 l'Unione europea con la decisione quadro 2008/913/GAI, contro il negazionismo e «sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale», ha chiesto agli Stati membri di adottare le misure necessarie affinché siano resi punibili diversi comportamenti intenzionali, tra cui:
    a) l'apologia, la negazione o la minimizzazione grossolana dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, quali definiti agli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale;
    b) l'apologia, la negazione o la minimizzazione grossolana dei crimini definiti all'articolo 6 dello statuto del Tribunale militare internazionale, allegato all'accordo di Londra dell'8 agosto 1945;
   Facebook, che è una società privata statunitense, regola il suo rapporto con gli utenti e con chiunque interagisca con il social network con principi base generici e universali;
   in Italia dove conta ben 28 milioni di utenti attivi, le norme in materia di internet e social network non sono ancora chiare e precise;
   il 21 marzo 2016 in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale è stata presentata una ricerca contenuta nel volume «Discorsi d'odio e social media» che analizza l'uso del linguaggio offensivo nei nuovi media da parte di gruppi xenofobi e di estrema destra e i possibili strumenti per contrastarlo: in primis quelli legislativi che, in Italia, restano ancora insufficienti;
   attualmente, per chiedere la chiusura di una pagina di questo genere su Facebook occorre la segnalazione di un privato la cui identità può essere però rivelata al titolare della pagina della quale si chiede la chiusura. Ciò espone il privato a potenziali ritorsioni. Inoltre, segnalazioni da soggetti privati hanno avuto, finora, poca forza per influenzare Facebook a chiudere, in quanto i suoi riferimenti culturali e i principi di base di cui si è dotato, non tengono conto della matrice antifascista italiana e della normativa che la regola. Pertanto, il recepimento dell'azione di rimozione è eventuale e discrezionale in tutti i sensi;
   il 31 maggio 2016 la Commissione europea ha concordato un codice di condotta con cui le società che gestiscono i principali social network (Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft) si impegnano, nei Paesi membri, a ostacolare gli incitamenti illegali all'odio online e a sviluppare procedure interne e addestrare il personale per garantire che venga controllata «la maggioranza delle notifiche valide» che chiedono la rimozione di contenuti e pagine illegali, in meno di 24 ore;
   la rete telematica è la nuova frontiera della lotta antifascista di questo secolo e, affinché il proselitismo neo e vetero fascista, nazista, razzista, di organizzazioni e di gruppi, per tenersi uniti, rafforzarsi e diffondersi con questo mezzo sia osteggiato, è opportuno e necessario dotarsi di una normativa efficace che risolva questa situazione così fragile e che obblighi la polizia postale a segnalare e chiedere a Facebook le necessarie chiusure nel rispetto della nostra legislazione;
   la Consulta propone presso il Ministero dell'interno la creazione di un osservatorio permanente esclusivo che monitori la rete telematica e i social network e che garantisca direttamente ogni eventuale iter di rimozione –:
   se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga urgente attivarsi, per quanto di competenza, affinché vengano rimosse in tempi brevi da Facebook le pagine pubbliche presenti apologetiche del fascismo, razziste e xenofobe;
   quali strumenti e iniziative di competenza intenda mettere in atto affinché il codice di condotta dell'Unione europea, concordato con i principali social network, venga applicato anche in Italia nel pieno rispetto della legislazione nazionale e le società aderenti collaborino attivamente con le autorità del nostro Paese;
   se non intenda prendere in seria considerazione la creazione di un Osservatorio permanente esclusivo in materia presso il Ministero dell'interno affinché l'attività di monitoraggio e di rimozione possa diventare più efficace e incisiva e vengano adottate tutte le misure necessarie stabilite dalla decisione quadro 2008/913/GAI. (4-14246)