• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06351 MUNERATO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: come nel corso dell'audizione presso la 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06351 presentata da EMANUELA MUNERATO
martedì 20 settembre 2016, seduta n.681

MUNERATO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

come nel corso dell'audizione presso la 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato del 21 giugno 2016, si richiama nuovamente l'attenzione sulla questione del precariato nel conservatorio, affinché si giunga rapidamente ad una giusta risoluzione del pluridecennale problema dei precari, con immissione in ruolo anche di coloro che sono nelle graduatorie ai sensi del decreto-legge n. 104 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2013, secondo la disponibilità delle cattedre vacanti, riconoscendo in tal modo a costoro gli stessi diritti di quelli "storici" del decreto-legge n. 97 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004, già immessi in ruolo senza concorso;

è stata evidenziata anche l'opportunità che i docenti ai sensi di quest'ultima legge abbiano la precedenza anche rispetto all'eventuale inserimento dei docenti degli istituti pareggiati nei ruoli dei conservatori, poiché hanno prestato servizio come supplenti selezionati con procedure spesso diverse e non conformi con quelle nazionali statali dei conservatori: in caso contrario, si rischia di dar luogo ad una disparità di trattamento a tutto svantaggio di coloro che sono "reduci" dalle procedure nazionali statali di durata pluridecennale sul reclutamento dei precari, e a tutto vantaggio di coloro che hanno seguito percorsi diversi da quelli che lo stesso legislatore ha via via stabilito per i docenti precari dei conservatori italiani negli ultimi 20 anni;

si ritiene quanto mai opportuno che la questione dei precari della legge n. 128 del 2013 trovi una soluzione prima di porre qualsiasi altra questione relativa alla riforma dei conservatori o al riordino degli istituti pareggiati;

di contro, qualora la scelta della maggioranza di Governo e parlamentare fosse quella di dare seguito all'immissione in ruolo dei precari di istituti privati o pareggiati (o comunque non statali) senza concorso, senza alcuna procedura statale di reclutamento e senza neanche una previa verifica se si tratta veramente di musicisti, si sarebbe di fronte ad una clamorosa disparità di diritti con cittadini di serie A, di serie B e di serie C;

ciò, inevitabilmente, rischia di ripercuotersi negativamente anche sulla funzionalità e l'organizzazione dei conservatori e sulla qualità della loro offerta, costretti a portare avanti procedure e situazioni contorte per un'altra generazione e con costi economici e artistici non prevedibili;

non risulta, peraltro, mai chiarita la disparità di diritti e di trattamento già determinata tra i precari ai sensi della legge n. 143 del 2004, definiti già nel 2014 dal Ministro in indirizzo "storici" per motivi o con criteri a tutt'oggi mai spiegati, immessi in ruolo anch'essi senza concorsi e senza particolari procedure, e i precari "non storici" ai sensi della legge n. 128 del 2013, dei quali pure non è stata data spiegazione del perché non sono "storici";

è evidente, pertanto, che l'attuazione di quanto dichiarato dal Ministro nell'audizione al Senato del 21 giugno accrescerebbe situazioni di conflittualità sociali, che si aggiungerebbero alle tante cause e ricorsi collettivi già in essere,

si chiede di sapere se ed in che termini il Ministro in indirizzo intenda garantire chiarezza e equità nelle procedure per il reclutamento dei docenti, valutando l'opportunità di risolvere il pluridecennale problema dei precari, con immissione in ruolo anche dei precari ai sensi della legge n. 128 del 2013, secondo la disponibilità delle cattedre vacanti, riconoscendo loro così i medesimi diritti dei docenti considerati "storici", già immessi in ruolo senza concorso.

(4-06351)