• Testo DDL 2525

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Atto a cui si riferisce:
S.2525 Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione del Montenegro, fatto a Bruxelles il 19 maggio 2016


Senato della RepubblicaXVII LEGISLATURA
N. 2525
DISEGNO DI LEGGE
presentato dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale (GENTILONI SILVERI)
di concerto con il Ministro della difesa (PINOTTI)
e con il Ministro dell'economia e delle finanze (PADOAN)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 16 SETTEMBRE 2016

Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione del Montenegro, fatto a Bruxelles il 19 maggio 2016

Onorevoli Senatori. -- La firma del Protocollo di adesione del Montenegro al Trattato istitutivo della NATO rappresenta il passo conseguente alla manifestazione di volontà politica degli Stati Membri ad accogliere il Paese balcanico nell'Alleanza, formalizzata in occasione della riunione dei Ministri degli affari esteri della NATO del dicembre 2015. Il Protocollo di adesione del Montenegro è stato firmato dai 28 Alleati in occasione di un'altra Ministeriale Esteri, il 19 maggio 2016.

L'invito all'adesione è stato rivolto in applicazione dell'articolo 10 del Trattato del dell'Atlantico del Nord del 1949, che così dispone: «Le Parti possono, con accordo unanime, invitare ad accedere al Trattato ogni altro Stato europeo in grado di favorire lo sviluppo dei principi del presente Trattato e di contribuire alla sicurezza della regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni Stato così invitato può diventare parte del Trattato depositando il proprio strumento d'accessione presso il Governo degli Stati Uniti d'America. Quest'ultimo informerà ciascuna della parti del deposito di ciascuno strumento di accessione».

Il Protocollo, che si limita a regolare tempi e modalità dell'adesione, si apre con un brevissimo Preambolo in cui le Parti del Trattato di Washington affermano che la sicurezza nell'area dell'Atlantico del Nord risulterà accresciuta grazie all'adesione del Montenegro al Trattato.

All'articolo 1 è stabilito che dopo l'entrata in vigore del Protocollo, il Segretario Generale della NATO, in nome di tutte le Parti, comunicherà al Governo montenegrino un invito ad aderire al Trattato dell'Atlantico del Nord. L'articolo prosegue ricordando che a norma dell'articolo 10 del Trattato dell'Atlantico del Nord il Montenegro diverrà parte del Trattato al deposito del suo strumento di adesione presso il Governo degli Stati Uniti d'America.

L'articolo 2 disciplina i termini dell'entrata in vigore del Protocollo. Ricevute tutte le notifiche previste dalle parti del Trattato, il Governo degli Stati Uniti d'America informerà le stesse parti dell'entrata in vigore del Protocollo.

L'articolo 3 dispone che il Governo degli Stati Uniti d'America sia il depositario del Protocollo, nelle due versioni ugualmente autentiche in lingua inglese e francese. Copie certificate del Protocollo verranno trasmesse dal medesimo Governo a tutte le parti del Trattato dell'Atlantico del Nord.

Relazione tecnica

L’applicazione del presente provvedimento non implica maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Il Protocollo infatti non prevede nuove attività rispetto a quelle già correntemente svolte dalle competenti Amministrazioni, né derivano maggiori spese o minori entrate a carico della finanza pubblica.

Analisi tecnico-normativa

A) Aspetti tecnico-normativi di diritto interno

1) Obiettivi e necessità dell’intervento normativo. Coerenza con il programma di governo.

Il presente intervento si rende necessario per dare attuazione legislativa, ai sensi dell’articolo 80 della Costituzione, all’Accordo internazionale in titolo, che rappresenta un preciso impegno assunto dal Governo italiano e si inserisce nel quadro della cooperazione già in atto in ambito Unione europea e NATO. In particolare, il Protocollo in parola ha lo scopo di favorire l’ulteriore rafforzamento della cooperazione militare tra i Paesi firmatari, di contribuire allo sviluppo dell’identità europea di sicurezza e di difesa, all’incremento dei livelli di capacità e di prontezza di reazione nelle situazioni di crisi, nonché al consolidamento delle relazioni militari tra le Nazioni interessate, in conformità con i rispettivi ordinamenti interni e gli obblighi assunti dalle Parti a livello internazionale.

2) Analisi del quadro normativo nazionale.

Rispetto al quadro normativo nazionale, non emerge alcun profilo di incoerenza o contraddizione, in quanto l’intervento si risolve nella ratifica ed esecuzione di un Accordo internazionale in materia militare e risponde ad un preciso dettato dell’articolo 80 della Costituzione, che prevede la ratifica mediante legge formale degli accordi internazionali aventi, come il presente, natura politica.

3) Incidenza delle norme proposte sulle leggi e i regolamenti vigenti.

Non si ravvisa alcun impatto diretto su leggi e regolamenti vigenti.

4) Analisi della compatibilità dell’intervento con i principi costituzionali.

Il provvedimento in questione non presenta alcun problema di costituzionalità, essendo pienamente conforme all’articolo 11 della Costituzione, in tema di partecipazione dell’Italia all’ordinamento internazionale, nonché all’articolo 117, in materia di riparto della potestà legislativa tra Stato, Regioni ed Enti locali.

5) Analisi della compatibilità dell’intervento con le competenze locali e le funzioni delle regioni ordinarie ed a Statuto speciale, nonché degli enti locali.

L’intervento è pienamente compatibile con le regole di riparto di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali, in quanto la materia dei rapporti internazionali rientra, ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, nella competenza esclusiva dello Stato. Sempre in base al dettato costituzionale, le Regioni sono vincolate all’applicazione degli obblighi derivanti da accordi internazionali, anche nelle materie di loro esclusiva competenza.

6) Verifica della compatibilità con i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza sanciti dall’articolo 118, primo comma, della Costituzione.

Tali principi riguardano l’esercizio di funzioni amministrative e, pertanto, non risultano direttamente coinvolti dall’intervento normativo.

7) Verifica dell’assenza di rilegificazioni e della piena utilizzazione delle possibilità di delegificazione e degli strumenti di semplificazione normativa.

La materia non rientra nell’alveo della cosiddetta “delegificazione”, poiché, ai sensi del già richiamato articolo 80 della Costituzione, la ratifica di un Accordo internazionale di questo tipo può avvenire solo per via legislativa.

8) Verifica dell’esistenza di progetti di legge vertenti su materia analoga all’esame del Parlamento e relativo stato dell’iter.

Allo stato, non risultano all’esame del Parlamento progetti di legge vertenti sulla stessa o su analoga materia.

9) Indicazioni delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi di costituzionalità sul medesimo o analogo oggetto.

Non risultano giudizi di costituzionalità pendenti sulla materia di accordi internazionali nel settore della difesa.

B) Contesto normativo comunitario e internazionale

10) Analisi della compatibilità dell’intervento con l’ordinamento comunitario.

Il provvedimento non incide sulla disciplina comunitaria.

11) Verifica dell’esistenza di procedure di infrazione da parte della Commissione Europea sul medesimo o analogo oggetto.

Non risultano in essere procedure di infrazione sulla materia.

12) Analisi della compatibilità dell’intervento con gli obblighi internazionali.

Non si pone alcun problema di compatibilità rispetto ad altri obblighi internazionali.

13) Indicazioni delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte di Giustizia delle Comunità europee sul medesimo o analogo oggetto.

Sulla materia oggetto dell’intervento normativo non si riscontra una giurisprudenza creata dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee, né vi sono giudizi pendenti.

14) Indicazioni delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo sul medesimo o analogo oggetto.

Sulla materia oggetto dell’intervento normativo non si riscontra una giurisprudenza creata dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo, né vi sono giudizi pendenti.

15) Eventuali indicazioni sulle linee prevalenti della regolamentazione sul medesimo oggetto da parte degli altri Stati membri dell’UE.

Con riferimento alla materia disciplinata dall'Accordo in oggetto, non si dispone di particolari indicazioni sulle linee prevalenti della regolamentazione da parte di altri Stati membri dell’UE.

C) B) Elementi di qualità sistematica e redazionale del testo

1) Individuazione delle nuove definizioni normative introdotte dal testo della loro necessità, della coerenza con quelle già in uso.

Non vengono utilizzate definizioni normative che non appartengano già al linguaggio tecnico-giuridico della materia regolata.

2) Verifica della correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel progetto, con particolare riguardo alle successive modificazioni subite dai medesimi.

La verifica è stata effettuata con esito positivo.

3) Ricorso alla tecnica della novella legislativa per introdurre modificazioni ed integrazioni a disposizioni vigenti.

Trattandosi di disegno di legge di ratifica di accordo internazionale non è stata adottata la tecnica della novella.

4) Individuazione di effetti abrogativi impliciti di disposizioni dell’atto normativo e loro traduzione in norme abrogative espresse nel testo normativo.

Le norme del disegno di legge non contengono effetti abrogativi espressi.

5) Individuazione di disposizioni dell’atto normativo aventi effetto retroattivo o di reviviscenza di norme precedentemente abrogate o di interpretazione autentica o derogative rispetto alla normativa vigente.

Il provvedimento legislativo non contiene norme aventi la suddetta natura.

6) Verifica della presenza di deleghe aperte sul medesimo oggetto, anche a carattere integrativo o correttivo.

Non risulta alcuna delega aperta sulla materia oggetto dell’intervento normativo.

7) Indicazione degli eventuali atti successivi attuativi; verifica della congruenza dei termini previsti per la loro adozione.

Non si prevede alcun atto successivo attuativo del provvedimento in esame.

8) Verifica della piena utilizzazione e dell’aggiornamento di dati e di riferimenti statistici attinenti alla materia oggetto del provvedimento, ovvero indicazione della necessità di commissionare all’Istituto nazionale di statistica apposite elaborazioni statistiche con correlata indicazione nella relazione economico-finanziaria della sostenibilità dei relativi costi.

Per la predisposizione dello schema di atto normativo sono stati utilizzati i dati statistici già in possesso dell’Amministrazione.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione del Montenegro, fatto a Bruxelles il 19 maggio 2016.

Art. 2.

(Ordine di esecuzione)

1. Piena ed intera esecuzione è data al Protocollo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo II del Protocollo stesso.

Art. 3.

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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