• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/09654    il detettore di svio è un dispositivo meccanico antideragliamento con la funzione di arrestare immediatamente il convoglio nel caso in cui una ruota del vagone perda il contatto con la...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09654presentato daDE LORENZIS Diegotesto diVenerdì 30 settembre 2016, seduta n. 683

   DE LORENZIS. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   il detettore di svio è un dispositivo meccanico antideragliamento con la funzione di arrestare immediatamente il convoglio nel caso in cui una ruota del vagone perda il contatto con la rotaia, anche se il macchinista non se ne avveda;
   l'Era (Agenzia europea per la sicurezza ferroviaria) non ha ancora oggi dichiarato obbligatorio sui carri che trasportano merci pericolose il citato dispositivo che, dai Paesi come la Svizzera, che lo adotta volontariamente, viene considerato una misura di massima sicurezza in quanto idoneo ad evitare vere e proprie stragi;
   la presenza di detto dispositivo, invero, secondo la consulenza disposta dalla procura di Lucca, nell'ambito del processo sulla nota e tragica strage di Viareggio, che ha causato 32 vittime a seguito del deragliamento di un treno carico di gpl in ingresso alla stazione, avrebbe impedito la strage in quanto la cisterna non si sarebbe rovesciata sui binari evitando l'esplosione;
   da allora le misure di sicurezza adottate, come la riduzione della velocità e l'implementazione della manutenzione, si sono rivelate insufficienti, visto il ripetersi di incidenti similari come quelli di Roma, Formia, Anagni; 
   il Ministro dei trasporti pro tempore, in risposta ad una interrogazione (l'interrogazione n. 4-04635 di martedì 20 ottobre 2009, seduta n. 235), affermò che «l'Agenzia italiana proporrà sempre in sede ERA, ..., l'obbligo di installazione di un apposito rilevatore inerziale di svio a bordo dei singoli vagoni utilizzati per il trasporto delle merci pericolose capace di far arrestare il convoglio se una ruota perde il contatto con la rotaia»;
   fonti di stampa (Strage di Viareggio, l'accusa: «Europa colpevole senza anti svio sui treni», di D. Francesconi, su Il Tirreno, Edizione Versiglia, del 17 settembre 2016) riferiscono di «una email del Ministero dei trasporti ed infrastrutture con la quale l'Italia dichiara la ferma convinzione di introdurre nel Rid 2013 l'obbligo del dispositivo anti svio per i carri trasportanti merci pericolose a partire da quelli più vetusti. Come era quello di Viareggio»;
   l'adozione del dispositivo a tutt'oggi non è obbligatoria per il trasporto di merci pericolose;
   da fonti di stampa ( Strage a Viareggio «FS investiva solo sull'alta velocità», di F. Sansa, su il Fatto Quotidiano, del 20 settembre 2016) emerge che Trenitalia avesse valutato l'installazione del dispositivo antisvio per il settore delle merci pericolose, ma poi avesse desistito non trattandosi di un settore «vetrina», rispetto a quella dell'Alta Velocità che consente di fare «apparizioni brillanti»;
   da rilevazioni in merito, il dispositivo risulta aver costi assai esigui e tempi brevi per l'installazione. Esistono sistemi in grado di garantire la sicurezza ferroviaria e di impedire il deragliamento, mediante la localizzazione dinamica del carro, attraverso l'interazione tra il sistema Gps e il sistema Gis per la localizzazione e visualizzazione della posizione dei carri, dotato di un'adeguata sensoristica di bordo, collegata a una centralina e poi ad un computer che consenta di operare un monitoraggio indipendente, serio, preciso e in tempo reale di ogni carro trasportante merci pericolose. Nel processo penale sulla strage di Viareggio, dalla requisitoria del pubblico ministero, di cui al verbale di udienza del 15 settembre 2016, emerge che «ogni carro allestito con questo sistema, molto più evoluto rispetto finanche all'antisvio, oggetto di un convegno di studi nel 2004 e di un progetto interno a Trenitalia nel 2005, sarebbe venuto a costare tra i seimila e gli ottomila euro. Il pubblico ministero in quella sede afferma: «ditemi voi se trentadue morti possono valere qualcosa in più di sei o settemila euro» –:
   se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative al fine di prevedere l'obbligo di installazione del detettore antisvio per il trasporto merci pericolose su rotaie;
   se il Ministro interrogato possa riferire in merito alla spesa necessaria per tale adeguamento, specificando il numero di carri merci che trasportano merci pericolose e i costi necessari per l'acquisto e l'installazione del dispositivo antisvio.
(5-09654)