• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06430 PICCOLI, BERTACCO, MARIN, AMIDEI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: nel Veneto le famiglie che optano per un istituto paritario rappresentano...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06430 presentata da GIOVANNI PICCOLI
giovedì 29 settembre 2016, seduta n.690

PICCOLI, BERTACCO, MARIN, AMIDEI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

nel Veneto le famiglie che optano per un istituto paritario rappresentano una percentuale elevata poiché il servizio pubblico (nella regione e per tale fascia scolastica) è coperto al 65 per cento da istituti non statali;

si è di fronte ad un circostanza che va molto oltre la libertà di scelta educativa: se in Veneto non vi fossero le scuole paritarie non vi sarebbe un'adeguata formazione nella fase iniziale dell'esistenza;

ogni anno, però, i fondi per il funzionamento delle scuole paritarie vengono inviati sempre più tardi. Con riferimento allo scorso anno, il decreto ministeriale per la concessione dei fondi è datato 22 aprile 2015, e i soldi alle scuole sono stati depositati nel mese di settembre 2015;

quest'anno il decreto è stato emanato il 3 giugno 2016, ma ancor oggi le scuole paritarie dell'infanzia versano in uno stato di insolvenza e preoccupazione che non ha permesso a tutti gli istituti di pagare gli stipendi nei mesi estivi e, tale problematica, a pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico non è ancora stata risolta;

da notizie in possesso degli interroganti, molte scuole paritarie dell'infanzia sono state costrette a ricorrere al prestito bancario per ottemperare alle proprie funzioni in questi mesi di vacatio legis;

lo Stato dovrebbe impegnarsi assiduamente, affinché ciò non avvenga poiché è anche nell'interesse di quest'ultimo che tali scuole rimangano aperte e funzionanti;

difatti, in termini economico-contabili, un alunno in più presso una scuola paritaria rappresenta uno studente in meno presso una statale, e quindi un costo minore per le casse dell'erario. L'Ocse, in una recente analisi, ha valutato che ogni studente di una scuola statale costa allo Stato circa 6.000 euro all'anno, mentre il corrispettivo da versare per un allievo della paritaria è di 1.000 euro;

inoltre, fino a qualche decennio fa le scuole paritarie dell'infanzia si occupavano della quasi totalità dell'educazione primaria, mentre oggi hanno all'attivo circa 90.000 allievi, con un'attenzione particolare verso i più deboli che necessitano di maggiori considerazione;

considerato che:

in Veneto, l'anno scolastico è da poco iniziato ma rimangono pressanti le difficoltà finanziarie delle scuole paritarie, a causa dei tagli ai contributi e del ritardo ad erogare quelli già stabiliti;

il differimento nel pagamento dei contributi da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per le scuole venete ammonta a 60 milioni di euro, di cui 42 per le scuole dell'infanzia;

nel mese di giugno 2016, la Federazione italiana delle scuole materne (FISM) ha inviato al Ministero una diffida giudiziale affinché venisse emanato il decreto ministeriale per il riparto dei fondi nazionali per l'anno scolastico 2015/2016, dal momento in cui il Parlamento attraverso la legge di stabilità per il 2016 aveva già stanziato i fondi a partire da gennaio 2016;

a provocare detto ritardo parrebbe sia stato il ricorso presentato da parte di ANISEI (Associazione nazionale istituti non statali di educazione e di istruzione) riguardo alle modalità di definizione dei criteri per l'individuazione delle scuole non aventi finalità lucrative, tra cui anche quelle FISM, destinatarie da sempre dei fondi;

da ulteriori notizie in possesso degli interroganti, in seguito alla diffida sembrava che la situazione si fosse sbloccata; in realtà però quei fondi non sono mai stati conferiti poiché al Ministero si starebbe aspettando l'esito del ricorso, che potrebbe ottenere la sospensiva del provvedimento il 23 settembre. I tempi potrebbero ulteriormente dilatarsi nel caso in cui venisse deciso di attendere la sentenza del Consiglio di Stato a riguardo;

dal canto suo, la Regione Veneto ha operato un taglio del 14,7 per cento dei contributi passando dai complessivi 42 milioni per l'anno 2015 ai 38 milioni di euro per l'anno 2016. Sembrerebbe che entro fine ottobre verrà saldato il contributo del 2015;

quest'ultimo risulterebbe essere un passaggio necessario poiché consentirebbe agli istituti paritari di chiedere in banca gli anticipi di liquidità indispensabili in attesa che il medesimo venga distribuito;

a giudizio degli interroganti, quanto sopra non fa altro che mettere in gravissima difficoltà tutto il sistema dell'istruzione primaria della Regione Veneto, proprio all'inizio dell'anno scolastico 2016/2017, con tutte le ripercussioni negative sulle famiglie, sugli studenti e sugli insegnanti. Inoltre è grave il riproporsi della medesima ogni anno, in settembre, alla ripresa delle attività educative;

il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo, con precedenti interrogazioni (3-03122, 3-03105, 4-06343), sia in qualità di primo firmatario, che di cofirmatario, ha molte volte denunciato le gravi difficoltà che affliggono il sistema istruttivo del Veneto, ma il Governo non ha mai né risposto alle interrogazioni, né adottato alcun provvedimento volto alla risoluzione dell'annosa problematica,

si chiede di sapere:

quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere per porre rimedio all'annosa problematica che investe il sistema dell'istruzione, nel suo complesso, in Veneto per cause derivanti da una gestione inappropriata da parte del Governo;

se non ritenga di dover procedere con massima urgenza al saldo 2016 ed al successivo stanziamento dei fondi per il 2017 in favore delle scuole primarie dell'infanzia venete;

se corrisponda al vero che la sospensione dello stanziamento sia dovuta all'attesa dell'esito del ricorso presentato da ANISEI riguardo alle modalità di definizione dei criteri per l'individuazione delle scuole non aventi finalità lucrative e se intenda procedere allo stanziamento in seguito alla pronuncia da parte del tribunale il 23 settembre o se intenda attendere la successiva sentenza del Consiglio di Stato;

per quali ragioni, alla luce di un risparmio di circa 5.000 euro da parte dello Stato per ogni allievo che viene iscritto presso una scuola paritaria, non si adottino i dovuti provvedimenti per lo stanziamento di fondi a queste ultime già inseriti all'interno della legge di stabilità per l'anno in corso;

se non ritenga, alla luce dei numerosi atti di sindacato ispettivo presentati, inerenti al sistema scolastico del Veneto, di doversi prodigare affinché la situazione ritorni alla normalità e non si creino ripercussione sulle famiglie, sugli studenti e sugli insegnanti.

(4-06430)