• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01941/033 premesso che: le norme del Titolo II del provvedimento al nostro esame concernenti il capitale di Banca d'Italia sono state considerate urgenti dopo circa 80 anni dalle disposizioni che...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01941/033presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diLunedì 27 gennaio 2014, seduta n. 160

La Camera,
premesso che:
le norme del Titolo II del provvedimento al nostro esame concernenti il capitale di Banca d'Italia sono state considerate urgenti dopo circa 80 anni dalle disposizioni che avevano definito la proprietà della nostra banca centrale;
la fretta nel disporre e rendere applicabili le nuove norme ha contagiato, oltre che il Governo, anche gli organismi dirigenti della Banca che appena pubblicato il decreto legge dalla Gazzetta Ufficiale hanno immediatamente provveduto a modificare lo Statuto della Banca stessa (Assemblea straordinaria del 23 dicembre 2013), modifiche recepite con altrettanta rapidità dal decreto del Presidente della Repubblica del 27 dicembre 2013;
il tutto talmente in fretta che ne il Governo ne la Banca d'Italia hanno atteso per le loro deliberazioni ne la conversione in legge del decreto, ne il dovuto parere della Banca centrale europea;
infatti, la stessa BCE – nella sua lettera del 27 dicembre 2013 – ha sottolineato che: «anche in casi di estrema urgenza, le autorità nazionali non sono esonerate dall'obbligo di consultare la BCE e di accordarle un tempo sufficiente a consentire che il suo parere sia tenuto in considerazione, come stabilito dagli articoli 127, paragrafo 4, e 282, paragrafo 5, del Trattato. Inoltre, l'articolo 3, paragrafo 4 della Decisione 98/415/CE obbliga gli Stati membri a sospendere il processo di approvazione di un progetto di disposizioni legislative in attesa della ricezione del parere della BCE. La BCE ha ricevuto la richiesta di consultazione il 22 novembre 2013, mentre il decreto legge è stato approvato il 27 novembre 2013. Poiché l'approvazione di disposizioni normative prima della pronuncia del parere della BCE o della scadenza del termine stabilito equivale a un caso di non consultazione, la BCE desidera richiamare l'attenzione del Ministero circa il rispetto della procedura di consultazione, tenuto conto, in particolare, della rilevanza della normativa per la Banca d'Italia e l'Eurosistema»;
peraltro, l'articolo 6, comma 5, del decreto al nostro esame prevedeva l'adeguamento della Statuto della Banca d'Italia alle disposizioni del presente decreto entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto medesimo (ovvero entro il 30 maggio 2014) sulla base di alcuni principi peraltro modificati nel corso dell’iter del provvedimento al Senato il 9 gennaio scorso;
in questi comportamenti si ravvisa per lo meno il mancato rispetto dovuto al ruolo del Parlamento ed alla funzione delle istituzioni europee, ed un evidente ed intollerabile forzatura nei confronti del potere legislativo,

impegna il Governo

al fine di ristabilire un corretto rapporto con il Parlamento e le istituzioni dell'Unione europea, in particolare con la BCE, a prendere le opportune iniziative, anche legislative, al fine di revocare il decreto del Presidente della Repubblica del 27 dicembre 2013 e di chiedere agli organi della Banca d'Italia di convocare, dopo la definitiva conversione in legge del presente decreto, una nuova assemblea straordinaria al fine di adeguare lo Statuto della Banca alle disposizioni del presente decreto come modificato dalla legge di conversione e per tenere in debito conto le osservazioni della BCE.
9/1941/33. Fratoianni, Boccadutri, Paglia, Marcon.