• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01500    la provincia di Bolzano ha deciso unilateralmente di revocare la possibilità di essere accolti a tutti coloro i quali, benché «vulnerabili», siano arrivati sul territorio per chiedere...



Atto Camera

Interpellanza 2-01500presentato daKRONBICHLER Floriantesto diMartedì 11 ottobre 2016, seduta n. 690

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
   la provincia di Bolzano ha deciso unilateralmente di revocare la possibilità di essere accolti a tutti coloro i quali, benché «vulnerabili», siano arrivati sul territorio per chiedere asilo senza essere inviati direttamente dal Ministero. Questo è il contenuto della circolare del direttore della ripartizione politiche sociali della provincia autonoma di Bolzano, ispirata dalla assessora provinciale al sociale Martha Stocker, in materia di accoglienza dei cosiddetti profughi «vulnerabili» (donne in gravidanza, donne con bambini piccoli o persone malate, e altro), la parte più debole delle persone che si trovano in stato di bisogno;
   si tratta di un provvedimento in continuità con i precedenti rifiuti della stessa provincia di aderire allo SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e di offrire un'accoglienza dignitosa alle persone che fanno richiesta d'asilo in provincia di Bolzano, lasciandole senza servizi essenziali ai quali avrebbero diritto, come la scuola d'italiano, l'orientamento legale, offerte formative, e altro;
   attualmente i profughi in provincia di Bolzano sono 1.400 su una popolazione di oltre 500.000 abitanti: una quota facilmente sostenibile dal territorio. Si preferisce, invece, creare vere e proprie situazioni di emergenza concentrandole tutte, peraltro, nel capoluogo attuando, a giudizio degli interpellanti, la cinica e irresponsabile filosofia del «peggio li trattiamo, meno ne arrivano». In questo modo si aumenta la sofferenza delle persone e si moltiplicano le tensioni sociali e le situazioni di disagio;
   la «circolare Critelli», in sostanza, esclude dall'accoglienza temporanea quasi tutti i profughi «vulnerabili» perché esclude coloro che hanno attraversato altri Paesi europei o extra europei nei quali potevano chiedere asilo e rincara la dose, per quanto riguarda le famiglie, prevedendo l'accoglienza delle mamme e dei figli minori, ma solo di età inferiore ai 14 anni. Il padre e altri membri adulti del nucleo familiare sono esclusi a meno che non siano gli unici adulti del gruppo familiare. Vuol dire, in sostanza, centinaia di persone a spasso in situazione di forte disagio e, comunque, una divisione di molti nuclei familiari;
   a parere degli interpellanti sono comprensibili le proteste delle Caritas, del vescovo Ivo Muser e di tante associazioni di fronte a questo crudele «muro» burocratico identico a quelli che si sono costruiti nel resto d'Europa;
   a giudizio degli interpellanti la circolare dovrebbe essere ritirata o, comunque, dichiarata illegittima in quando nega diritti fondamentali a persone in stato di bisogno e la provincia dovrebbe finalmente attuare una politica di accoglienza e integrazione seria e adeguata –:
   se il Ministro interrogato non ritenga necessario intervenire, per quanto di competenza, per prevenire qualunque azione che possa portare a pericoli per l'ordine pubblico favorendo l'inserimento e la distribuzione nel territorio di persone che vivono sulla propria pelle già un pesante disagio;
   se il Ministro interrogato non ritenga di avvalersi, per la ripartizione dei migranti sul territorio nazionale e l'organizzazione delle altre misure previste dal piano, del supporto e delle indicazioni del tavolo di coordinamento nazionale, a cui partecipano, oltre alle amministrazioni statali interessate, la Conferenza delle regioni, l'UPI e l'ANCI, così come analogamente il prefetto del comune capoluogo di regione attiva e presiede i tavoli di coordinamento regionale, aperti alla partecipazione di regione, province e comuni con il compito di realizzare a livello locale le strategie operative definite dal tavolo nazionale, al fine di esercitare tutte le iniziative possibili per il pieno coinvolgimento della provincia di Bolzano nello SPRAR in modo che essa possa ricevere un'appropriata quota di rifugiati.
(2-01500) «Kronbichler, Scotto».