• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00272    esaminata la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (DEF) 2016;    premesso che:     la crescita in Italia è tornata positiva nel 2014, ha...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00272presentato daMARCHI Mainotesto diMercoledì 12 ottobre 2016, seduta n. 691

   La Camera,
   esaminata la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (DEF) 2016;
   premesso che:
    la crescita in Italia è tornata positiva nel 2014, ha accelerato nel 2015 e si sta rafforzando nel 2016: le revisioni al rialzo recentemente operate dall'ISTAT sui dati annuali del PIL 2014 e 2015 hanno determinato a consuntivo un'evoluzione dell'economia italiana più positiva di quanto rilevato, non solo in termini di prodotto ma ancor più in termini di occupazione (588.000 occupati in più ad agosto 2016 rispetto a febbraio 2014);
    il ritmo della ripresa, tuttavia, è rallentato dalla durezza della doppia e profonda recessione che ha caratterizzato il periodo 2009-2013 e ulteriori ostacoli sono rappresentati dal peggioramento delle prospettive di crescita a livello internazionale, che rispetto alle attese risultano modeste, diseguali e caratterizzate da significativi rischi al ribasso;
    in particolare, l'Eurozona appare esposta al rischio di prolungata bassa crescita più di altre regioni nonostante le politiche monetarie non convenzionali e fortemente espansive messe in atto dalla Banca centrale europea, anche a causa del più avanzato invecchiamento demografico, del ridotto tasso di innovazione, dell'incertezza sulla governance dell'area, di persistenti squilibri macroeconomici, che si associano a tassi di interesse e d'inflazione su livelli storicamente assai contenuti e prossimi allo zero;
    a causa di tale quadro macroeconomico avverso, il recupero dei livelli di prodotto nazionale pre-crisi si sta pertanto rivelando più lento di quanto desiderabile;
    il Governo, fin dal suo insediamento, ha perseguito una strategia orientata al rilancio degli investimenti, pubblici e privati e, in modo particolare, al sostegno dei consumi interni, attraverso l'aumento del reddito disponibile delle famiglie e la riduzione della pressione fiscale, scesa dal 43,6 del 2013 al 42,1 del 2016 (al netto della riduzione del prelievo fiscale sul lavoro dipendente associata alla misura degli 80 euro), fattori chiave assieme all'ambizioso programma pluriennale di riforme strutturali, che sta contribuendo a migliorare la competitività del sistema produttivo;
    il pieno dispiegamento degli effetti delle riforme strutturali richiede un adeguato lasso di tempo ed è quindi indispensabile che la prosecuzione del percorso di consolidamento delle finanze pubbliche non sia di ostacolo alla definizione di politiche di bilancio orientate alla crescita;
   rilevato che,
    la Nota provvede ad aggiornare le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica, nonché gli obiettivi programmatici, rispetto a quelli contenuti nel DEF dello scorso aprile;
    per quanto riguarda lo scenario macroeconomico, in considerazione dei segnali di indebolimento della congiuntura europea ed internazionale emersi a partire dal secondo trimestre, la Nota presenta una revisione al ribasso della stima di crescita del PIL per l'anno in corso rispetto alle previsioni formulate nel DEF, dall'1,2 per cento allo 0,8 per cento; in relazione alle incertezze che caratterizzano il quadro macroeconomico, anche le previsioni di crescita tendenziale per il 2017 sono ridimensionate allo 0,6 per cento rispetto all'1,2 per cento previsto ad aprile; vengono invece confermate le stime per il 2018 e il 2019, che si attestano all'1,2 e all'1,3 per cento;
    il Governo stima un impatto positivo sulla crescita di 0,4 punti percentuali della prossima manovra di bilancio, che determinerebbe nel nuovo quadro programmatico per il 2017 un aumento del PIL all'1 per cento; nei due anni successivi la stima programmatica è pari a 1,3 per cento nel 2018 e 1,2 per cento nel 2019;
   per quanto riguarda il quadro della finanza pubblica:
    l'indebitamento netto tendenziale prosegue il percorso di riduzione, passando dal 2,6 per cento del PIL del 2015 al 2,4 per cento nell'anno in corso, per poi attestarsi all'1,6 per cento nel 2017, allo 0,8 per cento nel 2018 e raggiungere il pareggio di bilancio in termini nominali nel 2019, in ragione dell'effetto combinato del calo degli interessi passivi e di un netto miglioramento dell'avanzo primario;
    dal quadro programmatico emerge l'intenzione del Governo di impostare, mantenendo l'equilibrio dei conti pubblici, una politica fiscale a sostegno della crescita, così da consolidare i segnali di ripresa e contrastare gli effetti negativi derivanti dagli elementi di incertezza nell'economia internazionale e dalla ancora debole dinamica dei prezzi;
    viene pertanto prospettata una maggiore gradualità nel raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, indicando un indebitamento netto pari al 2 per cento del PIL per il 2017, superiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quanto previsto nel DEF, all'1,2 per cento per il 2018 ed il sostanziale raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2019 (-0,2 per cento del PIL);
    in ragione sia del prolungamento della fase di debolezza dell'economia, sia dell'esigenza di approntare strumenti anche eccezionali per mettere in sicurezza il territorio, il patrimonio abitativo e le infrastrutture scolastiche, nonché affrontare il fenomeno migratorio, l'obiettivo di indebitamento netto per il prossimo anno potrà essere innalzato fino a un massimo di ulteriori 0,4 punti percentuali di PIL, per un importo massimo di 7,7 miliardi di euro;
    viene corrispondentemente rideterminato il sentiero di avvicinamento all'obiettivo di medio termine (OMT); nel 2017 il saldo strutturale rimarrebbe invariato allo stesso livello dell'anno precedente e il percorso di convergenza all'OMT riprenderebbe nel 2018, un anno dopo rispetto al DEF, conseguendo comunque nel 2019 il sostanziale pareggio di bilancio anche in termini strutturali;
    l'andamento del saldo di bilancio corretto per gli effetti del ciclo economico è in linea con un percorso di consolidamento delle finanze pubbliche che colloca l'Italia tra i paesi più virtuosi dell'Eurozona; tali valori risulterebbero persino migliori se, in luogo delle stime di crescita potenziale calcolate secondo la metodologia della Commissione Europea, fossero adottate metodologie di stima alternative, più coerenti con l'andamento effettivo dell'economia italiana, che determinano un livello dell'output gap più ampio e il sostanziale raggiungimento del pareggio di bilancio già nel 2018;
    nonostante la ripresa economica di minore intensità e la debole dinamica dei prezzi abbiano frenato la discesa del rapporto debito pubblico su PIL, che per quest'anno si prevede al 132,8 per cento, il Governo mantiene fermo il proprio impegno a perseguirne una riduzione più accentuata nel medio termine, in funzione non solo di surplus primari più elevati ma anche di un ritorno a più sostenuti tassi di crescita del PIL nominale; il rapporto è previsto in diminuzione già a partire dal 2017, scendendo al 126,6 per cento nel 2019;
    resta ferma l'intenzione del Governo di proseguire con i programmi di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e di privatizzazioni, frenati per l'anno in corso da condizioni di mercato avverse che non avrebbero consentito di valorizzare adeguatamente le imprese controllate dallo Stato attraverso piani industriali ambiziosi, nonché di revisione della spesa, che hanno prodotto nel 2016 circa 25 miliardi di euro di risparmi lordi generati grazie alle misure implementate nel 2014 e nel 2015; per il futuro il processo di programmazione della spesa sarà più efficiente grazie alla riforma del bilancio dello Stato, che consentirà una sistematica valutazione dell'efficacia delle misure adottate di cui tenere conto nel successivo ciclo di programmazione;
    il saldo netto da finanziare programmatico del bilancio dello Stato in termini di competenza è determinato nel limite massimo di –40,5 miliardi di euro nel 2017 (in coerenza con un obiettivo di indebitamento netto massimo del 2,4 per cento), –28,1 miliardi nel 2018 e –9,7 miliardi nel 2019. Il corrispondente saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato in termini di cassa è determinato nel limite massimo di –103,9 miliardi nel 2017, –78,3 miliardi nel 2018 e –58,1 miliardi nel 2019;
   osservato che,
    il quadro programmatico di finanza pubblica presentato nella Nota è costruito su due assi portanti: la disattivazione delle clausole di salvaguardia nel 2017 nella misura di 0,9 punti percentuali di PIL, che scongiura l'aumento delle imposte e pertanto sostiene i consumi e la domanda, e nuove misure per la crescita e lo sviluppo economico e sociale, tra cui figurano gli incentivi agli investimenti, all'innovazione, alla ricerca e sviluppo, il supporto alle piccole e medie imprese, le iniziative di sostegno alla famiglia e alle pensioni basse;
    tra le misure a sostegno della domanda particolare enfasi è attribuita agli interventi a favore degli investimenti pubblici e privati, il cui impatto sulla crescita è particolarmente elevato in un ambiente caratterizzato da bassi tassi d'interesse, e che sono in grado di stimolare la domanda e la crescita della produttività in settori diversificati dell'economia;
    dal 2015 è stata registrata una inversione di tendenza per quanto riguarda gli investimenti pubblici, risultati in crescita dello 0,2 per cento dopo cinque anni di continua contrazione, attenzione dimostrata anche dal dato per cui il nostro paese risulta al momento il secondo in Europa in termini di investimenti operati tramite il piano Juncker (European Fund for Strategie Investment – EFSI);
    la Nota fornisce altresì una sintesi delle azioni già avviate e del loro stato di attuazione o da avviare in futuro in risposta alle Raccomandazioni specifiche per l'Italia adottate dal Consiglio Europeo al termine del Semestre europeo: tali Raccomandazioni, che rispetto al 2015 sono state ridotte nel numero e ridimensionate negli obiettivi in ragione dell'apprezzamento degli sforzi compiuti dall'Italia nell'ultimo anno, riguardano: i) obiettivo di bilancio a medio termine, riforma del bilancio pubblico, privatizzazioni e riforma fiscale; ii) efficienza e qualità della Pubblica Amministrazione, prescrizione e processo civile; iii) crediti deteriorati e riforma del sistema bancario; iv) politiche attive del lavoro, incentivi per i lavoratori che costituiscono la seconda fonte di reddito, lotta alla povertà e razionalizzazione della spesa sociale; v) concorrenza;
    vista la risoluzione con la quale, nella seduta odierna, è stata approvata dalla Camera a maggioranza assoluta la Relazione che illustra l'aggiornamento del piano di rientro verso l'Obiettivo di medio periodo (MTO) contenuto nel Documento di economia e finanza dello scorso aprile, nel rispetto degli obiettivi programmatici di finanza pubblica;
    ritenuto pertanto che il quadro programmatico risultante dal progetto di documento programmatico di bilancio che sarà trasmesso alle Camere e alle istituzioni europee dovrà tenere conto di quanto previsto nella predetta risoluzione e che su di esso dovrà esprimere le proprie valutazioni l'Ufficio parlamentare di bilancio,

impegna il Governo:

   a conseguire i saldi programmatici del bilancio dello Stato e quelli di finanza pubblica in termini di indebitamento netto rispetto al PIL, nonché il rapporto programmatico debito/PIL, nei termini e nel periodo di riferimento indicati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza e nella Relazione ad essa allegata;
   a valutare l'opportunità di innalzare, già nel Documento programmatico di bilancio da inviare alle autorità europee, l'obiettivo di indebitamento netto per il 2017 fino a un massimo dello 0,4 per cento del PIL al fine di approntare strumenti anche eccezionali per mettere in sicurezza il territorio, il patrimonio abitativo e le infrastrutture scolastiche, nonché affrontare il fenomeno migratorio, ferma restando una valutazione prudenziale della crescita del PIL;
   a promuovere nelle opportune sedi europee un processo di revisione delle metodologie di calcolo del prodotto potenziale tale da produrre stime più realistiche dell’output gap, anche al fine di evitare politiche fiscali che ostacolino il ritorno dell'economia europea su un sentiero di crescita sostenuto e più omogeneo fra i paesi membri;
   ad adoperarsi in sede europea affinché si affianchi alla politica monetaria espansiva della BCE un maggiore coordinamento delle politiche fiscali degli stati dell'Eurozona, sostenute in particolare dai paesi che dispongano di sufficienti spazi di bilancio, come recentemente ribadito dal Presidente della Banca Centrale Europea;
   a disattivare con la prossima manovra di bilancio le clausole di salvaguardia nel 2017 per un ammontare dello 0,9 per cento del PIL, pari a 15,353 miliardi di euro, da compensare anche mediante la prosecuzione di interventi di revisione della spesa pubblica e di misure che accrescano la fedeltà fiscale e comprimano i margini di evasione ed elusione, i quali costituiscono una forma di concorrenza sleale;
   a proseguire, compatibilmente con le condizioni di mercato, con il programma di dismissione e valorizzazione del patrimonio pubblico e di privatizzazione delle partecipazioni societarie, al fine di massimizzare l'efficienza nella gestione degli asset e conseguire maggiori entrate da destinare alla riduzione del debito pubblico;
   a realizzare un programma di interventi di adeguamento antisismico del territorio e del patrimonio abitativo, artistico e culturale del Paese, nel cui ambito rivestono particolare importanza la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza dell'edilizia scolastica e il risanamento ambientale e idrogeologico, coinvolgendo opportunamente gli enti territoriali;
   a predisporre gli interventi necessari a far risalire nel periodo di riferimento il rapporto tra investimenti pubblici e PIL, con particolare riguardo agli investimenti in infrastrutture, in campi quali l'edilizia scolastica e ospedaliera, la riqualificazione urbana (anche attraverso gli enti locali), il contrasto al dissesto idrogeologico, l'innovazione e la ricerca, utilizzando anche i cofinanziamenti nazionali dei progetti di investimento e continuando a perseguire il miglioramento dell'efficienza nelle procedure di stanziamento, spesa e monitoraggio;
   per sostenere la competitività delle imprese, a disporre nella prossima legge di bilancio misure aggiuntive tra cui il «Superammortamento» e la sua declinazione in base al tipo di investimento in beni strumentali e le altre agevolazioni in favore degli investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo, il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le PMI, gli incentivi per l'apertura del capitale delle imprese e la loro quotazione in borsa e gli interventi volti a canalizzare il risparmio privato verso l'economia reale, a favorire la crescita dimensionale e l'internazionalizzazione delle imprese;
   a rafforzare la detassazione dei premi di produttività, innalzando le soglie utilizzabili elevando i tetti di reddito e ampliando la platea degli aventi diritto;
   a favorire lo sviluppo delle PMI garantendo pari livello di tassazione alle diverse forme giuridiche in cui l'impresa viene ad organizzarsi, a tal fine prevedendo l'esclusione dalla base imponibile dell'IRPEF e l'assoggettamento a tassazione separata con la stessa aliquota prevista per l'IRES del reddito d'impresa degli imprenditori individuali e delle società di persone, valutando altresì la possibilità di innalzare le soglie al di sotto delle quali si accede al regime cosiddetto «dei minimi»;
   a mettere a sistema in maniera razionale e coerente tutti i recenti interventi legislativi in ambito istituzionale e finanziario degli enti locali, in particolare:
    a) assicurando un ammontare di risorse in continuità con quelle previste per l'anno 2016, ai fini dell'inclusione del Fondo pluriennale vincolato come aggregato utile ai fini del calcolo del saldo;
    b) definendo un assetto complessivo della finanza locale caratterizzato da semplicità, sfoltimento dei vincoli contabili, ordinamentali e della spesa per il personale superati dal nuovo assetto delle regole finanziarie, trasparenza nei meccanismi redistributivi e certezza sulle risorse;
    c) garantendo l'effettivo esercizio delle funzioni fondamentali da parte delle aree vaste, anche mediante l'attribuzione di necessarie risorse finanziarie;
    d) favorendo i processi di fusione e unione fra le autonomie locali;
    e) considerando collegato alla manovra di finanza pubblica anche il provvedimento «Delega per la revisione dell'ordinamento degli enti locali»;

   a promuovere una coerente regolazione dei rapporti finanziari tra Governo, la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, secondo l'accordo recepito dall'articolo 1, commi da 406 a 413 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, con riferimento particolare, da un lato, al concorso finanziario dinamico ivi posto a carico dei predetti enti e, dall'altro, all'iscrizione degli avanzi di amministrazione e del Fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa;
   a proseguire l'azione di rilancio delle aree sottoutilizzate e di riduzione delle disparità regionali, assicurando la piena attuazione del Masterplan per il Mezzogiorno e definendo le azioni strategiche specifiche per ogni area territoriale interessata;
   ad adottare nella prossima legge di bilancio interventi riguardanti l'innalzamento della no tax area per i redditi da pensione, il cumulo gratuito dei periodi contributivi, le forme di sostegno all'uscita flessibile dal mercato del lavoro, l'aumento dei trattamenti pensionistici di importo basso, le misure in favore dei lavoratori precoci e usuranti, la flessibilità della previdenza complementare, tenendo conto dell'accordo tra Governo e sindacati del settembre scorso;

a valutare l'opportunità di realizzare, nell'orizzonte temporale del triennio 2017-2019, una strutturale riduzione del carico fiscale e contributivo sul lavoro e l'impresa, così da giungere ad una pressione fiscale sui nostri produttori allineata ai migliori standard europei. In tale ambito, a valutare l'opportunità di individuare, nell'ambito degli interventi volti a ridurre il carico contributivo, indicati nello scenario programmatico, ulteriori misure permanenti di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, promuovendo in particolare l'applicazione in via strutturale di sgravi contributivi selettivi per i nuovi contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche attraverso una loro rimodulazione atta a promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro stabili e di qualità, specialmente per le donne e nelle regioni del Mezzogiorno;
   a definire nel quadro della prossima manovra di bilancio un percorso volto alla progressiva definizione delle risorse destinate nei prossimi anni a una misura nazionale di contrasto della povertà, che ne accentui la portata universalistica, in linea con quanto già positivamente realizzato sinora e con l'impegno contenuto nella Nota relativo alla previsione di risorse aggiuntive per il piano di contrasto alla povertà;
   a promuovere politiche orientate alla famiglia e al sostegno dei carichi familiari, introducendo una misura apposita in favore dei nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica;
   a garantire una dotazione finanziaria del Fondo sanitario nazionale idonea ad assicurare l'erogazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza in campo sanitario, l'accesso alle cure nonché il finanziamento dei trattamenti innovativi che ne permetta l'utilizzo da parte di tutti i cittadini che ne hanno bisogno;
   ad assumere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, iniziative per promuovere il diritto allo studio universitario attraverso una dotazione del fondo integrativo per il diritto allo studio coerente con il valore stanziato per il 2016 dall'ultima legge di stabilità e a valutare l'opportunità di predisporre misure volte a esonerare dalla contribuzione studentesca alle università statali gli studenti con ISEE al di sotto di una determinata soglia;
   a procedere al rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, con l'obiettivo di valorizzare il merito e favorire l'innalzamento della produttività, in modo da contribuire all'aumento dell'efficienza della pubblica amministrazione;
   a prorogare ulteriormente le maggiorazioni delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e l'efficientamento energetico, rendendole effettivamente fruibili anche per i grandi condomini, al fine di tutelare l'ambiente, consentire la ripresa dell'occupazione nell'edilizia e favorire l'innovazione tecnologica nel settore.
(6-00272) «Marchi, Tancredi, Librandi, Tabacci, Di Gioia, Galati, Alfreider».