• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02555    la relazione dell'Unione sulla lotta alla corruzione 2014 stigmatizza il ritardo dell'Italia nella lotta alla corruzione e all'infiltrazione delle organizzazioni criminali, soprattutto per...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02555presentato daDAGA Federicatesto diVenerdì 14 ottobre 2016, seduta n. 692

   DAGA, DE ROSA, BUSTO, MANNINO, MICILLO, TERZONI, ZOLEZZI e VIGNAROLI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   la relazione dell'Unione sulla lotta alla corruzione 2014 stigmatizza il ritardo dell'Italia nella lotta alla corruzione e all'infiltrazione delle organizzazioni criminali, soprattutto per quanto riguarda i grandi appalti;
   nell’iter decisionale di approvazione di opere, piani e programmi le procedure ambientali Via-Vas costituiscono un momento nevralgico e di particolare delicatezza, considerato che la commissione esamina le opere e i piani di rilevante interesse per un valore complessivo di diverse decine di miliardi di euro ogni anno, e che può intervenire sui tracciati e sulle varianti di percorso, con conseguenze sul valore degli immobili e delle proprietà;
   il piano triennale per la prevenzione della corruzione 2014-2016 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nelle parte dedicata all'analisi dei rischi di corruzione, evidenzia che le procedure di Via-Vas nazionali sono connotate da rischi in relazione: alla discrezionalità delle decisioni; alla portata economica delle scelte; alla capacità di pressione dei gruppi interessati alla decisione;
   il piano fa riferimento soprattutto alle modalità di nomina dei membri della commissione, al profilo del conflitto di interessi e ad eventuali situazioni che possono determinare condizioni di inconferibilità degli incarichi;
   l'attuale commissione opera in regime di prorogatio da ben due anni;
   solo dopo numerosi solleciti effettuati attraverso atti di sindacato ispettivo, in cui si evidenziavano gravissime situazioni di conflitto di interessi di numerosi membri della commissione Via-Vas e la necessità di nominare una nuova commissione, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il 7 maggio 2015 emanava un avviso pubblico per la raccolta delle candidature e un decreto che definiva i pochi e basilari requisiti per la partecipazione alla selezione, senza indicare alcun criterio oggettivo e i punteggi per la scelta tra i curricula e rimandando sostanzialmente ad una autodichiarazione del concorrente;
   gli atti di individuazione dei soggetti meritevoli di essere nominati venivano trasmessi alla Corte dei conti per la verifica di legittimità;
   con deliberazione depositata il 3 agosto 2016, la Corte dei conti ricusava il visto evidenziando numerose criticità, rimaste irrisolte anche dopo una prima nota di richiesta di chiarimenti inviata al Ministero il 1o giugno 2016;
   la Corte ha rilevato che non risultano predeterminati in modo adeguato criteri e parametri di giudizio e che la motivazione a supporto degli atti di incarico non dà conto della dovuta valutazione comparativa tra i soggetti, limitandosi ad affermare il possesso di qualità ritenute adeguate. Tra le ulteriori lacune e criticità la Corte ha evidenziato l'inadeguatezza della generica dichiarazione resa dagli aspiranti incaricati circa la sussistenza dei requisiti previsti dal decreto ministeriale n. 81 del 2015;
   con provvedimento del 28 settembre il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare revocava l'avviso pubblico del 7 maggio 2015 in ragione del «tempo trascorso» e delle «motivazioni poste a base della ricusazione del visto dell'Organo di controllo» –:
   se non ritenga di dover provvedere con urgenza all'emissione di un nuovo bando in cui siano garantite forme di trasparenza relativamente al profilo dei componenti della commissione Via-Vas, estese al patrimonio, agli incarichi professionali e associativi dei membri e dei familiari più prossimi, nonché degli eventuali partner professionali, al fine di assicurare l'assenza di situazioni di conflitto di interesse;
   quali iniziative concrete siano state messe in campo per approfondire le plurime e circostanziate segnalazioni dei potenziali conflitti di interesse e delle incompatibilità degli attuali commissari che continuano a rilasciare pareri sulle opere in regime di prorogatio. (3-02555)