• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/09769    l'atto di bracconaggio è costituito dall'illecito impossessamento della fauna selvatica – fauna particolarmente protetta dall'articolo 2 della legge n. 157 del 1992 – o su specie...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09769presentato daCOMINARDI Claudiotesto diVenerdì 14 ottobre 2016, seduta n. 692

   COMINARDI, ALBERTI e GAGNARLI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   l'atto di bracconaggio è costituito dall'illecito impossessamento della fauna selvatica – fauna particolarmente protetta dall'articolo 2 della legge n. 157 del 1992 – o su specie selvatiche non cacciabili o al di fuori dei periodi previsti per l'esercizio venatorio sulle singole specie cacciabili dall'articolo 18 della stessa legge o dal tentativo di impossessarsene. Tutt'oggi fenomeni di bracconaggio sono diffusi nel nostro Paese, in particolare nella provincia di Brescia, come evidenziato dal servizio della trasmissione «Striscia la Notizia» dal titolo «Una rete da annullare» in onda il 5 ottobre 2016, nel quale l'inviato Edoardo Stoppa ha denunciato la presenza a Monte Isola (Brescia) di un negozio dove vengono vendute illegalmente reti utilizzate per intrappolare migliaia di uccelli;
   un articolo pubblicato dal Giornale di Brescia del 9 maggio 2016 riporta elementi che confermano la maglia nera della provincia di Brescia. Secondo quanto rilevato dalla Lega per l'abolizione della caccia e dal comitato contro l'uccisione degli uccelli nel «Calendario del cacciatore bracconiere 2015/2016» che raccoglie i dati dal 1o febbraio 2015 al 31 gennaio 2016, i reati venatori si distribuiscono su praticamente tutto il territorio nazionale con 95 province interessate su 110; tuttavia, la provincia di Brescia si attesta come il principale territorio di bracconaggio italiano con il 17,9 per cento (236) di tutte le persone denunciate in Italia (1324). Emerge dalla ricerca che, a Brescia, la vigilanza del WWF sorprenderebbe a bracconare un cacciatore su quattro, mentre secondo dati forniti dalle polizie provinciali, nelle altre province sarebbe un cacciatore ogni dieci. In Italia, nel periodo in esame, ci sono stati 596 casi di reati rilevanti contro fauna selvatica, soprattutto uccelli, 110 in meno rispetto al periodo precedente, ma in crescita rispetto al 2013/2014. I reati venatori sono compiuti per il 77,8 per cento da cacciatori, in possesso di licenza di caccia o che l'hanno avuta in passato. A livello regionale, la prima in classifica per bracconaggio e la Lombardia (24,9 per cento); seguono Campania (16 per cento), Toscana (9,9 per cento) e Sicilia (7,5 per cento);
   sempre il rapporto sottolinea l'importante contributo rivestito dal volontariato ambientale nella repressione del bracconaggio: in un anno, il 36 per cento delle persone denunciate sono state scoperte grazie all'attività o ad un'iniziativa delle guardie venatorie volontarie. Il numero più alto di persone denunciate per bracconaggio proviene invece da controlli effettuati in autonomia dal Corpo forestale dello Stato e dai Corpi forestali regionali (28 per cento, 335 persone), a cui si aggiungono le 137 denunce realizzate dal Nucleo operativo ambientale che porta al 46 per cento il contributo che i corpi forestali danno alla lotta al bracconaggio. Il Corpo forestale di Brescia conta 19 stazioni, con un comando provinciale, 126 unità in pianta organica e 71 effettivamente a disposizione. Seguono i controlli della polizia provinciale che contribuiscono con il 18 per cento di persone denunciate (214). Il rapporto indica che questo fenomeno è compatibile con lo smantellamento della polizia provinciale nelle sue mansioni di vigilanza ittico-venatoria: infatti, il personale di polizia provinciale si era ridotto a circa 2.500 addetti nel 2015, alla fine del 2015, 744 operatori risultava o collocati sul portale della mobilità del dipartimento della funzione pubblica, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 125 del 2015 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 settembre 2015 –:
   se Ministri interrogati siano a conoscenza dei dati e degli elementi riportati in premessa;
   quali iniziative i Ministri interrogati, per quanto di competenza, ritengano di assumere per rafforzare i controlli per la prevenzione e deterrenza rispetto al fenomeno del bracconaggio ed ai reati venatori, con particolare riferimento alle problematiche evidenziate nella provincia di Brescia. (5-09769)