• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01515    Hypo Alpe Adria Bank è un istituto di credito austriaco nazionalizzato nel 2009 e controllato da HBI-Bundesholding AG, di partecipazione diretta del Ministero delle finanze austriaco, che...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01515presentato daCOPPOLA Paolotesto diMercoledì 19 ottobre 2016, seduta n. 695

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
   Hypo Alpe Adria Bank è un istituto di credito austriaco nazionalizzato nel 2009 e controllato da HBI-Bundesholding AG, di partecipazione diretta del Ministero delle finanze austriaco, che contava filiali in Austria, nei Balcani e nelle regioni del Nord Italia;
   il progetto di riorganizzazione societario, conseguente alla nazionalizzazione approvata dalla Commissione europea nel 2010, ha già visto la cessione delle filiali austriache e nei Balcani e previsto invece la liquidazione della controllata italiana, con il conseguente licenziamento di 280 lavoratori;
   erano confermate, con nota scritta da parte della presidente della regione Friuli Venezia Giulia nel marzo 2016, le manifestazioni d'interesse atte a rilevare l'intera attività in territorio nazionale, che avrebbero evitato sia lo spacchettamento degli asset aziendali sia la liquidazione con conseguente perdita dei posti di lavoro;
   la decisione della Commissione europea del 2013 che Hypo Bank ha sempre addotto come impedimento alla vendita dell'intera realtà finanziaria, riesaminata con il contributo della rappresentanza italiana alla Commissione, non stabilisce l'obbligo alla liquidazione, bensì prevede la possibilità di soluzioni di mercato volte a massimizzare il valore di ciò che rimane;
   la volontà di liquidare la controllata italiana, alla luce di quanto stabilito dalla Commissione europea, è solamente in capo al Governo austriaco e non scelta obbligata;
   nei mesi scorsi il Governo austriaco ha provveduto alla cessione di sette sportelli locali e del pacchetto mutui alla Banca di Valsabbina, dimostrando ad avviso degli interpellanti disinteresse a soluzioni atte a impedire lo spacchettamento al fine di consentire la salvaguardia occupazionale;
   la procedura già avviata di licenziamento collettivo riguarda ad oggi 110 dei 280 dipendenti italiani della banca austriaca, di cui 50 su 186 in Friuli Venezia Giulia, 35 su 48 in Veneto, 25 su 42 in Lombardia, mentre per gli altri addetti il licenziamento è previsto tra il 2017 e il 2018;
   tale disinteresse e mancanza di responsabilità nei confronti degli occupati italiani è stato confermato da parte del Governo di Vienna impedendo ai rappresentanti del governo della regione Friuli Venezia Giulia di partecipare agli ultimi tavoli di trattativa tra l'azienda e le parti sociali;
   il Ministro dell'economia e delle finanze è già stato interrogato in data 29 maggio 2013 con l'interrogazione n. 4-00637 a prima firma Rosato, nella quale si chiedeva di avviare un'interlocuzione con il Governo austriaco;
   la richiesta di confronto e trattativa tra i Governi dei due Paesi confinanti proviene anche delle rappresentanze sindacali vedendosi in tale iniziativa l'ultima possibilità per evitare la liquidazione della controllata italiana –:
   quali iniziative di competenza intenda adottare il Governo nei confronti del Governo austriaco in merito alla vicenda di cui in premessa.
(2-01515) «Coppola, Prodani, Blazina, Brandolin, Malisani, Gigli, Sandra Savino, Rizzetto, Casati, Amato, Arlotti, Bergonzi, Capone, Bossa, Murer, Miccoli, Parrini, De Menech, D'Ottavio, D'Arienzo, Mariano, Roberta Agostini, Gadda, Moretto, Lacquaniti, Marchi, Malpezzi, Rubinato, Rotta, Quintarelli, Pelillo, Tino Iannuzzi, Piazzoni, Currò, Giacobbe, Crimì».