• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14563    la modalità per l'accoglienza dei richiedenti asilo adottata dalle prefetture, la quale consiste nell'individuare adeguate strutture di accoglienza tramite gara d'appalto, non garantisce,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14563presentato daCOZZOLINO Emanueletesto diMercoledì 19 ottobre 2016, seduta n. 695

   COZZOLINO. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   la modalità per l'accoglienza dei richiedenti asilo adottata dalle prefetture, la quale consiste nell'individuare adeguate strutture di accoglienza tramite gara d'appalto, non garantisce, a giudizio dell'interrogante, una loro equa distribuzione sul territorio locale, ma porta alla concentrazione in quei comuni ove sono presenti soggetti del privato sociale impegnati nell'accoglienza e strutture pubbliche o private a carattere comunitario;
   tale distribuzione non è per l'interrogante in linea con i parametri indicati dal Ministero dell'interno che prevede un rapporto tra residenti e richiedenti asilo;
   i richiedenti asilo ospiti in queste strutture rimangono mediamente due o più anni in attesa della definizione della loro posizione. Il centro di accoglienza è spesso un'enorme sala d'attesa dove i residenti, pur partecipando a corsi di italiano e attività di volontariato, di fatto, per l'interrogante, ingannano il tempo, sperando di ottenere i documenti che permetteranno loro di riprendersi le loro vite il prima possibile. Pur avendo la possibilità di uscire di giorno, non hanno risorse per spostarsi e anche la ricerca del lavoro, una volta ottenuta l'autorizzazione per effettuarla, decorsi i primi sei mesi, è spesso vana. I servizi che ricevono in questa fase si sintetizzano nell'essenziale vitto-alloggio;
   l'attuale politica dell'accoglienza dei Paesi della Comunità europea limita molto la possibilità dei migranti di raggiungere altri Paesi europei e ciò aumenta considerevolmente la probabilità che, concluso il periodo di accoglienza, essi rimangano nel territorio che li ospita;
   la loro presenza sul territorio superiore ai tre mesi, in base alla normativa disciplinante l'istituto della residenza, dà la possibilità ai richiedenti asilo di chiedere l'iscrizione anagrafica e ciò può comportare, a conclusione del progetto di accoglienza, l'accesso ai servizi sociali per richieste di soluzioni abitative ovvero interventi di supporto economico;
   tale criticità si somma ad una situazione già notevolmente problematica a causa della crisi economica e sociale nel nostro Paese, che ha determinato la perdita del lavoro da parte di molti immigrati residenti di lungo periodo, che erano un tempo stabilmente occupati e che sono ora in carico ai servizi sociali;
   il comune di Mira, facente parte dell'ambito territoriale dell'azienda Ulss 13, comprendente 17 comuni è, tra i comuni dell'ambito, quello che rispetta le quote di ospitalità, superando ampiamente tali parametri e arrivandone a raddoppiare perfino le quote indicate dal Ministero dell'interno, avendo nel proprio territorio 5 strutture di accoglienza per richiedenti asilo per un numero complessivo di ospiti mediamente pari a circa 160 persone;
   i costi economici e sociali del comune di Mira dovuti a questa emergenza sono, a quanto consta all'interrogante, decisamente superiori a quelli sostenuti dai comuni limitrofi. Questa è secondo l'interrogante una inaccettabile mancanza di equità che rischia di compromettere l'equilibrio del bilancio comunale e di causare inutili tensioni tra i cittadini italiani che fanno richiesta di accesso ai servizi e i migranti –:
   quali iniziative intenda adottare il Governo al fine di realizzare una più equa distribuzione di migranti sul territorio, promuovendone l'accoglienza diffusa;
   se il Governo intenda assumere iniziative per stanziare risorse economiche a sostegno dei comuni che da anni si fanno carico della gestione di situazioni inerenti all'ospitalità dei migranti e di gravi situazioni sociali che si riscontrano in particolare in relazione ai servizi sociali, deterioratisi nel corso degli anni, anche a seguito dei ridotti finanziamenti in materia operati dal Governo. (4-14563)