• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14547    la scuola è incominciata ormai da più di un mese, eppure in diversi istituti scolastici italiani gli insegnanti di sostegno non sono ancora presenti;    questo è quello che...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14547presentato daMUCCI Maratesto diMartedì 18 ottobre 2016, seduta n. 694

   MUCCI e PRODANI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che:
   la scuola è incominciata ormai da più di un mese, eppure in diversi istituti scolastici italiani gli insegnanti di sostegno non sono ancora presenti;
   questo è quello che succede all'istituto tecnico commerciale Salvemini di Casalecchio, dove mancano ancora una quarantina di docenti, scuola all'avanguardia nell'integrazione degli studenti disabili, che sono 60 su 1.500, tra cui 47 ragazzi con situazioni di gravità, una trentina dei quali hanno bisogno di assistenza «uno a uno». Il preside, per tentare di gestire la situazione, ha chiesto alle famiglie di concordare giorni ed orari nei quali i ragazzi disabili, volendo, possano stare a casa;
   il problema riguarda il fatto che dei 18 docenti specializzati chiamati da altre regioni che sono stati assegnati come docenti di ruolo in tale scuola, in 17 si sono presentati il 1o settembre 2016 per firmare il contratto triennale, assentandosi però, quasi immediatamente dal lavoro (per lo più in malattia o per assistere familiari) e ottenendo poi una assegnazione temporanea vicino a casa;
   sembra che, a giorni, l'ufficio scolastico territoriale procederà a indicare i nuovi nominativi in modo che il preside possa procedere alle nomine, ma sempre attingendo dalle graduatorie. «Ma saranno non specializzati, sono docenti che si prestano ad attività di sostegno. Se la disabilità è lieve, potrà anche andare bene, ma se è grave, dovranno avere una grande disponibilità, perché servono competenze per fare questo lavoro», così spiega il preside;
   in tutto ciò, a farne le spese sono le famiglie: gli alunni si trovano docenti non specializzati precari sino «ad avente diritto» e i genitori non hanno più la sicurezza di poter affidare i proprio figli a personale competente che possa garantire un principio di continuità didattica. Che però è, ad oggi, inapplicabile, visto che decine di migliaia di docenti si alternano e cambiano di settimana in settimana;
   il diritto all'insegnante di sostegno non può essere considerato e trattato come qualcosa di accessorio, non riconoscendo così la sua indispensabilità per gli studenti disabili o con deficit di apprendimento, pur essendo esso intrinseco al diritto all'istruzione;
   tra l'altro, gli insegnanti di sostegno sono un vero e proprio ponte tra il resto della classe e l'alunno con disabilità, poiché il loro lavoro si basa proprio sulle attività per favorire l'integrazione del ragazzo disabile con gli altri compagni dai quali il ragazzo non deve mai sentirsi diverso o rispetto ad essi svantaggiato –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione esposta in premessa;
   quali iniziative urgenti il Ministro interrogato abbia intenzione di assumere al fine di superare in tempi rapidi le problematiche inerenti alla nomina, su tutto il territorio nazionale, degli insegnanti di sostegno, al fine di garantire quella continuità didattica presupposto necessario per una corretta istruzione. (4-14547)